Mercoledì 19 Dicembre 2018
Ridotto l'intervento per il ripascimento della spiaggia con la sabbia del torrente


S. Teresa, l'erosione avanza e il Savoca è una bomba: ecco il progetto stralcio

di Andrea Rifatto | 09/11/2018 | AMBIENTE

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La mancata ammissione a finanziamento per 5 milioni di euro, a valere sui fondi Po Fesr 2014-2020, della seconda parte del progetto di difesa, stabilizzazione e riqualificazione della costa ha portato l’Amministrazione comunale di S. Teresa di Riva a dividere in due l’intervento complessivo da 10 milioni 621mila euro e ad attivarsi per portare avanti un primo stralcio da 4,5 milioni, la cui copertura è garantita dai fondi del Patto per il Sud. L’elaborato definitivo, redatto dall’Ufficio tecnico comunale con la collaborazione del geologo Marzia Petralia e la consulenza idraulico-marittima dell’ingegnere Davide Maimone, è stato consegnato dal sindaco Danilo Lo Giudice al coordinatore della Struttura commissariale di governo contro il dissesto idrogeologico, Salvo Puccio, che tra l’altro è lo stesso professionista che ha curato la relazione geologica dell’opera, affinché possano partire le procedure per la progettazione esecutiva, i cui atti erano già in predisposizione da parte della Struttura commissariale per l’intero progetto. L’intero elaborato il 5 ottobre dello scorso anno ha ottenuto giudizio di compatibilità ambientale positivo al termine della Valutazione di impatto ambientale, procedura che dunque non dovrebbe essere necessario ripetere. L’intervento stralcio prevede la realizzazione di una barriera protettiva della spiaggia con pennelli e il successivo ripascimento artificiale dell’arenile con la sabbia del torrente Savoca, grazie allo svuotamento e risagomatura del tratto compreso tra la foce e l’acquedotto Fiumefreddo, con il prelievo di circa 130mila metri cubi dei complessivo di 253.490,99 previsti, per una profondità media di scavo di 1,20 metri, a cui vanni aggiunti 10.300 metri cubi dei 20.594,77 totali provenienti dallo scavo per la realizzazione dei pennelli. Il 70% del materiale sarà utilizzato per il ripascimento emerso della spiaggia esistente per un lunghezza complessiva pari a circa 3,3 km, il 30% per il ripascimento sommerso mediante la formazione di barre soffolte nei tratti intermedi ai pennelli previsti.

Dei 14 pennelli in massi naturali di natura lavica inseriti in progetto, il primo stralcio ne prevede la posa di sette, nel tratto tra i quartieri Portosalvo e Centro ossia la zona più colpita dall’erosione, della lunghezza complessiva tra 60 e 65 metri, con una mantellata realizzata con doppio strato di massi che avranno la duplice funzione di “trappola” per i sedimenti marini, trasportati dal moto ondoso e di protezione diretta contro le mareggiate di forte intensità. La barriera sarà composta da due tratti, un primo emerso lungo al direzione Nord-est e un secondo tratto soffolto che si sviluppa parallelamente alla fascia costiera. Il ripascimento emerso realizzato lungo l’arenile esistente che garantirà un avanzamento immediato della linea di costa e sarà protetto dalla realizzazione dei pennelli, mentre il ripascimento sommerso avverrà la realizzazione di barre soffolte poste ad una batimetria di circa -6,5 metri localizzate nei tratti di spiaggia tra un pennello e l’altro, cosicchè i sedimenti versati consentano di ridurre i fondali e dare origine, col tempo, anche ad un avanzamento della linea di riva a seguito della minore agitazione ondosa. “Abbiamo deciso di intervenire con un primo stralcio perché non possiamo più attendere, visto l’avanzare dell’erosione costiera – spiega il sindaco – e abbiamo la necessità di salvaguardare la spiaggia e allo stesso tempo mettere in sicurezza il torrente Savoca, una bomba che può esplodee da un momento all’altro visto il rischio esondazione. Contiamo che la Struttura commissariale – ha aggiunto Lo Giudice – faccia in fretta avviando le procedure così da consentirci di poter partire con i lavori a settembre 2019”. Per fari sì che l'intero progetto possa trovare attuazione bisognerà sperare in una riamissione nella graduatoria dei fondi Po-Fesr ma bisognerà comunque trovare altri 1,1 milioni di euro visto che il quadro economico è lievitato a 10,6 milioni rispetto ai 9,5 iniziali dopo l'aggiornamento dei prezzi. 


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