Venerdì 18 Ottobre 2019
È la dott.ssa Nunzia Rungo, già al lavoro per determinare la massa passiva dell'ente


Dissesto a Scaletta Zanclea, si è insediato il commissario: subito avviso ai creditori

di Andrea Rifatto | 16/11/2015 | ATTUALITÀ

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Si è insediato oggi il commissario straordinario di liquidazione nominato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Comune di Scaletta Zanclea. Si tratta della dott.ssa Nunzia Rungo, funzionario economico-finanziario in servizio presso la Prefettura di Messina, giunta alle dieci di stamane in municipio dopo aver ricevuto, il 12 novembre scorso, la notifica del decreto firmato il 29 ottobre dal Capo dello Stato, con il quale è stato nominato l’organo straordinario di liquidazione dell’ente scalettese. Come è noto, infatti, il 26 giugno il Consiglio comunale della cittadina jonica ha dichiarato il dissesto finanziario: atto che ha avviato l’iter previsto dalla legge, aprendo le porte all’arrivo di una figura che si occuperà dell’amministrazione della gestione e dell’indebitamento pregresso, nonché dell’adozione di tutti i provvedimenti per l’estinzione dei debiti del Comune. Il commissario liquidatore costituisce a tutti gli effetti un organo dell’ente e opererà in posizione di autonomia e totale indipendenza, con il potere di sostituirsi agli organi istituzionali esclusivamente nell’attività propria della liquidazione. La dott.ssa Rungo, dopo l’insediamento svoltosi alla presenza della segretaria comunale Giuseppina Minissale, ha chiesto al sindaco di Scaletta Zanclea, Gianfranco Moschella, la disponibilità di locali idonei per l’espletamento del proprio mandato, oltre a voler garantire l’accesso a tutti gli atti dell’ente. Subito dopo si è messa al lavoro, deliberando la pubblicazione dell’avviso di avvio della procedura di liquidazione, con la quale i creditori vengono invitati a presentare, entro 60 giorni, la documentazione che dimostri la sussistenza del credito vantato nel confronti dell’ente, il relativo importo e il periodo temporale in cui è maturato (comunque non oltre il 31 dicembre 2014), cosicché possa essere inserito nel piano di rilevazione della massa passiva.
La dott.ssa Nunzia Rungo ha stabilito poi di istituire un servizio di cassa tramite convenzione con un istituto bancario, richiedendo agli amministratori una relazione dalla quale risulti la situazione economico-finanziaria del Comune alla data odierna. Ha deciso, inoltre, di acquisire tutti i dati relativi al sistema entrate dalle strutture dell’ente e dai concessionari, in modo da determinare la consistenza delle entrate tributarie per il periodo anteriore al 31 dicembre 2014. Il processo di rilevazione dello stato di fatto del Comune di Scaletta avverrà comunque in stretta collaborazione con l’Amministrazione del sindaco Moschella. In particolare il suo lavoro si concentrerà sull’esame dei debiti di bilancio e fuori bilancio al 31/12/2014 e dei debiti derivanti da procedure estinte e transazioni. La determinazione della mole debitoria sarà effettuata in base al fondo cassa al 31 dicembre dello scorso anno, ai residui attivi e certi, ai ratei di mutui disponibili, alle entrate straordinarie (recupero evasione, fitti) e ai proventi da altre attività.

A far gettare la spugna all’Amministrazione Moschella fino a giungere alla dichiarazione di dissesto finanziario del Comune era stata una situazione finanziaria fortemente compromessa, che all’approssimarsi del termine per l’approvazione del Bilancio di previsione 2015 e pluriennale 2015/2017 ha fatto emergere come l'ente non fosse in grado di redigere uno strumento contabile, in quanto, come spiegato dal sindaco, con le entrate correnti ordinarie e di natura patrimoniale straordinaria non si riusciva a far fronte alle spese indispensabili e ai debiti fuori bilancio. Una situazione di progressivo deficit finanziario che si è accentuata in particolare dopo la catastrofica alluvione del 2009: a contribuire in maniera decisiva ad alterare gli equilibri di bilancio sono stati poi i notevoli tagli dei trasferimenti da parte di Stato e Regione; la grave difficoltà nella riscossione dei tributi, che comporta la formazione di consistenti residui attivi e il perdurare di una precaria gestione del servizio idrico, che ha come conseguenza costi elevati a fronte di introiti ben inferiori. Le conseguenze del dissesto ricadranno principalmente su cittadini e dipendenti comunali. Per i residenti si prospetta l’aumento delle imposte comunali al massimo delle aliquote, così come già previsto dal Piano di riequilibrio redatto nel 2013, e il pagamento della Tasi che invece era stata azzerata ad inizio anno, mentre verranno mantenuti i servizi obbligatori per legge. Tra i dipendenti comunali, invece, sette sono ritenuti in eccedenza e tre di loro, probabilmente, il prossimo anno matureranno il diritto alla pensione. Gli altri quattro andranno in mobilità, con uno stipendio all’80% per due anni. Se non troveranno collocazione verranno licenziati.

Più informazioni: dissesto scaletta zanclea  


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