Martedì 12 Novembre 2019
Dopo l'alluvione di ottobre è stata ristrutturata con le donazioni dei fedeli e del Comune


Antillo, riapre la chiesa di Canigliari: la Sacra Famiglia ritorna "a casa"

di Filippo Brianni | 23/02/2016 | ATTUALITÀ

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La chiesa prima e dopo (foto Albino Muscolino)

Dopo l’alluvione che lo scorso dieci ottobre colpì Antillo, la Sacra Famiglia ritrova… casa propria. Rimessa in sesto la chiesa della frazione Canigliari, domenica scorsa ha avuto luogo anche la processione che ha riportato nella chiesetta pure la statua, entrambe dedicate, appunto, alla Sacra Famiglia. “Una grande emozione”, commentavano i fedeli. Un’emozione che ha più di una voce. Quella operosa di don Egidio Mastroeni, il parroco di Antillo; la voce solidale della gente; quella autorevole dell’amministrazione, senza distinzioni tra maggioranza e minoranza. Un lavoro di gruppo che in poco più di quattro mesi ha consentito nuovamente una celebrazione in una chiesa che la mattina del 10 ottobre sembrava definitivamente perduta. Schiacciata dal peso di due movimenti franosi e da un gigantesco masso, la chiesetta ha imbarcato fango e pietre, che hanno divelto una parete laterale, un portone, tutto l’interno. Tutto tranne il crocifisso e l’immagine della Sacra Famiglia, rimasti illesi. Nell’immediatezza la statua è stata trasferita nella Chiesa Madre e don Egidio Mastroeni ha subito iniziato a coordinare il “movimento” per ristrutturare la chiesa, grazie all’aiuto di donazioni e del Comune. Rimesso in sesto il muro, rifatto il portone laterale, sistemati gli interni ed i banchi, la chiesa domenica scorsa è stata nuovamente riaperta. La statua è stata prelevata dalla Chiesa Madre ed i fedeli l’hanno portata in processione, con la locale banda musicale che ha accompagnato gratuitamente il corteo. Giunti a Canigliari, la statua è stata ricollocata al suo posto ed ha avuto luogo la santa messa. Domenica prossima, don Egidio Mastroeni, ne celebrerà un’altra.

“Siamo felici – dice il sindaco, Davide Paratore - Canigliari è un punto di riferimento della nostra comunità. Certo, c’è ancora molto da fare lì, anche la zona esterna alla chiesa, ma intanto è stato importante ripartire”. Effettivamente colpisce il modo con cui Antillo ha affrontato l’alluvione del 10 ottobre, che danneggiò le frazioni Canigliari e Cicala. Già nei momenti successivi erano tanti i volontari che prima ancora dell’arrivo delle “istituzioni” avevano liberato dal fango le vie di accesso e le prime case. Anche acque e luce vennero ripristinate velocemente. Ora è toccato alla non meno sentita “luce”… della fede.

Foto di Albino Muscolino

Più informazioni: maltempo antillo  


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