Venerdì 23 Agosto 2019
Via libera all'acquisto di un lotto per realizzare il compostaggio dell'umido


Ccr S. Teresa: il Comune spende 230mila euro, i privati ritirano il ricorso al Tar

di Andrea Rifatto | 30/03/2017 | ATTUALITÀ

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Il Centro raccolta rifiuti di contrada Catalmo

Siglata l’operazione Ccr a S. Teresa di Riva. Il Centro comunale di raccolta rifiuti di contrada Catalmo, nonostante il Piano d’intervento dell’Aro approvato dalla Regione nel marzo 2014 non prevedesse spese per la sua realizzazione, costerà ai cittadini 230mila euro. Il Consiglio comunale ha infatti dato il via libera alla proposta dell’Amministrazione per l’acquisto di un lotto di terreno adiacente l’attuale area dove da maggio è attivo il Ccr, in quanto è stata manifestata la necessità di ampliare il sito per realizzare un’area destinata al compostaggio dell’umido. La delibera è stata approvata con otto voti favorevoli arrivati dal presidente Santino Veri e dai consiglieri di maggioranza Danilo Lo Giudice, Massimo Cicala, Carmelo Ariosto, Carmelina Cassaniti, Giusy Frulli, Enzo Nicita e Carlo Naccari, con l’astensione di Sergio Casablanca, unico consigliere di minoranza presente. L’operazione prevede l’acquisto del lotto denominato 4-5, che si estende su una superficie di 1.890 metri quadri, al prezzo di 100,81 euro al metro quadro, per un totale di 190mila 530 euro, oltre Iva al 22% e spese notarili che faranno lievitare l'importo ad almeno 230mila euro. Il terreno è attualmente di proprietà della Ing. Paolo Arcovito Costruzioni Srl, società che nel 2007 ha realizzato una lottizzazione in contrada Catalmo dando vita alla zona artigianale “Polo Val d’Agrò”. Dopo la richiesta del Comune, la Arcovito Srl, il 12 luglio scorso, ha dichiarato la propria disponibilità alla vendita e l’Ufficio tecnico comunale, con nota del 25 novembre, ha richiesto all’Agenzia del Demanio di Roma la verifica di congruità del prezzo, trasmettendo la propria perizia. Il Demanio ha espresso il parere l’8 febbraio, fissando il prezzo in 100 €/mq rispetto ai 108 €/mq calcolati dal Comune. Il 21 febbraio l’Ente ha quindi chiesto alla ditta l’accettazione del prezzo di vendita, avvenuta il giorno dopo. L’operazione è stata suggellata dal parere reso dal responsabile del procedimento, l’architetto Natale Coppolino dell’Ufficio tecnico comunale, in ordine alla necessità e indilazionabilità dell’acquisto. L’Ente aveva intenzione di acquistare anche un altro lotto, il numero 5, che si estende per 1.492 metri quadri e sarebbe costato altri 106mila euro, ma nel corso della trattativa la ditta proprietaria lo ha ceduto a privati.

Nell’ambito di tale iniziativa, l’Amministrazione il 13 marzo ha chiesto alla Arcovito Costruzioni Srl di rinunciare espressamente a proseguire nel ricorso contro il Comune di S. Teresa, presentato nel giugno scorso dinanzi al Tar di Catania per chiedere l’annullamento di due delibere con le quali è stato stabilito di realizzare il Ccr nell’area dove sorge oggi, in quanto secondo i proprietari quel lotto, ceduto al Comune dopo la lottizzazione, era vincolato a parcheggio a servizio dei lotti artigianali realizzati poco più a monte e dunque non poteva ospitare un centro rifiuti. La società ha accettato dichiarando che in sede di stipula dell'atto pubblico di trasferimento del terreno rinuncerà al ricorso. Il 31 gennaio è stata fissata per l’11 maggio la discussione nel merito davanti alla Sezione prima e il 22 marzo il Comune, difeso dall’avvocato Raffaele Tommasini di Messina, ha depositato una memoria preannunciando probabilmente l’accordo che chiuderà il contenzioso con la Ing. Arcovito Paolo Costruzioni Srl, rappresentata dall’avvocato messinese Armando Hyerace. “Con l’acquisto di questo lotto chiudiamo la prima fase delle iniziative correlate alla raccolta differenziata – ha detto in Consiglio il sindaco De Luca – e in questo lotto, oltre alla zona per il compostaggio, proveremo a trovare uno spazio per realizzare una tensostruttura”. Nel lotto 3-4, secondo i parametri urbanistici vigenti, è possibile realizzare una volumetria massima di 5.480 metri cubi e una superficie coperta di 522 metri quadri.

Rimane da capire se il polo artigianale “Val d’Agrò” rimarrà di fatto senza aree destinate a parcheggi, visto che tutti i lotti sono stati venduti e la zona destinata a tale scopo, secondo quanto sostenuto nelle motivazioni del ricorso, era proprio quella dove sorge attualmente il Ccr. Oltre alle spese di acquisto delle aree, inoltre, il Comune di S. Teresa dovrà spendere ulteriori somme per i lavori di allargamento del centro raccolta, anche se il Piano dell’Aro comunale prevede che gli oneri per la realizzazione e allestimento dei Ccr sono a carico della ditta affidataria del servizio di raccolta, trasporto e spazzamento rifiuti. La stessa ditta ha fatto già sapere che non potrà intervenire per ampliare il sito nell’ambito dell’appalto già assegnato per sette anni, visto che si tratterà di una spesa non indifferente che richiederà un ulteriore esborso di fondi comunali. 

Più informazioni: ccr s. teresa  


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