Giovedì 22 Agosto 2019
Il Comitato Jonico Beni Comuni lamenta ritardi e invita ad un cambio di passo


Differenziata a Roccalumera e Furci Siculo: "Solo proclami, sindaci bocciati"

07/03/2019 | AMBIENTE

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Mastelli per il porta a porta

“Solo proclami sulla raccolta differenziata a Roccalumera e Furci, l’operato delle amministrazioni comunali è da bocciare”. A dirlo è il Comitato Jonico Beni Comuni, che oggi ha inviato una lettera, a firma del presidente Salvuccio Irrera, al responsabile dell’Ambito di raccolta ottimale Valle del Dinarini, ai sindaci, ai presidenti del Consiglio e ai capigruppo di maggioranza e minoranza di Roccalumera e Furci, lamentando una fase di stallo e ritardi nelle dotazioni strutturali per rendere migliore il servizio. “Era l’inizio di quest’anno scolastico quando, dietro nostra ostinata insistenza, siamo riusciti a convocare un incontro alla presenza delle amministrazioni comunali, dell’Aro del Dinarini, dei rappresentanti della ditta appaltatrice del servizio di raccolta differenziata, dei tecnici e di una piccola rappresentanza della comunità – esordisce Irrera – l’obiettivo era quello di concordare un’azione partecipata di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata che, nell’Aro di riferimento, era cominciata qualche mese prima, al fine di poter accompagnare tutti i cittadini in questa delicata fase di modificazione delle consolidate abitudini di gestione dei propri rifiuti. E così come avviene quando inizia la scuola, anche in quell’aula si sono fatti grandi propositi circa il completamento della dotazione strutturale (Centro comunale di raccolta), opera indispensabile per attivare un sostenibile processo di gestione dei rifiuti e la pianificazione di una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti gli attori sociali. Arrivati agli sgoccioli dell’anno scolastico, le pagelle dell’ultimo trimestre bocciano senza appello l’operato delle amministrazioni comunali costituenti l’Aro del Dinarini. Della campagna di sensibilizzazione e dell’apertura del Centro comunale di raccolta, ad oggi, abbiamo ciò che avevamo il 12 settembre 2018. Solo proclami e il risultato di tutto ciò è sotto gli occhi di tutti”.

“Alle famiglie non è stato spiegato, con dovizia di particolari, che non è sufficiente, anche se importante, limitarsi a separare ciò che prima buttavano in una sola busta – prosegue il presidente del Comitato Jonico Beni Comuni – perché, differenziare, ci permette di risolvere solo parzialmente in problema inquinamento. La criticità da affrontare è l’enorme quantità di prodotti che oggi si gettano via. In più, l’assenza dell’intera dotazione strutturale ed in particolare del Ccr obbliga gli utenti ancora non virtuosi ad esporre sui propri mastelli il surplus di rifiuti che producono, aumentando il problema della gestione dei rifiuti sotto tutti i punti di vista. La nostra non è una denuncia nei confronti della scarsa capacità di alcuni amministratori a essere all’altezza dei compiti per cui si sono candidati ma è un appello a favore della comunità tutta. È un’analisi doverosa e dolorosa di come si sta operando sul tema rifiuti all’interno dell’Aro del Dinarini. Non giova, a parere nostro, sottolineare che comunque ci sono delle differenze di attivismo tra le amministrazioni costituenti l’Aro di riferimento. Perché il nostro invito è quello di migliorare la gestione e qualsiasi attenuante arresterebbe il già precario processo in atto. Auspichiamo che gli amministratori comincino a mettere davvero al centro della politica di gestione dei beni comuni i veri protagonisti che sono i membri della collettività che rappresentano. Ma al tempo stesso vogliamo spronare i membri della comunità del Dinarini ad essere più partecipi. A non accettare passivamente le decisioni che vengono prese per conto loro soprattutto quando queste vanno in direzione opposta agli interessi di sostenibilità. Siamo convinti che da questa situazione di immobilismo si può uscire solo attraverso un cambio di passo qualitativo dell’azione amministrativa. Se si istaura un confronto sano ed onesto con la cittadinanza senza omettere le difficoltà ed essendo pronti a raccogliere i suggerimenti che possono migliorare il processo. È il momento che ognuno abbia l’onore e l’onere di prendersi le proprie responsabilità evitando di cercare colpevoli ma, evitando al tempo stesso, di autoassolversi. Invitiamo dunque l’Ufficio Aro del Dinarini – conclude Salvuccio Irrera – ad organizzare un incontro fra tutti i protagonisti (società civile compresa) per ripartire senza se e senza ma”.


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