Sabato 08 Agosto 2020
La testimonianza diretta del sindaco di Lampedusa all'incontro al Centro filarmonico


"Gli immigrati non ci tolgono nulla": Giusi Nicolini ospite a Savoca - INTERVISTE

di Andrea Rifatto | 24/10/2015 | ATTUALITÀ

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Giusi Nicolini, Mario Bolognari e Antonino Bartolotta

Dai barconi della speranza che solcano le acque nel Canale di Sicilia, troppo spesso teatro di morte e disperazione, alla barca del Centro filarmonico di Savoca. Un viaggio simbolico, per ripercorrere un fenomeno come quello della migrazione dei popoli verso la nostra Isola e l’intera Europa raccontato da chi lo affronta quotidianamente e si batte in prima linea affinché le cose cambino. Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, è stata ospite stamane nel borgo savocese in occasione dell’incontro-dibattito “Per non dimenticare”, organizzato dall’amministrazione comunale per far sì che si prenda sempre maggiore coscienza del problema e si percepiscano le cause e gli effetti di un dramma che vede la Sicilia, porta d’Europa, come terra della speranza per migliaia di immigrati che ogni anno cercano una vita migliore lontano da casa. “Sono loro, i migranti africani, che ci ricordano che ancora oggi esiste la questione della migrazione dei popoli – ha esordito il primo cittadino lampedusano – che nei secoli scorsi ha visto protagonisti anche noi italiani". Un fenomeno mondiale, come ricordato dal prof. Mario Bolognari, studioso di etno-antropologia e docente dell’Università degli Studi di Messina che ha moderato l’incontro, che nasce dal fatto che il 70% della popolazione del pianeta possiede solo il 10% della ricchezza: ciò costringe quindi alla ricerca di una vita migliore. Flussi mossi da ragioni diverse, da progetti di vita spesso lontani tra loro.

Ad ascoltare le storie raccontate da Giusi Nicolini gli studenti dell’Istituto superiore Caminiti-Trimarchi di S. Teresa di Riva (classi II B Liceo classico e IV A Scientifico), accompagnati dalla dirigente scolastica Carmela Maria Lipari e dalle docenti Francesca Gullotta, Giusy Pitini, Giusy Gregorio e Giuseppina Russo. “Giusi Nicolini è una donna che affronta con grande sensibilità quanto vissuto quotidianamente dalla sua isola – ha spiegato nel suo intervento di saluto il sindaco di Savoca, Antonino Bartolotta – e che ci consente di conoscere il problema per viverlo meglio, cogliendo quanto non riusciamo a percepire tramite i media. Abbiamo voluto gli studenti del liceo perché in passato hanno trattato il tema della migrazione dei popoli – ha ricordato Bartolotta – e avevano già tentato di incontrare il sindaco di Lampedusa proprio per confrontarsi sulla questione”.
Storie forti, scene di dolore e disperazione, sopratto riferite al terribile naufragio del 3 ottobre 2013 che provocò 366 morti, ma anche numeri che mostrano in realtà come non ci troviamo dinanzi ad alcuna invasione. “A Lampedusa scopri il dramma, che nasce anche dalle nostre leggi sbagliate che costringono quanti fuggono da guerre e persecuzioni ad affrontare viaggi terribili perché non hanno la possibilità di chiedere asilo in Italia dai loro Paesi. Ma bisogna distinguere i profughi – spiega Giusi Nicolini – che vogliono tornare nelle loro terre d’origine, dai migranti economici che invece cercano di rifarsi una vita altrove”. Quest’anno a Lampedusa sono arrivati “solo” 18mila migranti, un numero eccessivo per l’isola ma non per il continente europeo, che conta 500 milioni di abitanti: “Non c’è nessuna invasione come spesso i media e parte della politica tendono a far credere – ha proseguito Nicolini –: a Lampedusa con gli sbarchi degli ultimi 20 anni sono arrivate 270mila persone, basti pensare che da qui al 2050 i profughi per disastri ambientali saranno 6 milioni all’anno”. Parlare di persone e non di numeri, capire cosa possono dare e non toglierci: è questo il messaggio lanciato nella barca del Filarmonico di Savoca e che ha spinto alla riflessione studenti e adulti. Naufragi e tragedie frutto di politiche umanitarie ingiuste verso chi ha la sola colpa di essere nato nella parte sbagliata del mondo: “I diritti o sono di tutti o non sono di nessuno – ha sottolineato Giusi Nicolini rispondendo alle numerose domande poste dagli studenti e dal resto dei presenti – e accogliere gli altri non significa dover rinunciare alla propria identità ma anzi arricchirla. E la Sicilia, crocevia di popoli nel corso dei millenni, è un esempio di tutto ciò. Dovete avere ben chiaro che lo straniero non ci toglie nulla ma anzi aiuta l’economia: ne è esempio la Germania, dove convivono numerose comunità straniere, che è in continua crescita”. Un fenomeno, dunque, da governare in modo tale che ognuno faccia la propria parte, secondo il modello dell’accoglienza diffusa che può consentire di trasformare quello che viene ritenuto un problema in risorsa.
Tra il pubblico anche Antonella Casablanca, assistente sociale dell'associazione "Penelope" accompagnata da alcuni volontari del Servizio civile, che ha ricordato come nel comprensorio jonico vivano circa 3mila stranieri totalmente integrati nel tessuto sociale locale, sottolieando la necessità di superare la paura, che sorge molto spesso in maniera ingiustificata, per lasciare spazio all'accoglienza.

Gli studenti della II B del Classico santateresino hanno donato al sindaco di Lampedusa una pagina del “Corriere del Trimarchi” (clicca qui per leggerla) realizzata con la collaborazione di Alberto Rosati della I B, composta con articoli incentrati sul tema della “Xenía”, che riassume il concetto dell'ospitalità e dei rapporti tra ospite ed ospitante nel mondo greco antico. All’incontro erano presenti inoltre il vicesindaco di Savoca, Giuseppe Trimarchi, gli assessori Enico Salemi e Onofrio Ucchino, il presidente del Consiglio comunale Massimo Stracuzzi, il capogruppo di maggioranza Sergio Trimarchi e la sua vice Giulia Ristuccia.


Le interviste con Giusi Nicolini e Antonino Bartolotta realizzate da Filippo Brianni


Più informazioni: giusi nicolini savoca  


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