Domenica 08 Dicembre 2019
Il Dipartimento regionale precisa di non avere competenze su frane e corsi d'acqua


Frana A18, la Protezione civile: “Il monitoraggio non spetta a noi"

07/10/2015 | ATTUALITÀ

1456 Lettori unici | Commenti 2

Dopo la replica del presidente del Consorzio per le autostrade siciliane Rosario Faraci, intervenuto ieri per rispondere alle critiche ricevute da alcuni esponenti politici e di governo in merito ai mancati interventi utili ad evitare la frana sull’A18 Messina-Catania, oggi è il Dipartimento regionale di Protezione civile ad precisare alcune questioni con una nota, “alla luce dei fatti degli ultimi giorni e, più in generale, degli ultimi mesi, che riguardano la viabilità siciliana resa difficile da eventi franosi di varia natura”, con lo scopo di “chiarire compiti e mansioni affidate al Dipartimento, spesso chiamato in causa in maniera impropria”.
Il Dipartimento regionale spiega come non rientri tra i propri compiti "il monitoraggio delle frane e dei corsi d'acqua e tale azione, qualora possano essere coinvolte infrastrutture, è ricompresa tra quelle di competenza dei titolari del bene inerenti la gestione e manutenzione, al fine di garantirne la corretta fruizione in sicurezza. I compiti istituzionalmente affidati al DRPC Sicilia – prosegue la nota - attengono esclusivamente ad interventi non strutturali espletati attraverso emanazione di avvisi, atti di indirizzo, linee guida e attivazione delle componenti del Sistema regionale mirati ad assicurare un efficiente, efficace e tempestivo intervento in caso di calamità. Il Dipartimento, inoltre, interviene, quando richiesto, in applicazione del principio costituzionale di sussidiarietà, ovvero per affiancare l'attività delle Amministrazioni preposte in ordinario alla tutela del territorio”. La Protezione civile regionale evidenzia inoltre come quotidianamente vengano emanati gli avvisi regionali di protezione civile per il rischio idrogeologico e idraulico per informare sugli eventi attesi e dichiarare i prevedibili livelli di allerta e le relative fasi operative affinché possano essere attuate le procedure previste dal piano di p.c. idonee alla salvaguardia dei cittadini e delle loro attività. “L'individuazione delle criticità territoriali, la loro inclusione tra gli scenari di rischio nei piani comunali di protezione civile, nonché gli interventi di mitigazione del rischio non rientrano, quindi, tra le competenze di cui è titolare il Dipartimento” – viene sottolineato. “Il DRPC Sicilia, a seguito di eventi meteo avversi previsti, informa sulle possibili criticità idrauliche e idrogeologiche. Conseguentemente i titolari della tutela del territorio, ricevuta l'informazione, devono attivarsi per la verifica degli scenari di rischio attesi e dell'osservanza delle correlate procedure a tutela della pubblica e privata incolumità. Nell'ottica del potenziamento del Sistema regionale e di una più capillare diffusione della cultura della protezione civile – conclude la nota – il DRPC Sicilia proseguirà, comunque, a porre in essere tutte le iniziative utili volte ad una più approfondita e consapevole conoscenza del territorio e dei suoi rischi”.

Più informazioni: frana a18 letojanni  


COMMENTI

ivan | il 07/10/2015 alle 20:16:28

il rimpallo burocratico...

Pippo Sturiale | il 08/10/2015 alle 08:27:57

Va a finire che la colpa è nostra dovevamo essere noi a controllare! Dovevamo essere noi a fare in modo che quando hanno costruito l'autostrada la collina sbancata (non di roccia solida) doveva essere lasciata con la pendenza di 45° e con una adeguata fascia di rispetto? ... Ma i progettisti perché sono pagati, lerelazioni geologiche perché si fanno; ora sono tutti non responsabili di quanto avviene! Intanto la vista dall'alto ci fa capire che se arriva una bomba d'acqua ... nemmeno sulla statale si può stare tranquilli.

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