Mercoledì 19 Dicembre 2018
Respinto il progetto presentato dal Comune nel 2017 per realizzare la struttura


Antillo, la Regione boccia l’istanza di finanziamento per il Centro rifiuti

di Andrea Rifatto | 29/10/2018 | AMBIENTE

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Antillo dice addio in via definitiva al finanziamento chiesto per costruire il Centro comunale di raccolta rifiuti. Il Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha infatti bocciato l’istanza presentata dal Comune montano per la partecipazione all’Avviso pubblico per la realizzazione-ampliamento-potenziamento-adeguamento dei Ccr siciliani, per i quali nell’aprile 2017 la Regione ha messo a disposizione dei Comuni 25,5 milioni di euro. Antillo era già stato escluso dalla graduatoria provvisoria per la mancanza dei requisiti di ammissibilità e il mancato raggiungimento del punteggio minimo di 65 su 100, avendo ottenuto 55 punti. Il progetto da 384mila 500 euro prevedeva la costruzione di un nuovo sito e dopo la prima bocciatura il Comune aveva presentato richiesta di riesame in autotutela, che però non è stata accolta. L’Ente può tentare la strada del ricorso al Tar o al presidente della Regione.

I motivi dell’esclusione dal finanziamento. A) “Mancanza del requisito di ammissibilità inerente la previsione del Piano d’ambito”: dalla scheda presentata relativa agli elementi incentivanti, firmata dal sindaco e dal rup, risulta che alla colonna previsione nel Piano d’ambito è stato scritto “il Ccr è previsto nel Piano intervento Aro della Valle d’Agrò”. Se il Ccr è previsto nel Piano d’ambito, secondo quanto asserito nell’istanza di riesame, la Commissione si è chiesta perché nella scheda elementi incentivanti non è stato scritto e dichiarato semplicemente “Il Ccr è previsto nel Piano d’ambito”. Da verifiche effettuate risulta che nel piano d’intervento Aro Valle d’Agrò non sono previsti Ccr né tantomeno nel comune di Antillo, mentre nel Piano d’ambito non vi è specificato in quali comuni si prevede di realizzare gli impianti ma si ha solo un riferimento zonale. B) “Mancato raggiungimento del punteggio minimo di 65 punti”, infatti ne sono stati attribuiti 55/100 mentre secondo il Comune ne dovevano essere assegnati tra 83 e 85: al punto “Adeguatezza e rilevanza delle soluzioni organizzative/impiantistiche proposte rispetto ai fabbisogni dell’area e/o popolazione target” non possono essere attribuiti 10 punti in quanto alla colonna abitanti serviti il Comune ha attestato “abitanti residenti+fluttuanti 5.958” e non “oltre 10.000” come citato nella richiesta di riesame e quindi è evidente la presenza di una incongruenza con la colonna “altri comuni beneficiari del servizio Ccr”. Inoltre, anche se il Comune ribadisce che il Ccr previsto ad Antillo è a servizio di tutto l’Aro Val d’Agrò, di fatto non si evince nel provvedimento di approvazione del progetto, richiesto dal bando, né tra la documentazione che obbligatoriamente doveva essere presentata a corredo dell’istanza, o quantomeno, è stata presentata la convenzione specifica stipulata tra i Comuni per la gestione del Ccr intercomunale. Al punto “Affidabilità del modello di gestione complessiva del ciclo di rifiuti a livello di Srr/Ato” non possono essere attribuiti 15 punti, in quanto nel Piano di intervento Aro Valle d’Agrò non risulta il modello di gestione, né risulta individuato il soggetto gestore, né è stato presentato il relativo atto già perfezionato nel quale si evinca chi gestirà il Ccr.

Al punto “Adeguatezza della strategia di informazione e sensibilizzazione alla raccolta differenziata nei confronti degli utenti” sono stati attribuiti 3 punti invece che 5 in quanto è stata riscontrata la presenza di una adeguata descrizione della strategia di comunicazione e sensibilizzazione solo dal punto di vista Aro ma non specifico per l’intervento in argomento. Al punto “Presenza di accordi che includono consorzi di filiera ove è previsto il conferimento delle varie frazioni merceologiche” sono stati attribuiti 0 punti in quanto non sono stati presentati i contratti di filiera a dimostrazione di quanto richiesto né quantomeno risulta la presenza di accordi da qualsiasi documento allegato alla richiesta di finanziamento. Non trova fondamento quanto asserito nella richiesta di riesame che non è stato previsto alcuno spazio per inserire queste informazione ed era compito dell’Ente fornire la documentazione e non pretendere che il Dipartimento effettuasse le verifiche necessarie presso i consorzi di filiera. Inoltre – aggiunge la Commissione – se il Comune avesse presentato la domanda prima della data di scadenza ultima del bando, il Dipartimento avrebbe avuto il tempo di istruire la pratica e chiede ulteriori integrazioni. Al punto “Green public procurement” sono stati attribuiti 0 punti in quanto risulta un coinvolgimento di associazione ambientaliste e di volontariato non pertinente. Inoltre da una verifica del computo metrico dei lavori e/o forniture non evince che i prodotti e i materiali che verranno acquistati e utilizzati siano a basso impatto ambientale come previsto dalla Gpp. Dunque l’intervento è stato ritenuto non ammissibile a finanziamento.


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