Domenica 25 Agosto 2019
Incontro a Furci Siculo sulla costituzione del Libero Consorzio. Se ne riparlerà a breve


"Jonia-Taormina-Etna": Catania c'è, i comuni messinesi tentennano

di Andrea Rifatto | 10/04/2014 | ATTUALITÀ

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Alcuni sindaci dei comuni coinvolti

Il contenitore sembra esserci. Ma mancano i contenuti. Questo l'esito dell'incontro tenutosi oggi a Furci Siculo, il terzo dopo Taormina e Giarre, per cercare di trovare la quadra sulla costituzione del Libero Consorzio di Comuni Jonia-Taormina-Etna, ente che dovrebbe sostituire la ormai defunta Provincia raccogliendo circa 40 comuni del catanese e del messinese, con continuità territoriale tra loro, per almeno 180 mila abitanti complessivi. I centri etnei hanno prontamente risposto alla chiamata, mentre non tutti i comuni messinesi hanno preso parte all'incontro. A fare gli onori di casa il primo cittadino di Furci Sebastiano Foti: presenti sindaci e rappresentanti dei comuni di Giarre, Maletto, Piedimonte Etneo, Zafferana Etnea, Linguaglossa, Randazzo, Castiglione di Sicilia, Graniti, Taormina, Castelmola, Sant'Alessio Siculo, Antillo, Roccafiorita, Limina, Casalvecchio Siculo, Savoca, Roccalumera, Pagliara, Alì, Alì Terme, Fiumedinisi e Scaletta Zanclea. Assenti invece gli esponenti delle amministrazioni comunali di S. Teresa di Riva, Forza d'Agrò, Letojanni, Giardini Naxos, Mandanici, Nizza di Sicilia e Itala. Assente anche il sindaco di Bronte, che pur avendo ribadito nei precendenti incontri la sua personale convinzione dell’adesione al consorzio Jonia-Taormina-Etna, sta valutando, anche con l’aiuto dei propri cittadini, se partecipare con il Consorzio jonico-etneo o aderire alla proposta portata avanti dal Comune di Paternò e dei vicini centri del catanese. Decisione che condizionerebbe anche il comune di Maletto, che si troverebbe costretto a seguire la scelta di Bronte secondo il principio della continuità territoriale. Ventitrè dunque i centri che hanno partecipato al dibattito, per una popolazione di circa 150 mila abitanti. 

Ieri si era tenuto un incontro a Letojanni a cui ha preso parte il presidente delle Commissione Affari Costituzionali all'Ars Antonello Cracolici (Pd), per spiegare la riforma che ha cancellato le Province. Cracolici ha esposto i vantaggi che si avrebbero dall'adesione alla Città metropolitana, che essendo una forma associata più vasta del Libero Consorzio sarebbe più congeniale per i comuni del comprensorio. Ma all'incontro di oggi a Furci Siculo questa ipotesi è stata bocciata, ritenendo come le Aree metropolitane "stritolerebbero" i comuni dell'hinterland, soprattutto i centri più piccoli. Preoccupazione che però serpeggia anche in caso di adesione al Libero Consorzio: "Vorremmo capire se diventeremo periferia di Taormina o di Giarre - ha commentato il presidente del Consiglio comunale di Roccafiorita Fabio Orlando -: temiamo che il Consorzio favorirà i grandi centri a discapito delle piccole realtà. Capire chi sarà il comune capofila è fondamentale".

Unità e strategia d'azione comune gli obiettivi prefissati dai primi cittadini che stanno lavorando per arrivare ad un'intesa nel più breve tempo possibile. Che la Legge regionale 8/2014, che ha previsto l'istituzione del Liberi Consorzi di comuni e delle Città metropolitane, sia stata varata in fretta e furia senza dare le giuste indicazioni ai comuni, è stato il pensiero condiviso da tutti. Ma come procedere? Un primo ostacolo potrebbero essere i referendum confermativi che, secondo la norma esitata dall'Ars, dovranno tenersi entro sessanta giorni dalla data di approvazione delle deliberazioni di adesione al Libero Consorzio da parte dei Consigli comunali, secondo le modalità stabilite nei rispettivi statuti. Referendum che comporterebbero una costo non sostenibile dai comuni, e che dovranno avere la partecipazione della maggioranza assoluta degli aventi diritto per essere validi:un quorum difficile da raggiungere, che metterebbe a rischio l'efficacia delle decisioni ratificate dai Consigli comunali.

Ma la volontà di raggiungere la costituzione del nuovo ente potrebbe far superare queste difficoltà: la strada maestra tracciata dai sindaci del costituendo Consorzio è la creazione di un contesto omogeneo, fondato su basi solide cha sappiano valorizzare le diverse peculiarità dei territori interessati, dal mare alla montagna. "Dobbiamo capire se c'è una comunanza di interessi - ha dichiarato il sindaco di Taormina Eligio Giardina: - se ciò esiste nessuno potrà fermarci e ci faremo sentire a Palermo perchè non vogliamo delegare a nessuno il ruolo fondamentale che i sindaci svolgono sul territorio". Taormina si propone come città leader del Consorzio Jonia-Taormina-Etna, anche se la norma appare chiara: il ruolo di capofila spetta al comune con il maggior numero di abitanti, nel caso in questione Giarre.

Definitivamente allontanata l'idea di aderire alle Città metropolitane, visto il rischio che i fondi assegnati ai nuovi organismi non giungano mai nei piccoli centri, gli amministratori temono che il Consorzio Jonia-Taormina-Etna possa suscitare invidie in ambito regionale, tali da volerne ostacolare la nascita. Ma traspare la voglia di agire compatti per arrivare all'obiettivo prefissato. "Sono in gioco i destini delle future generazioni - ha spiegato Roberto Bonaccorsi, sindaco di Giarre -: dobbiamo arrivare a costituire un ente che riesca a convolgere tutti i comuni in un contesto omogeneo. E' un percorso ad ostacoli ma dobbiamo unire le forze per giungere al traguardo".

Resta da capire poi quali saranno le effettive funzioni da attribuire a Liberi Consorzi: entro 30 giorni dovrebbe essere emanato un decreto assessoriale che chiarirà questo aspetto. Gli amministratori presenti hanno quindi deciso di incontrarsi nuovamente nelle prossime settimane in una data da stabilire (si era inizialmente deciso il 24 aprile), con il coinvolgimento anche dei presidenti dei Consigli comunali. Prima peró dovranno essere i comuni del messinese a riunirsi tra loro per chiarire eventuali discordanze e agire poi compatti e decisi verso la costituzione del Consorzio.

 

Più informazioni: consorzio jonia taormina etna  città metropolitane  riforma enti locali  liberi consorzi di comuni  


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