Martedì 22 Ottobre 2019
Bocciato l'accordo tra Regione e Bambin Gesù: violate le norme sugli appalti


Al Ccpm di Taormina 40 milioni senza gare: l'Anac manda gli atti alle Procure

di Andrea Rifatto | 15/03/2019 | ATTUALITÀ

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Quaranta milioni di euro dalla Regione siciliana ai privati, violando il diritto dell’Unione Europea tra amministrazioni pubbliche e ospedali privati, senza alcuna motivazione evidenziata nel procedimento istruttorio in ordine ai presupposti che hanno indotto la Regione all’affidamento. E violazioni anche della normativa sugli appalti pubblici e delle modalità esecutive adottate per gli appalti dei lavori fatti a Taormina dall’Istituto Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e pagati dalla Regione, senza il ricorso alle procedure ad evidenza pubblica. Un responso durissimo quello pronunciato dal presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, nella delibera n. 47 del 17 gennaio depositata l’1 febbraio, con la quale è stata analizzata la convenzione per la realizzazione e gestione del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo all’ospedale di Taormina, sottoscritta l’11 giugno 2010 tra la Regione e il Bambino Gesù di Roma, ente del Vaticano. Il presidente dell’Anac ha trasmesso la delibera anche alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Palermo per quanto di rispettiva competenza. Dunque probabilmente non finirà qui.

La vicenda che vede inserirsi anche l’Anac, nasce nel 2016 a seguito di un contenzioso tra la Regione e il Bambino Gesù, che presenta un conto aggiuntivo da 11,8 milioni all’Asp di Messina per le opere realizzate e l’acquisto di attrezzature. La Regione non vuole pagare e dopo un braccio di ferro si arriva a un accordo in base al quale la Regione paga 7,7 milioni, cifra che si aggiunge ai 31 milioni erogati per la convenzione base, per un totale di circa 40 milioni. L’Avvocatura dello Stato, su richiesta dell'Assessorato regionale della Salute, chiede all’Anac un parere per la definizione transattiva della querelle ed evidenzia già allora “la violazione dell'obbligo di gara ad evidenza pubblica”, decidendo di inviare tutto a Raffaele Cantone, che approfondisce le modalità con le quali erano state acquisite le attrezzature e realizzate le opere edili al Cpm di Taormina, scoprendo in sostanza che la Regione paga e l’ospedale acquista opere e macchinari, senza alcuna gara pubblica e senza bandi. “Anche alla luce dell’intervento dell’Autorità anticorruzione, si riapra al più presto l’Unità operativa di Cardiochirurgia pediatrica all’Arnas Civico di Palermo, così come sancito nella Rete Ospedaliera” ha detto ieri il parlamentare regionale del Partito democratico, Antonello Cracolici, che ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione ed all’assessore della Salute, chiedendo di “individuare al più presto locali e risorse umane e finanziarie necessarie a riaprire l’Unità operativa di Cardiochirurgia pediatrica presso l’Arnas Civico di Palermo, di fatto ancora chiusa”.


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