Domenica 22 Settembre 2019
Festa e raccolta fondi per la chiesa di Passo Murazzo organizzata da due emigrati


Fede e devozione: liminesi a raccolta in Brianza per San Filippo

di Filippo Brianni | 29/04/2018 | ATTUALITÀ

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Foto di gruppo a Valaperta

“Cu cchiù beni lu voli, cchiù forti lu chiama!”. Un’esortazione, un grido profondo, che tra le piazze di Limina in primavera è del tutto usuale sentirlo. Seguito dalla risposta: “E viva San Fulippu!”. Difficile sentirlo però in Brianza. Nel cuore della Brianza. Tra gli edifici compassati, laddove quel ramo del lago di Como di manzoniana memoria ha già volto a mezzogiorno parecchi chilometri prima. Dove anche la devozione popolare sembra avere la pragmatica freddezza delle fabbriche, ma delle fabbriche ha piuttosto la silenziosa operosità. Lo sanno bene Cateno e Pina Cannavò, due liminesi che più liminesi non si può ma che ormai da anni vivono, operano, cantano e recitano a Casatenovo, un agglomerato di frazioni in provincia di Lecco, ma ad un tiro di schioppo dal parco di Monza. Ed è in una di queste frazioni, Valaperta, che domenica scorsa Cateno e Pina hanno chiamato a raccolta tutti i liminesi che vivono al nord.Da Torino a Venezia, da Perugia alla Svizzera, di buon mattino giovani e famiglie sono giunti in questa ciocca di Brianza, seguendo appena usciti dalla tangenziale un segnale stradale particolare: l’immagine di S. Filippo. Perché la festa era soprattutto in suo nome. La “rimpatriata” organizzata da Cateno e Pina ha avuto anche l’obiettivo di raccogliere fondi per il completamento di sacrestia e strutture annesse al piccolo Santuario di Passo Murazzo: al termine sono stati raccolti 1.400 euro, inviati a padre Paolino Malambo, parroco di Limina, per l'acquisto delle piastrelle del bagno della sacrestia. Liminese anche lo chef, Nunzio Alibrandi, che non ha fatto mancare i maccheroni siculi insieme ad altri prodotti siciliani e brianzoli. Eh sì, perché l’evento non è passato inosservato nella piccola Valaperta ed in molti hanno voluto aiutare Cateno e Pina partecipando e collaborando, come il fioraio Colombo, che ha offerto le piantine regalo.

Ne è venuta su una vera e propria festa, con tanto di canterini siciliani e maxi schermo a proiettare le “corse” di San Filippo ai nostalgici occhi dei liminesi ed a quelli sbalorditi dei valapertesi. Che la festa di San Filippo, al primo impatto, un certo effetto lo fa. “Anche in altre parti del mondo gli emigranti liminesi hanno organizzato raccolte per sistemare Passo Murazzo – ha detto Cateno Cannavò – abbiamo voluto dare il nostro contributo con questo raduno”. Naturalmente, i social hanno accorciato i 1.500 km e così anche da Limina l’evento è stato seguito praticamente in diretta. Una giornata chiusa con un arrivederci a presto, perché quasi tutti i presenti avevano già prenotato per il maggio prossimo, quando l’11 San Filippo “scenderà” i sette chilometri di provinciale per raggiungere Passo Murazzo. Dove lo attenderanno i fedeli. E troverà quest’anno quasi finito l’edificio diventato l’ennesimo simbolo della generosità liminese nel mondo.


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