Giovedì 21 Novembre 2019
Stanziati 1,8 milioni: ogni studente potrà ottenere 2mila euro l'anno in base al reddito


“Casa Unime”, l’Università paga l’affitto agli studenti fuori sede

10/08/2016 | ATTUALITÀ

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La presentazione dell'iniziativa nella Sala Senato dell’Ateneo

L’Università degli Studi di Messina va incontro agli studenti fuori sede con un’iniziativa a sostegno delle spese per gli alloggi. Con il programma “Casa Unime”, presentato questa mattina nella Sala Senato dell’Ateneo dal rettore Pietro Navarra, dal prorettore alla didattica Pietro Perconti, dal direttore generale Francesco De Domenico e dal presidente dell’Ersu Messina, Fabio D’Amore, vengono infatti messi a disposizione 1,8 milioni di euro per tre anni per immatricolati e iscritti, che già a partire dall’anno accademico 2016/17 avranno la possibilità di ottenere fino a 2mila euro l’anno come rimborso delle spese di affitto. “Il diritto allo studio all’Università di Messina è di casa – ha evidenziato Navarra – e questa è un’ulteriore novità che si aggiunge ai servizi abitativi ed ai contributi offerti dall’Ersu, oltre che andare contro il fenomeno degli affitti in nero, visto che il rimborso avverrà a fronte della presentazione del contratto. Il finanziamento è già stato stanziato, le linee guida sono disponibili, mentre il bando sarà pubblicato ad ottobre. L’Università di Messina premia i propri studenti in percentuale maggiore rispetto ad altri Atenei italiani anche del Nord – ha sottolineato Navarra – e questo è possibile grazie agli sforzi di tutti i componenti la Comunità accademica, che è una grande squadra”. Navarra ha aggiunto inoltre che nei prossimi anni lo somme a disposizione potrebbero essere incrementate.  Ogni anno, grazie a un’apposita piattaforma a cui basterà registrarsi on-line, gli studenti di Unime domiciliati a Messina e residenti in un altro Comune, avranno a disposizione 600mila euro. Per la ripartizione dei contributi agli studenti si terrà conto del reddito: a parità di punteggio verrà preso in considerazione il voto di diploma (per i nuovi immatricolati), il voto di laurea triennale (per i nuovi iscritti a corsi magistrali) o dei voti conseguiti nel corso degli esami dell’ultimo anno solare (per tutti gli altri studenti). Sono esclusi i beneficiari di servizi abitativi o di contributo affitto Ersu.

“Questa misura va ad integrare altre iniziative che pongono l’Ateneo nel ruolo di ‘ascensore sociale’ per far sì che gli studenti abbiano la possibilità di un futuro migliore rispetto a quello dei loro genitori – ha detto il prof. Perconti –. Questi provvedimenti, infatti, garantiscono maggiori opportunità a chi non potrebbe permettersi una formazione universitaria. Il ruolo di ‘ascensore sociale’, che deve essere proprio di tutti gli Atenei, è in questo caso più prezioso in quanto viene svolto in un ambito territoriale come il nostro”. “Questo programma – ha sottolineato il prof. De Domenico – si rifà ad una promessa che era stata fatta ad un tavolo tecnico svoltosi nei mesi scorsi con i rappresentanti degli studenti: quanto recuperato dalla lotta all’evasione sarebbe stato investito in servizi. Nel nostro Ateneo, inoltre, viene garantito il 100% dei rimborsi per il diritto allo studio”.

“Una iniziativa va a chiudere una falla e risolve un grande problema per molti studenti, in quanto si va ad aggiungere ai 275 alloggi assegnati dall’Ersu agli studenti nel 2015, in stanze singole e doppie, presso le strutture residenziali dei poli Papardo, Annunziata e Messina centro – ha spiegato il D’Amore – ed il servizio entro il 2017 verrà potenziato con altri 220 posti, che saranno nuovamente fruibili preso la storica residenza di via Cesare Battisti, ristrutturata e potenziata grazie ai lavori di consolidamento sismico in corso”.


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