Lunedì 18 Novembre 2019
Ricerca degli atenei di Catania e Palermo pubblicata su una rivista scientifica


Scoperta internazionale ad Antillo, trovata una nuova specie vegetale - FOTO

di Redazione | 01/10/2019 | AMBIENTE

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I ricercatori Sciandrello, Giusso e Minissale

Dal piccolo centro di Antillo, arroccato sui monti Peloritani, arriva un interessante contributo scientifico per incrementare le conoscenze e il valore della biodiversità. I ricercatori delle Universtà di Catania e Palermo hanno infatti scoperto una nuova specie vegetale, la “Veccia di Brullo” (Vicia brulloi). I risultati della ricerca - condotta dai ricercatori Saverio Sciandrello, Gianpietro Giusso Del Galdo e Pietro Minissale del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Ateneo catanese in collaborazione con la professoressa Cristina Salmeri del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche dell’Università di Palermo - sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Phytotaxa” con un articolo dal titolo “Vicia brulloi (Fabaceae), a new species from Sicily”. L’importante scoperta di questa nuova specie – dedicata al professor Salvatore Brullo, già docente di Botanica dell’Unict – arricchisce notevolmente, dal punto di vista floristico-naturalistico, il distretto peloritano che coincide con la parte nord-orientale della Sicilia assieme alla presenza di numerose altre specie vegetali esclusivi di questa area, descritti dagli stessi ricercatori dell’Università di Catania, come Asperula peloritana, Brassica raimondoi e Silene peloritana.

La Veccia di Brullo, specie perenne ad habitus lianoso con caratteri morfologici ancestrali, è molto rara e localizzata e attualmente si conosce solo una popolazione, lungo un corso d’acqua, vicino Antillo. Il suo sito di crescita rientra nella zona speciale di conservazione, "Tratto Montano del Bacino della Fiumara di Agrò (ITA030019)", garantendo in qualche modo la conservazione di questo speciale ambiente umido, reso unico dalla presenza di questo singolare e vulnerabile endemismo.  La specie è rappresentata da pochi individui, localizzati lungo un corso d’acqua su substrati metamorfici paleozoici. A causa della sua rarità e del basso numero di individui, Vicia brulloi, secondo il protocollo IUCN (IUCN 2017), è stata classificata come CR "Critically Endangered-Gravemente minacciata".



COMMENTI

Antonino Intersimone | il 04/10/2019 alle 23:52:44

Complimenti per la scoperta.

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