Martedì 22 Ottobre 2019
Roberto Bartolone, che vive a Novara, ha evitato una tragedia sul fiume Piave


Infermiere di Forza d’Agrò salva dal suicidio una donna in Veneto

di Redazione | 25/06/2019 | ATTUALITÀ

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Roberto Bartolone e la zona del salvataggio

“Il mio lavoro è salvare le vite umane, lo faccio per mestiere tutti i giorni come infermiere” dice dalle colonne del quotidiano “La Nuova” di Venezia e Mestre di oggi. Non si sente un eroe, ma è ovviamente fiero di aver salvato una vita. Questa volta, però, non tra le quattro ospedaliere ma su un fiume, riuscendo quasi per caso a strappare da una morte certa una donna che voleva farla finita. Lui è Roberto Bartolone, 34 anni, originario di Forza d’Agrò (è fratello dell’attuale presidente del Consiglio comunale, Piero), infermiere nel reparto di Terapia intensiva all’ospedale di Novara, città dove abita con la famiglia. Ieri mattina stava passeggiando con la moglie e il figlio sulle rive del Piave nella cittadina di Musile, in provincia di Venezia, poco distante da Son Donà, dove si trovava in vacanza dal fratello, quando ad un tratto ha visto una donna che camminava lentamente lungo lo scivolo per le imbarcazioni sotto un ponte, lasciandosi cadere in acqua. Bartolone, tra l’altro ex bagnino, non ci ha pensato due volte, tuffandosi e raggiungendo a nuoto la donna, riuscendo a trascinarla a riva sana e salva, nonostante avesse già perso conoscenza per aver ingoiato parecchia acqua. Questione di istanti e di lei se ne sarebbero perse le tracce, forse per sempre. La donna, dell’età di 55 anni, è stata poi condotta all’ospedale di San Donà di Piave, dove è tata ricoverata e dichiarata poco dopo fuori pericolo.

“Ho capito subito che quella signora voleva lasciarsi andare nelle acque del fiume appena l’ho seguita, assieme a mia moglie, con lo sguardo – ha raccontato Roberto Bartolone al quotidiano veneto – una scena insolita, una donna sola che camminava verso la riva, decisa, e poi imboccava quello scivolo per le imbarcazioni. Allora ho detto a mia moglie che dovevo correre giù e lei ha concordato con me su questo. Ormai la donna era in acqua, già a metà del letto del fiume, ho nuotato velocemente verso di lei che aveva praticamente perso i sensi. L’ho presa e portata a riva. Era salva ed è questo che conta – aggiunge Bartolone – non mi viene da dirle molto, non conosco i motivi del suo gesto. So che lo rifarei sempre, la vita è troppo importante. Mi sento solo di dirle, quando si sveglierà, che si voglia bene”. La sindaca di Musile, Silvia Susanna, ha proposto un riconoscimento ufficiale del Comune per il 34enne di Novara ma con origini forzesi, in modo da valorizzare il suo encomiabile gesto che ha evitato la morte a una persona.


COMMENTI

Mario Turri | il 26/06/2019 alle 00:14:00

Dovremmo essere tutti orgogliosi del gesto coraggioso di Roberto, un ragazzo che ha scelto di aiutare il prossimo in difficoltà come missione della sua vita. Tuttavia, nessuno dei giornali nazionali (la Stampa) o locali (in Veneto e Piemonte) ha riferito che il coraggioso cittadino fosse Siciliano, hanno tutti rimarcato l'origine "novarese" di Roberto. Vi invito a fare la seguente riflessione: se il buon Roberto invece di salvare, avesse investito o rapinato una donna del nord, i suddetti giornali avrebbero sottolineato fino alla nausea le origini siciliane dell'autore del misfatto e le troupe televisive avrebbero affollato la tranquilla Forza d'Agrò per giorni. Se a salvare la donna dal Piave fosse stato un immigrato, la notizia sarebbe finita in prima pagina su tutte le testate cartacee, radio/TV e web. Ma Roberto è Siciliano e non si può dire che i Siciliani compiono azioni esemplari! Questa piccola riflessione serva a fare riflettere i Siciliani sulla considerazione che hanno oltre Stretto e ancora più su. Tale velato e subdolo razzismo non è solo tipico dei già pessimi leghisti, è molto più vasto e ramificato!Questa è l'Itaglia del 2019! Siciliani, fateci caso!

AURELIO RUMIA | il 26/06/2019 alle 07:20:19

sei un grande ,tu sei la generosita' della nostra terra ,un mondo di bene

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