Martedì 18 Giugno 2019
Il Prefetto Trotta ha indetto una riunione per il 3 aprile con Università e Soprintendenza


Forza d'Agrò. Si riaccendono le speranze per gli scavi di Scifì

di Andrea Rifatto | 27/03/2014 | ATTUALITÀ

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Gli scavi archeologici di Scifì

Qualcosa sembra muoversi a Forza d’Agrò per gli scavi archeologici della frazione Scifì. Il prefetto di Messina, Stefano Trotta, ha infatti inviato una nota al sindaco Fabio Di Cara comunicando che l’Università di Messina, in sinergia con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, si è resa disponibile ad elaborare un piano di intervento per il sito archeologico. Una riunione sull’argomento, alla quale sono stati invitati il sindaco, il soprintendente ai Beni Culturali e il rettore dell’Università, si terrà giovedì 3 aprile alle ore 12 presso la Prefettura di Messina.
Ad appellarsi al prefetto Trotta era stato il vicesindaco di Forza d’Agrò, Massimo Cacopardo, che in una lettera inviata il 7 gennaio scorso aveva chiesto l’interessamento del rappresentante del Governo affinché le competenti autorità, quali l’Università di Messina, la Soprintendenza ai Beni Culturali e l’assessorato regionale ai Beni Culturali, prestassero attenzione al sito di Scifì, anche con l’ausilio di strumentazioni come il georadar, al fine di poterlo valorizzare, conservare e renderlo fruibile. Il sito archeologico è stato interessato da ben quattro campagne di scavo: le prime tre (1987, 1995 e 1997) hanno consentito di individuare strutture murarie su più livelli che hanno rivelato il notevole interesse archeologico dell'area. La quarta campagna di scavo, condotta con fondi della Provincia Regionale in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina nel periodo tra novembre 2001 e aprile 2002, nel tratto compreso tra la strada provinciale e il cimitero di Scifì, ha permesso di definire ulteriormente le evidenze archeologiche emerse durante gli scavi precedenti, nonché di ampliare la ricerca, riportando alla luce un complesso tardo romano, articolato in almeno due fasi costruttive (fine III – metà V sec. a.C.), nel quale si propone di individuare un insediamento rurale o, più probabilmente, una villa di penetrazione e di collegamento tra il versante jonico e quello tirrenico. Ritrovamenti che però negli anni non sono stati valorizzati, a causa della carenza di risorse economiche, che non hanno permesso la prosecuzione dei lavori di scavo, fermi ormai da oltre dieci anni. Il prefetto Trotta aveva avuto modo di osservare il sito archeologico della frazione Scifì, su cui è posto un vincolo della Regione, durante la sua visita istituzione nel comune di Forza d'Agrò nell’aprile 2013: in quella occasione l’Amministrazione comunale illustrò l’importanza dell’area e la necessità della ripresa delle campagne di scavo. Adesso è giunta la riposta del Prefetto, che con il suo intervento potrebbe riaccendere i riflettori sul sito di Scifì, da troppo tempo ormai in abbandono. 

Più informazioni: scavi archeologici scifì  


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