Venerdì 23 Agosto 2019
Iniziative e testimonianze di sopravvissuti per non dimenticare lo sterminio nazista


La scuola ricorda la Shoah, studenti di Furci e Roccalumera ripercorrono la tragedia

28/01/2018 | ATTUALITÀ

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Gli studenti durante la Giornata

Celebrata anche a Roccalumera la “Giornata della Memoria” per commemorare le vittime dell’Olocausto, grazie alle iniziative organizzate dagli studenti dell’Istituto comprensivo, diretto dalla professoressa Sauastita Guta. “Non basta ricordare né basta una giornata da dedicare alle vittime di tutti i totalitarismi”: è stato questo lo spirito con cui gli alunni hanno ripercorso la Shoah, la storia della deportazione e dello sterminio del popolo ebraico nei campi nazisti. I protagonisti dell’evento sono gli alunni della Scuola secondaria roccalumerese e delle classi terze del plesso di Furci, che hanno dato ampie prove di sensibilità e creatività nell’interpretare i sentimenti di rifiuto dell’intolleranza e della violenza e l’adesione ai valori dell’amore e della fratellanza. Una commemorazione il cui senso è stato quello di far scaturire una profonda comprensione del male e della crudeltà e aprirsi al rispetto per l’altro e ai valori democratici. La dirigente Sauastita Guta, intervenendo alla manifestazione, ha evidenziato che la scuola, al di là della semplice applicazione della normativa che prevede la celebrazione della “Giornata della Memoria”, deve suscitare e rafforzare nei giovani i valori di libertà, uguaglianza e solidarietà, indispensabili per assicurare un futuro di pace. Per l’occasione, gli alunni delle classi seconde e terze, nel modo più vario, più ricco e più sentito, dopo essersi documentati e preparati sull’argomento, guidati dagli insegnanti, hanno portato in scena la drammatizzazione di testi poetici, brani della letteratura, brani musicali e lavori multimediali per commemorare le vittime dell’Olocausto e lanciare un messaggio di speranza rivolto al mondo intero

La manifestazione, coordinata dalla professoressa Palma Settimo, referente alla Legalità, è stata aperta dalle classi terze di Furci con la testimonianza di Liliana Segre, una donna di Torino deportata all’età di tredici anni e sopravvissuta ad Auschwitz, nominata nei giorni scorsi senatrice a vita. Toccante, in modo particolare, è stata l’esecuzione di due studenti che, con il sax e clarinetto, sulle note del brano musicale “La vita è bella”, attraverso le immagini che scorrevano sul video gettando luce sulla vita nei campi di sterminio, hanno emozionato tutta la platea. Per concludere e sottolineare l’indifferenza, l’egoismo e l’ignoranza volontaria dei tedeschi, la lettera di Primo Levi ad una tredicenne. I ragazzi della 3B di Roccalumera hanno aperto il loro intervento illustrando la mostra fotografica in ricordo del rastrellamento del ghetto di Roma e dei campi di sterminio. Commovente è stata la presentazione del video che ha proposto le parti più salienti dell’evoluzione dell’ideologia nazista concludendosi con le testimonianza e il riconoscimento dei “Giusti”, cioè tutti coloro che, tedeschi e non, misero a rischio la loro esistenza, per salvare migliaia di vite. La partecipata manifestazione è stata arricchita dalla testimonianza dell’artista Miriam Jaskerowic Arman, figlia di sopravissuti ebrei a Bergen Belsen, documento registrato appositamente per la scolaresca dell’Ic di Roccalumera grazie alla collaborazione della professoressa Anna Rita Fittaiolo. La ninna nanna ebraica, cantata dalle mamme costrette a portare i propri figli nelle camere a gas, interpretata dagli alunni della 3A di Roccalumera, accompagnata da violino e flauti, ha dato prova di quanto la musica e le parole possano raggiungere ed entrare nell’animo di ciascuno. Per finire, gli alunni della 2A e 2B, con il loro ricco e variegato intervento, hanno dato vita ad un bel momento, concludendo con le dolci note della canzone “Imagine” di John Lennon, canto di speranza e pace nel mondo. Filo conduttore della manifestazione è stata la storia vista attraverso gli occhi dei ragazzi, di ieri e di oggi, narratori e protagonisti di una delle pagine più buie della storia: raccontare e raccontarsi per non dimenticare.


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