Giovedì 23 Maggio 2019
Si era rivolta a soggetti pregiudicati sborsando 30mila euro per un minore rumeno


Famiglia messinese tenta di acquistare un bambino: otto arresti

26/02/2015 | ATTUALITÀ

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Da sin.: Aldo G.R., Vincenzo Nibali, Vito Calianno, Franco G.R.

I carabinieri del Nucleo investigativo di Messina hanno notificato sei provvedimenti di fermo d’indiziato di delitto emessi dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia ad altrettanti cittadini italiani ed eseguito altri analoghi provvedimenti d’iniziativa all’indirizzo di due cittadini rumeni per il reato di riduzione in schiavitù. La complessa e delicata indagine si è dipanata tra la Sicilia, la Toscana, dove uno dei fermati poteva vantare solidi appoggi, e la Romania, consentendo ai militari di sventare il tentativo ordito da alcuni pregiudicati della provincia di vendere un bambino, dopo averlo acquistato in Romania, ad una coppia della zona, animata dal desiderio di avere un figlio e che non ha esitato a pagare in contanti la somma di 30mila euro per entrare in possesso del minore, anzichè seguire la regolare procedura della richiesta di adozione. La coppia, proveniente della provincia di Messina ma da anni residente in Svizzera, tramite Vincenzo Nibali, 47anni, di Castell’Umberto, si è rivolta ad un pregiudicato di Tortorici, il 54enne Aldo Galati Rando, affinché dietro il pagamento di una somma di denaro, fissata in 30mila euro, individuasse una famiglia disposta a cedere loro il proprio figlio. Il pagamento è avvenuto lo scorso 17 gennaio, al buio, in una zona impervia tra le montagne dei Nebrodi, con modalità che hanno testimoniato la sicura consapevolezza degli indagati di commettere un grave reato. Subito dopo un quinto soggetto, Franco Galati Rando, 46 anni, anch’egli di Tortorici e già noto alle Forze dell’ordine, ha iniziato le ricerche del bambino, secondo quanto desiderato dalla famiglia, dapprima nella Sicilia occidentale, in ambienti degradati e mal frequentati, appoggiandosi a pregiudicati di varie nazionalità, ma senza successo. Per questo motivo ha lasciato la Sicilia, recandosi in Toscana e successivamente in Romania, dove è entrato in contatto con un pregiudicato brindisino ma domiciliato nel Paese dell’est, il 43enne Vito Calianno, che gli ha offerto il suo aiuto per muoversi in ambienti degradati delle periferie rumene. La ricerca è stata in questo caso fruttuosa: il Calianno ha infatti individuato in breve tempo una famiglia disposta a vendere uno dei numerosi figli. L’aberrante commercio si è concretizzato lo scorso 23 febbraio, quando i due pregiudicati italiani, con la madre rumena del piccolo venduto come un oggetto, lo stesso minore ed uno dei suoi fratelli maggiorenni, sono partiti in auto dalla Romania alla volta della Sicilia. Da quanto è emerso dalle indagini, la presenza della madre 36enne e del fratello 19enne aveva lo scopo di controllare la sistemazione trovata in Italia per il piccolo, in un ultimo afflato di spirito materno, ma anche quello, molto più censurabile, di incassare la cifra pattuita, che sarebbe servita per ingrandire la casa di famiglia in Romania. L’intento criminoso è stato tuttavia sventato dai carabinieri appena il quintetto è sbarcato al porto di Messina. Qui sono stati fermati i quattro col bambino provenienti dalla Romania, mentre i restanti protagonisti della vicenda, che attendevano la consegna a Tortorici, sono stati sottoposti allo stesso provvedimento poco dopo. Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro abbondante documentazione utile al prosieguo delle indagini nonché munizionamento di vario calibro illegalmente detenuto. Su disposizione dell’autorità giudiziaria le due donne sono state condotte presso la Casa circondariale di Catania, mentre i sei uomini presso quella di Messina Gazzi, in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Il minore invece è stato affidato, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Messina, ad una locale struttura assistenziale.

Più informazioni: compravendita bambino  


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