Mercoledì 20 Marzo 2019
Sentenza per l'esondazione di un canale di scolo utilizzato impropriamente


Case invase dalla fogna a S. Teresa: Comune condannato a 77mila euro di danni

di Andrea Rifatto | 14/03/2019 | ATTUALITÀ

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Le abitazioni invase dalle acque nel 2009

Pesante condanna dal Tribunale di Messina per il Comune di S. Teresa di Riva in merito all’annosa vicenda Rigano-Turnaturi. Con una sentenza esecutiva di primo grado il giudice Giovanni Fragalà della Prima Sezione civile ha infatti stabilito che l’Ente deve versare la somma di 76mila 929 euro come risarcimento danni per l’omessa custodia del canale di scolo confinante con i fabbricati di Antonina Rigano, Salvatore Turnaturi e Maria Concetta Garufi, le cui acque nere e bianche esondate allagarono tra il 16 e 24 settembre e il 16 ottobre 2009 i loro immobili. Il Tribunale, tramite il consulente tecnico d’ufficio, l’ingegnere Sonia Sofi, ha quantificato il risarcimento del danno in 28mila 562 euro oltre Iva e competenza tecniche da devalutare alla data dell’evento dannoso oltre interessi legali sulla somma rivalutata e rivalutazione monetaria per i danni procurati all’immobile; 500 euro per i danni agli arredi, 19mila 040 euro per il mancato godimento dell’immobile situato in via Regina Margherita 167-169 da parte dei coniugi Rigano-Turnaturi; altri 9mila 800 euro per il mancato godimento dell’immobile al civico 171 della signora Garufi; 2mila 558 euro per le spese del consulente tecnico d’ufficio da rimborsare alle parti, 8mila 469 euro per spese non imponibili e infine 8mila euro per compensi oltre spese generali e Iva. Il tutto oltre interessi e rivalutazione monetaria. Il giudice non ha riconosciuto invece le somme richieste per il ricovero della signora Garufi all’Oasi Sant’Antonio di Furci dal dicembre 2010 fino alla messa in sicurezza del suo immobileL’Amministrazione comunale, che secondo il giudice non ha provato che i danni siano stati causati dal caso fortuito, ricevuta la sentenza in municipio ha avviato le procedure per impugnarla in appello e dopo aver preso atto del parere del legale che ha difeso l’Ente in primo grado, l’avvocato Maurizio Cacace di Messina, ha stanziato 6mila 690 euro per proseguire nel contenzioso in secondo grado, affidando l'incarico all'avvocato Santi Delia di Messina. La famiglia Rigano-Turnaturi-Garufi è difesa dall'avvocato Maurilio Scafidi.

Una sentenza che fa seguito ad un primo provvedimento del 2009, seguito da uno del Tar del 2011, che ha già visto il Comune soccombere e vedersi costretto a realizzare un tratto di condotta delle acque bianche in via Roma, nel quartiere Torrevarata, in seguito a un procedimento legale avviato dai coniugi Rigano-Turnaturi, proprietari di un’abitazione di via Regina Margherita, che nel settembre di quell'anno venne invasa da acqua piovana e fogna fuoriuscite dal canale di scolo delle Ferrovie dello Stato risalente al 1879, che da Torrevarata arriva alla spiaggia passando a fianco dei loro fabbricati, in cui si ruppero gli argini e la copertura poiché nel corso dei decenni è stato impropriamente utilizzato per riversarvi acque bianche e nere provenienti dagli insediamenti di Torrevarata, cresciuti nel tempo senza che fossero state costruire le reti fognarie e di smaltimento delle acque meteoriche. Il Comune ha ottemperato e nei mesi scorsi i lavori, costati 530mila euro ottenuti con un mutuo dalla Cassa Depositi e Prestiti, sono stati ultimati ma il contenzioso “parallelo” per i risarcimenti è proseguito ed ha visto adesso l’ente nuovamente sconfitto.


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