Venerdì 19 Luglio 2019
Il dossier redatto da Legambiente. Da Nizza a Sant'Alessio troppe costruzioni sul mare


La costa jonica aggredita dal cemento: in 25 anni è cambiato il paesaggio

di Andrea Rifatto | 09/08/2016 | ATTUALITÀ

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Il litorale jonico altamente cementificato negli ultimi decenni

La cementificazione delle coste siciliane sembra non finire mai. Ne danno conferma i dati diffusi da Legambiente nel dossier “Il consumo delle aree costiere italiane. La costa siciliana: l’aggressione del cemento ed il cambiamento del paesaggio”. Uno studio dedicato al consumo dei litorali dell’Isola per comprendere la gravità della trasformazione del paesaggio costiero negli ultimi decenni. Il lavoro è stato realizzato analizzando le informazioni provenienti dalle foto satellitari, esaminando le viste del 2013 ed effettuando poi un confronto con la situazione del 1988. La costa, con i suoi 1.088 km di lunghezza, è stata suddivisa in cinque tipologie di paesaggi: industriali e portuali; paesaggi urbani ad alta densità, paesaggi urbani a bassa densità; paesaggi agricoli e naturali. Legambiente ha eseguito le misurazioni della linea di costa e calcolato le percentuali di paesaggio costiero rimasto inalterato e di quello trasformato.

Su 1.088 km, 662 km, pari al 60,9%, sono urbanizzati. Nel 1988 le coste siciliane erano occupate per il 50% da urbanizzazione e cementificazione e ciò significa che in 25 anni vi è stato un aumento del 10% del costruito. Secondo Legambiente ciò è dovuto ad interventi antropici principalmente per usi urbani, residenziali e turistici, di cui una parte consistente è abusiva e solo in parte oggetto di condono edilizio. Nel territorio tra Messina sud e Taormina, per una linea di costa pari a 39,6 km, si registra un paesaggio costiero ad alta densità urbana nel tratto tra Nizza di Sicilia e Sant’Alessio Siculo, risultato uno dei più cementificati della Sicilia, così come molto antropizzato è il litorale in corrispondenza dell’abitato di Letojanni. Palazzi, alberghi, lungomari e strutture pubbliche costruite senza pensare alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio, per proteggere quella che avrebbe dovuto rappresentare la vera ricchezza: il mare. I risultati della mancanza di una qualsiasi politica di tutela sono sotto gli occhi di tutti: spiagge divorate dall’erosione, mareggiate che devastano i centri abitati e cancellano per sempre paesaggi naturali. Oggi si cerca di rimediare agli errori del passato, come nel caso di Sant’Alessio, comune che sta cercando di ricostruire la propria spiaggia ma finora con scarsi risultati, mentre Legambiente propone alla Regione di fissare vincolo di inedificabilità assoluta di almeno un chilometro dal mare. Per difendere quel poco che rimane.


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