Mercoledì 18 Settembre 2019
Proposta avanzata dagli studenti dei licei. Salvò dall'incuria la Torre dei Saraceni


Intitolata una via di S. Teresa a Giuseppe Pelleri, ingegnere che si spese per il paese

di Andrea Rifatto | 09/06/2017 | ATTUALITÀ

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Foto di gruppo sotto la targa che indica la via

Nella toponomastica di S. Teresa di Riva entra anche il nome di Giuseppe Pelleri, ingegnere dalle straordinarie competenze progettuali che si spese per il progresso della provincia di Messina e della cittadina jonica in particolare. A lui, nato a Collecchio, in provincia di Parma, nel 1838, è stata infatti intitolata la via all’estremità nord del paese, che dal lungomare Paolo Borsellino si dilunga lungo l’argine destro del torrente Savoca. A promuovere l’iniziativa sono stati gli studenti di due classi dei licei Classico e Scientifico dell’Istituto superiore “Caminiti-Trimarchi”, che nel corso dell’anno scolastico hanno portato avanti un progetto di valorizzazione delle antiche torri santateresine, con l’aiuto dell’architetto e storico locale Salvatore Coglitore. L’ingegnere Pelleri, uomo dai saldi principi, con un profondo senso del dovere e della famiglia, amava infatti S. Teresa e nel 1892 acquistò la Torre Dei Saraceni, messa all’asta dal marchese Giovanni Carrozza, e la ristrutturò difendendola così dall’usura del tempo, oltre a spendersi per la comunità progettando importanti opere. Alla cerimonia svoltasi sul lungomare sono intervenuti le nipoti Cesarina e Giovanna Pelleri; il vicesindaco Danilo Lo Giudice; l’assessore Annalisa Miano, che si è occupata della revisione della toponomastica cittadina; l’architetto Coglitore; la dirigente dell’Istituto “Caminiti-Trimarchi”, Carmela Maria Lipari; la dirigente dell’Istituto comprensivo, Enza Interdonato; gli studenti della III B del Classico con la professoressa Francesca Gullotta; il comandante della Stazione dei Carabinieri, maresciallo Maurizio La Monica; il comandante dei Vigili urbani, capitano Diego Mangiò e il parroco della parrocchia Madonna del Carmelo, padre Fabrizio Subba, che ha impartito la benedizione di rito.

L’architetto Coglitore ha ricordato la figura di Pelleri, ringraziando le nipoti per la preziosa collaborazione e la pazienza avuta in questa anni per ricostruire la storia del nonno. Laureato in Fisica e in Ingegneria, sul finire dell’800 venne inviato dal Governo italiano, viste le ottime competenze in materia di Ingegneria civile, come direttore delle Nuove Costruzioni Ferroviarie del Genio civile di Messina. Nella città dello Stretto lavorò per il collegamento ferroviario Cefalù-Patti e diresse la costruzione di numerosi ponti e gallerie, opere che resisteranno anche al terremoto di Messina, infrastrutture di grande rilevanza storica ed architettonica, quali il viadotto Zaera, meglio conosciuto come ponte di Camaro. L’idea geniale e il coraggio dell’ingegnere Pelleri furono di progettare una linea ferrovia che dal livello del mare, per oltre 15 chilometri, attraversando il tessuto urbano di Messina, tra Gazzi e la stazione di Camaro, nonostante la salita e la curva, riuscisse ad arrivare a Villafranca Tirrena, sospesa su un gigantesco ponte in pietra, con grandi arcate, per superare l’ostacolo dei Monti Peloritani. Le straordinarie competenze progettuali di Pelleri sono documentate anche dalla costruzione del Ponte della ferrovia sul torrente Gallo, oramai in disuso come tutta la tratta Villafranca-Gesso-Messina, sostituita dalla nuova linea in galleria. A lui si deve anche la costruzione di un capolavoro di ingegneria idraulica, il pozzo ancora esistente che porta il suo nome e si trova a S. Teresa in via Fiorentino, angolo via Santi Spadaro, e la ristrutturazione del pozzo vicino alla Torre del Baglio. Si tratta di un sistema di canalizzazione delle acque, una sorta di doppio pozzo, uno a scendere e l’altro a salire, che il Pelleri progettò per irrigare gli agrumeti della zona, evitando così la penuria d’acqua e riuscendo a mantenere rigogliosa la produzione di agrumi, che in quegli anni era la principale attività agricola del territorio e perno della nostra economia. L’ingegneri Pelleri è stato senz’altro un professionista che si è speso responsabilmente per il progresso e per la crescita della nostra provincia e della nostra comunità, un uomo dai saldi principi, con un profondo senso del dovere e della famiglia. Ai presenti è stata distribuita una brochure con la sua biografia.

"L’intitolazione di via Giuseppe Pelleri è un esempio di buona collaborazione tra le istituzioni – ha detto il vicesindaco Danilo Lo Giudice – ed è un motivo di orgoglio ricordarlo per quanto ha fatto per S. Teresa. Va riconosciuto il ruolo fondamentale dell’Istituto ‘Caminiti-Trimarchi’ che ha portato avanti l’iniziativa facendo avviare tutto l’iter di intitolazione. Una ulteriore dimostrazione di come la scuola svolga un ruolo fondamentale nella comunità per i progetti che interessano il territorio”.


COMMENTI

fausto parra | il 11/06/2017 alle 13:34:25

intitolare strada ad insigne politico contemporaneo?...un nome per tutti? indiscutibilmente SANDRO SALVATORE TRIOLO!

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