Venerdì 24 Maggio 2019
Lettera e video di denuncia degli animatori: 'Abbandonati dalle istituzioni'


Catania. Oratorio San Pio X, lavori fermi da quasi due anni

di Redazione | 07/04/2015 | ATTUALITÀ

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Il portico transennato

“Basta! Non possiamo più aspettare! Non possiamo più confidare in promesse mai mantenute da parte di politici indifferenti e da parte di una Diocesi in cui il responsabile nominato dal Vescovo, per le opere di culto, non si è mai fatto vedere”. E' questo l'accorato attacco della lettera aperta che gli animatori della parrocchia San Pio X, a Catania, hanno deciso di scrivere per denunciare pubblicamente una situazione che si trascina ormai da troppo tempo e rende difficoltoso, se non impossibile, il loro prezioso lavoro al servizio di oltre 200 bambini di Nesima Superiore. Un'odissea iniziata quasi due anni fa, quando, grazie ad un finanziamento regionale, sono stati avviati i lavori di ristrutturazione dell'oratorio. “Dopo qualche mese però – spiegano gli animatori – i lavori sono stati interrotti per il mancato pagamento del primo saldo da parte della stazione appaltante, il Comune di Catania, che si giustifica asserendo di non ricevere i pagamenti dovuti dalla Regione”. Un rimpallo di responsabilità che non cambia la realtà dei fatti. L'oratorio è rimasto un cantiere aperto. Gli spazi esterni sono pieni di materiali lasciati dalla ditta. I portici sono stati messi in sicurezza ma gli ambienti sono stati smantellati. Inutilizzabili risultano la sala teatro, dove si tengono i laboratori di danza, teatro e la formazione per il Grest, il laboratorio d'arte e la sala computer. “Motivazioni – continuano gli animatori - ce ne sono state date tante. Sarà forse per problemi burocratici? Per problemi di appartenenza della nostra Parrocchia? O forse per cambiamenti politici, blocchi finanziari o quant’altro? Insomma, a noi ben poco importa delle reali ragioni per le quali l'opera non è stata portata a termine, lasciando nient’altro che macerie, desolazione ed un grande e reale senso di abbandono!”. Infine l'appello: “Quello che noi chiediamo è solo che ci venga restituita la possibilità di operare per il bene del nostro quartiere, che per noi ha un valore inestimabile. Un valore che corrisponde al sorriso di oltre 200 bambini, che accogliamo e ai quali cerchiamo di dare un’alternativa alla delinquenza, alla malavita e alla strada. Ed è per questo che noi non ci arrendiamo! In questi lunghi mesi di disagio, abbiamo continuato con grande sforzo, coraggio, speranza, a mettere a servizio le nostre energie, affinché il nostro oratorio continuasse ad essere, malgrado tutto, “ponte tra la Chiesa e la strada”, come lo definiva Giovanni Paolo II. E luogo dove si promuove la prevenzione sociale, la formazione umana, culturale e spirituale dei nostri ragazzi. In questi valori – concludono gli animatori dell'Oratorio San Pio X - noi crediamo fortemente, così come ci hanno creduto altri prima di noi e come, siamo certi, altri ancora ci crederanno domani. Questa certezza ci dà la forza di testimoniare che tutto concorre al bene e che Dio non ci abbandona mai. Ma voi, cari signori che rappresentate le istituzioni, ci credete?”. A sostegno delle loro ragioni, gli animatori hanno realizzato un video in cui mostrano le condizioni attuali dell'oratorio. 


Il video-denuncia realizzato dagli animatori


COMMENTI

Grazia Pulvirenti | il 08/04/2015 alle 00:04:18

Condivido pienamente questa protesta anche a nome del Centro di 1° Ascolto "Carmelo Condorelli" per la prevenzione della Tossicodipendenza e come appartenente all'Assemblea territoriale di Catania Ovest di CITTADINANZATTIVA presenti nella Parrocchia San Pio X Catania da più di 20 anni, impossibilitati come siamo, e da quando sono iniziati i lavori di ristrutturazione due anni fa, a svolgere le normali attività di volontariato, per la soppressione degli spazi indispensabili, di cui questa Parrocchia ha sempre goduto in più di cinquantanni di esistenza. Ci chiediamo quale disegno ci possa essere dietro a tutto questo. Nesima, già povera di servizi al cittadino, è sempre più deprivata e abbandonata al degrado da parte di chi ha il dovere di intervenire in maniera rapida e efficace per garantire il rispetto dei diritti dei cittadini, soprattutto dei ragazzi e dei giovani, lasciati sempre più senza punti di riferimento validi per la loro crescita religiosa, morale, civile e umana. Quanto ci toccherà aspettare ancora? Noi lavoriamo come volontari per venire incontro al disagio dei giovani e delle famiglie. Ma siamo impossibilitati a farlo. La Parrocchia non può svolgere più al massimo la sua funzione, così privata degli spaz

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