Lunedì 22 Luglio 2019
Convegno 'Miti, Poeti, Sogni, Pittori e Santi': bilanci e nuove prospettive di studio


Casalvecchio, il solstizio d’estate all’abbazia “illumina” libri medievali e strade romane

26/06/2018 | ATTUALITÀ

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L'intervento di Brianni. A fianco padre Alessio

L’abbazia dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò di Casalvecchio ha ospitato la IV edizione di  “Miti, Poeti, Sogni, Pittori e Santi nella Vallle d’Agrò, la riscoperta del Genius Loci nel Solstizio d’estate”, l’incontro ideato e coordinato da Ketty Tamà e organizzato dal  Lions Club Letojanni-Valle d’Agrò, in collaborazione con Archeoclub Area Ionica Messina ed il Comune di Casalvecchio Siculo. Momento centrale della manifestazione è stato l’intervento del monaco ortodosso Alessio Mandanikiotos, dell’eremo di S. Lucia del Mela, su “…e lo Scriptorium riprende vita: dialogo sui nove manoscritti medioevali dell’Escorial”, che Lions, Archeoclub, comune e volontari hanno fatto rientrare in formato digitale lo scorso anno. Libri che dal 1014 in poi erano stati realizzati proprio nell’abbazia dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò, in greco antico, ed alcuni annotati in latino. Gli occhi infuocati di entusiasmo di padre Alessio hanno illustrato a quelli sorpresi e attenti di Ketty Tamà i segreti di quei “segni” che si sono fatti Parola, attraverso il monaco che ha tradotto salmi e preghiere, spiegato simbolismi, rievocato vicende, ricollocato contesti storici. Ridato vita a quelli che fino a mercoledì erano dei “segni” su un file. Una vera festa, di luce e cultura, col vangelo greco posto al centro della basilica pian piano scalato dai fasci di luce del solstizio che penetravano dalle finestre.  E per i libri medievali fissate le prossime tappe: continuare con l’aiuto di Padre Alessio lo studio e la decriptazione dei testi e nel frattempo trovare un modo più coinvolgente per proiettarli, per studiarli e fruirli presso l’Abbazia, oltre al totem già installato al suo interno.

La serata era iniziata con un altro tema, la “La galleria di Postoleone: Memoria di Pietra, di Prigionia e di Solidarietà”, di cui è occupato il presidente di Archeoclub Area Ionica Messina, Filippo Brianni. Una storia “mutuata” da uno studio di Carmelo Smiroldo (di cui è stata proiettata un’intervista rilasciata ad una tv nazionale), custode del museo di Naxos, scomparso nel gennaio 2015. Le ricerche di Smiroldo hanno consentito di scoprire come durante la prima guerra mondiale lo scienziato letojannese Francesco Durante ottenne dal generale Ciancio di Piazza Armerina l’assegnazione nella valle del Ghiodaro di 300 prigionieri austriaci, i quali scavarono nella roccia la galleria ancora oggi utilizzata lungo la strada provinciale n. 11, ai confini dei comuni di Letojanni, Gallodoro e Mongiuffi Melia. Durante la loro permanenza quei ragazzi furono trattati bene delle persone del luogo e dalle madri di soldati al fronte le quali speravano che lo stesso trattamento fosse riservato ai propri figli. Ne nacque pure una storia d’amore, sintetizzata da Smiroldo in una poesia.

Ma Postoleone è importante anche perché si trova sull’antica via romana, di cui hanno parlato, oltre a Brianni, anche la Tamà e lo storico casalvetino Francesco Nicita, nella relazione “la ricerca dell’Antica Via tra la Vallis Aurea ed il Vicum Agrillae: percorso di Miti e di Meraviglia”. Questa strada collegava Milazzo e Messina a Taormina e che nel comprensorio jonico “scendeva” proprio da Casalvecchio, guadava l’Agrò con un ponte nei pressi dell’abbazia, raggiungeva la zona dell’attuale sito archeologico di Scifì e si inerpicava a Margi e poi fino a Taormina. Come hanno chiarito i relatori, alcuni tratti di quella strada sono visibili, altri sono stati identificati, soprattutto in contrada Margi di Gallodoro, durante dei sopralluoghi insieme a Giovanni Curcuruto e Mauro Brianni, i quali prospettano anche ipotesi di fruizione turistica.  Soddisfazione per lo spessore culturale raggiunto dall’evento è stata espressa dal sindaco di Casalvecchio Siculo, Marco Saetti, e dall’assessore Marcella Russo, presente al convegno con il vicesindaco Antonino Santoro. L’impegno comune è ora quello di dar vita ad un luogo in questi testi digitali possano essere proiettati, fruiti e studiati.

In coda all’evento è stata consegnata una targa ricordo ai volontari che hanno collaborato, anche economicamente, col comune, Lions ed Archeoclub per l’acquisizione dei libri dell’Escorial: Pippo Triolo, Francesco Celi, Santino Puzzolo, Carmelo Cutrufello e Paola Rifatto. Una targa è stata consegnata anche alla famiglia di Filippo Miano, il socio Lions improvvisamente venuto a mancare alcuni mesi fa, ritirata dai genitori e dalla fidanzata.

 


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