Mercoledì 18 Settembre 2019
Via libera dal Consiglio dell’Unione dei Comuni. La richiesta al ministero entro il 30 luglio


Giudice di pace, rush finale: servono 55mila euro per la sede jonica ad Alì Terme

di Andrea Rifatto | 04/07/2015 | ATTUALITÀ

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La sede di Ali Terme, di proprietà del Ministero della Giustizia

Mancano poche settimane (30 luglio) alla scadenza del termine fissato dal Ministero della Giustizia per presentare la richiesta di riapertura delle sedi del Giudice di pace soppresse e l’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani è determinata a non perdere l’occasione offerta. La soluzione individuata nei mesi scorsi dall’ente sovracomunale è quella della riattivazione dell’Ufficio di Alì Terme, su cui puntano 11 comuni dell’Unione (Antillo, Casalvecchio Siculo, Forza d’Agrò, Furci Siculo, Limina, Mandanici, Pagliara, Roccalumera, Sant’Alessio Siculo, S. Teresa di Riva, Savoca, mentre Roccafiorita si è unita all’iniziativa per la riapertura della sede di Taormina), e i centri di Nizza di Sicilia, Fiumedinisi, Alì, Alì Terme, Scaletta e Itala. Una iniziativa partita dopo un ordine del giorno presentato a febbraio dai consiglieri Ettore Fleres, Raluca Sandra e Antonino Ragusa e subito accolta dalla Giunta presieduta da Domenico Prestipino, che ha deliberato in merito impegnandosi a porre in essere ogni utile ed opportuna attività per riportare nel comprensorio una sede del Giudice di pace, fornendo così risposta alle tante proteste che professionisti e cittadini hanno manifestato in seguito alla soppressione degli uffici distribuiti sul territorio in maniera più consona e rispondente all’esigenza dell’amministrazione della giustizia. L’Ufficio aliese offre il vantaggio di essere di proprietà del ministero e quindi non ci sarebbero spese per i comuni, che dovrebbero accollarsi solo le spese per il personale e la gestione dei locali. La proposta ha ricevuto il via libera ieri sera dal Consiglio dell’Unione, riunitosi nell’aula consiliare di Sant’Alessio, che ha approvato all’unanimità (10 su 24 i consiglieri presenti) le modalità di riparto dei costi tra i centri interessati e lo schema di convenzione per la gestione associata dell’Ufficio di Alì Terme, che andrebbe ad accorpare la sede di S. Teresa di Riva, ormai soppressa.

Secondo una valutazione redatta dagli uffici dell’Ente, per la riattivazione dell’Ufficio serviranno 55mila euro l’anno, di cui 40mila per il personale (tre contrattisti, due di categoria C e uno di categoria B, e un impiegato di ruolo cat. B), 10mila per costi di gestione e 5mila per spese varie. La ripartizione della somma tra i 17 comuni coinvolti è stata ipotizzata con un 40% del totale per singolo comune e il restante 60% in base al numero di abitanti. Ogni centro, dunque, dovrebbe sborsare, di base, 1.294,11 euro, oltre a 0,869 euro per abitante. In testa alla “classifica” S. Teresa di Riva, la cui quota totale ammonta a 9.458,36 euro l’anno, seguita da Roccalumera con 4.943,91, Nizza di Sicilia (4.477,26 euro), Furci Siculo con (4.245,23 euro) e via via gli altri comuni, con importi che si aggirano in media sui 2mila euro annui. Tutti i 17 centri dovranno però deliberare favorevolmente sulla proposta di riattivazione da inoltrare al ministero di via Arenula, pena la nullità della domanda. “Può essere un primo banco di prova per iniziare a valutare il ritorno di una Unione a 18 comuni” – ha sottolineato il presidente del Consiglio, Fabio Orlando. Per il consigliere Ettore Fleres (Roccalumera), se l’operazione dovesse andare a buon fine, “sarà un importante segnale che questa Unione si adopera concretamente per il bene del territorio e per avviare iniziative comuni che superino ogni campanilismo. Ringraziamo il presidente Prestipino per aver creduto fermamente nella proposta – ha aggiunto nel suo intervento in aula – coinvolgendo il maggior numero possibile di amministratori”. Il segretario dell’Unione, Giuseppe Bartorilla, ha comunicato poi al Consiglio che lo schema di convenzione e la proposta di ripartizione delle spese sono stati già inviati a tutti i Comuni, cosicchè possano essere approvati al più presto dalle rispettive Giunte. Rush finale, dunque, in attesa che giungano le adesioni dai 17 centri.  Il presidente dell’Unione, Domenico Prestipino, non esclude tra l’altro che i costi per la riapertura dell’Ufficio del Giudice di pace ad Alì Terme possano diminuire ancora rispetto ai 55mila preventivati in questa fase.

Più informazioni: giudice di pace sicilia  


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