Venerdì 18 Ottobre 2019
Forte protesta contro Stato e Regione. Sostegno da Fi alla Camera, no della Cisl


Città metropolitana, De Luca ne manda 700 in ferie: "Dissesto dietro l'angolo"

di Redazione | 01/02/2019 | ATTUALITÀ

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De Luca durante la riunione

Dopo lo stop alle attività finanziarie e al pagamento degli stipendi, oggi il sindaco Cateno De Luca ha firmato un nuovo atto di indirizzo disponendo la sospensione dell’attività lavorativa dell’ex Provincia con la chiusura degli Uffici e la collocazione in ferie d’ufficio di tutto il personale in servizio, per una settimana lavorativa, a partire da lunedì 11. A casa rimarranno oltre 700 dipendenti, sugli 840 attualmente in servizio: in 140 resteranno in servizio per garantire i servizi essenziali quali la Protezione civile e parte della Polizia metropolitana. La decisione è stata assunta da De Luca dopo la riunione con il commissario straordinario con i poteri del Consiglio Filippo Ribaudo, il segretario generale Maria Angela Caponetti, i revisori dei conti Vincenzo Calogero Catalano, Luigi Tricoli ed Aldo Giuseppe Cinà, il responsabile dell'Ufficio finanziario Massimo Ranieri, finalizzata a perfezionare ulteriori azioni di protesta nei confronti dello Stato e della Regione, ritenuti responsabili della grave situazione finanziaria dell'Ente. “Situazione paradossale – l’ha definita il sindaco metropolitano – determinata dal meccanismo diabolico del prelievo forzoso attuato per contribuire al risanamento del debito pubblico ed in cui l'esclusivo creditore è lo Stato. Oggi ci ritroviamo uno squilibrio di 12 milioni di euro per il 2018 che rischia di far saltare circa 300 milioni di euro di investimenti. Non dimentichiamo che la Città metropolitana non è soltanto il soggetto attuatore del Masterplan a titolarità dei vari Comuni della provincia ma è anche il soggetto principale dei progetti di propria titolarità. Qualora la situazione dovesse perdurare il passo conclusivo e inevitabile sarà quello della dichiarazione di dissesto, atto che verrà concretizzato entro il mese di febbraio”. Il dietrofront avverrà solo in caso di riscontro positivo da parte dei governi nazionale e regionale ma con possibilità. In caso contrario, di reiterazione nei limiti di legge.

“Il grido d’allarme lanciato da De Luca è sintomatico di uno stato di malessere che rischia inevitabili conseguenze quali il dissesto – ha detto la deputata alla Camera Matilde Siracusano di Forza Italia, che ieri ha depositato un emendamento, insieme al collega Nino Germanà, al ddl di conversione del decreto legge 135/2018 in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e la Pa. “Il prelievo forzoso per risanare il debito pubblico da parte del Governo centrale, sta determinando il costante impoverimento delle ex province siciliane. All’interno dell’emendamento – spiegano – si prospetta il mantenimento  dell'equilibrio finanziario per gli Enti locali e la possibilità di realizzare investimenti che non pregiudichino danni patrimoniali derivanti dalla perdita di eventuali finanziamenti. “Allo stato attuale – conclude Siracusano –  a causa del prelievo forzoso, le ex province non sono in grado di mantenere i servizi basilari per il cittadino, dalla manutenzione delle strade provinciali a quella degli edifici scolastici di secondo grado. Se dal Governo nazionale si vuole decretare la morte delle ex province, noi saremo pronti a una mobilitazione con tutti i dipendenti coinvolti, per ribadire la nostra contrarietà a scelte scriteriate”. 

La Cisl Messina non è d’accordo con De Luca. In una nota il responsabile territoriale Enti Locali Giovanni Coledi scrive che “in riferimento alla situazione economico finanziaria della Città metropolitana, notoriamente complessa e derivata dalla mancata riforma delle ex province in Sicilia, auspica l’immediata individuazione di iniziative che coinvolgano il Governo centrale ed il Parlamento, la Regione siciliana e l’Assemblea regionale siciliana, affinché vengano adottate norme con carattere di grave urgenza, che consentano il recupero delle risorse necessarie per l’eliminazione definitiva del paventato dissesto finanziario dell’ente. Non siamo disponibili a condividere il contenuto dell’atto di indirizzo a firma del sindaco metropolitano, poiché lo stesso di fatto limita la continuità dell’attività lavorativa quotidiana e fomenta nella coscienza dell’opinione pubblica il fondamento, palesemente errato, che il personale della Città metropolitana, sia corresponsabile della situazione venutasi a creare. Si ribadisce comunque la piena disponibilità nei giorni compresi fra oggi ed il termine dell’undici febbraio, fissato nell’atto di indirizzo, ad individuare, di comune accordo, tutte le iniziative atte alla salvaguardia dei servizi, dei posti di lavoro, e delle programmazioni economico finanziarie relative ai diversi assi fi finanziamento di opere pubbliche progetate”.


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