Lunedì 27 Maggio 2019
Difficoltà per la struttura alberghiera di Sant'Alessio. Il Comune tra i creditori


Debiti per 55 milioni di euro, fallita la proprietà del "Capo dei Greci"

di Andrea Rifatto | 24/03/2019 | ATTUALITÀ

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L'hotel "Capo dei Greci" di Sant'Alessio

Un debito mostre da 55 milioni di euro, qualche tentativo di vendere il complesso alberghiero, magari a un ricco emiro arabo, una procedura di concordato con i creditori non andata a buon fine. E così per la “Albazzurra Hotel & Resort Srl” con sede a Sant’Alessio Siculo, società proprietaria dell’hotel Capo dei Greci guidata dall’avvocato 82enne Giuseppe Biondi di Biancavilla, è arrivato il fallimento. A sancirlo è stato una sentenza del 5 dicembre emessa dalla Seconda Sezione civile del Tribunale di Messina, dopo le istanze di fallimento depositate dalla Banca Nazionale del Lavoro, dall’Agenzia delle Entrate di Milano, dalla Achille Campione Srl di Giardini Naxos e da Franco Biondi. Il Tribunale ha anche dichiarato risolto il concordato preventivo, visto che la “Albazzurra” non è stata capace di soddisfare le proprie obbligazioni ed stata ritenuta inadempiente rispetto agli obblighi assunti nel luglio 2013, quando la proposta di concordato per sanare i debiti venne omologata dal Tribunale. Il Collegio (presidente Giuseppe Minutoli, giudici Daniele Carlo Madia e Claudia Giovanna Bisignano) ha rilevato come il solo debito ipotecario con Bnl ammonti ad oltre 47 milioni di euro, a cui vanno aggiunti i debiti chirografari (senza garanzie) pari, al maggio 2012 a 7,8 milioni, mentre l’attivo patrimoniale al 31 dicembre 2017 è di 46,6 milioni di euro. In base al bilancio 2017 la società registra una perdita di esercizio di 203mila euro circa, visto che i costi sono superiori ai ricavi e non vi è la liquidità necessaria a far fronte ai considerevoli debiti. Il Tribunale ha quindi ordinato alla società fallita il deposito dei bilanci e delle scritture contabili e fiscali. Per il 14 maggio è stata fissata l’udienza per l’esame dello stato passivo. La “Albazzurra”, tramite l’avocato Vincenza Bonaviri, ha presentato reclamo in Corte d’appello contro la sentenza di risoluzione del concordato preventivo e quella di fallimento, giudicate entrambe errate, chiedendo che siano revocati e/o annullati e/o dichiarati nulli il fallimento e la sentenza di risoluzione del concordato. La prima udienza è fissata per il 20 maggio. La struttura è attualmente gestita dalla “Magna Grecia Srl”, una società controllata dalla “Albazzurra Hotel & Resort Srl”.

La vicenda nasce nel 2009, quando Banca nazionale del Lavoro, capofila di un raggruppamento formato da altri sei istituti bancari, concede alla “Albazzurra Hotel & Resort Srl” un finanziamento da 28,6 milioni, ricevendo come garanzia l’ipoteca sui beni per 48 milioni. La “Albazzurra”, come evidenziato dall’avvocato Giuseppe Sturniolo nell’istanza di fallimento presentata per Bnl, “si è resa subito gravemente inadempiente” e ha presentato ricorso contro la procedura esecutiva avviata dalle banche, chiedendo l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, “attribuendo alle strutture un valore di 50,8 milioni (superiore ai 36,5 indicato dal consulente tecnico d’ufficio) e ha proposto a tutti i creditori la cessione di beni e attività”, compreso il contratto di affitto dell’azienda alla “Magna Grecia Srl”, società posseduta al 100% dalla “Albazzurra”, che avrebbe comportato l’incasso di 1,1 milioni durante i quattro anni indicati per esecuzione del concordato e dei pagamenti. Ma i creditori di queste somme hanno visto poco o nulla. L’avvocato Biondi, inoltre, era stato nominato liquidatore per trovare un acquirente per il Capo dei Greci al prezzo minimo di 45,8 milioni di euro, valore delle strutture indicato nella relazione di stima redatta dal perito nominato dal Tribunale. Dopo cinque anni, però, non si è giunti a nessuna vendita. Secondo Sturniolo “il prezzo di 45,8 milioni è senz’altro esorbitante rispetto alle attuali condizioni di mercato e che vi è il legittimo sospetto che Biondi non avesse alcun interesse alla vendita dei suoi alberghi, che ha continuato a gestire senza alcun controllo attraverso la Magna Grecia dello stesso controllata”. In mezzo a questi passaggi, c’è stato un viaggio di Giuseppe Biondi in Qatar nel 2014, insieme all’allora presidente della Regione Rosario Crocetta, per presentare l’investimento alla famiglia reale qatarina. All’iniziativa, condotta simultaneamente da una cinquantina di imprenditori siciliani alla ricerca di nuova finanza, non ha però fatto seguito l’avvio di trattative. Così come sono falliti i successivi tentativi di vendita delle strutture alberghiere tramite società immobiliari, in unico blocco o in tre lotti (Capo dei Greci, Magna Grecia; centro benessere, sala congressi e anfiteatro), l’ultimo avviato nel 2018 con la società filippina Jones Jong Lasalle, che dopo i primi contatti non ha ritenuto congruo il prezzo proposto.

Tra i creditori si è insinuato anche il Comune di Sant’Alessio e nei giorni la Giunta comunale ha dato mandato al sindaco Giovanni Foti di presentarsi in tribunale il 14 maggio per depositare istanza di ammissione alla massa passiva, in quanto l'Ente vanta un credito di un milione 496mila euro per Imu e Tasi dal 2014 al 2018, 10mila 583 euro per canoni servizio idrico 2008 e 17mila 695 per canoni acqua 2011, per un totale di un milione 524mila euro. Secondo quanto riportato nella relazione del commissario giudiziale, l’avvocato Angelo Vitarelli, la società “Albazzurra” ha presentato istanza di rateizzazione per i debiti per canone del servizio idrico, Tares/Tari, Tasi (per quanto di competenza) prevedendo una rateazione in 48 mesi. La società, inoltre, ottenuta una riduzione della Tari per l’anno 2018, ha richiesto analoga riduzione per alcune precedenti annualità in considerazione della comprovata stagionalità dell’attività alberghiera. Il Comune però non si è determinato in merito.


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