Lunedì 09 Dicembre 2019
La Regione ha redatto l'aggiornamento del Pai dopo l'imponente frana sull’A18


Letojanni, nuove "zone rosse": aumenta il rischio di dissesto idrogeologico - FOTO

di Andrea Rifatto | 11/02/2016 | ATTUALITÀ

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L'area tra le contrade San Giovanni e Sillemi e la mappa del Pai

Si allargano le aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico nel territorio di Letojanni. È la diretta conseguenza dei violenti nubifragi abbattutisi sulla riviera jonica messinese tra l’1 e il 2 ottobre dello scorso anno, che hanno colpito in modo particolare il territorio letojannese dove l’evento più significativo è stata la vasta frana che si è riversata sull’autostrada A18 Messina-Catania, invadendo entrambe le carreggiate di marcia. Criticità che sin dai giorni successivi all’ondata di maltempo sono state monitorate dall’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, che ha analizzato i nuovi eventi idrogeologici e valutato la necessità di modificare il quadro delle pericolosità. In quest’ambito il Dipartimento dell’Ambiente-Servizio 3 “Assetto del territorio e difesa del suolo” ha preso in carico quanto segnalato dal Comune di Letojanni e ha proceduto a redigere la previsione di aggiornamento del Piano di assetto idrogeologico (Pai) dell’area tra il fiume Alcantara e il fiume Agrò, al cui interno ricade il territorio letojannese, approvato nel 2007 e aggiornato nel 2013. I tecnici della Regione, dopo il sopralluogo congiunto effettuato l'11 novembre con il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, hanno rilevato 14 nuovi dissesti ed hanno proceduto ad effettuare la riperimetrazione e la modifica della tipologia delle aree a rischio già esistenti.

L’area dove si sono concentrate maggiormente le attenzioni è stato il costone tra il torrente Sillemi ed il torrente San Filippo, dove si è venuta a creare una situazione critica per gli edifici posti nella zona a monte, per il traliccio dell’alta tensione e per il depuratore consortile sito a valle. Il Comune, con ordinanza del 6 ottobre, ha disposto lo sgombero degli edifici ubicati immediatamente a monte del dissesto, l’ingiunzione alla ditta che gestisce il residence turistico e al Consorzio Rete Fognante di provvedere alla messa in sicurezza dell’area e del depuratore consortile. Area in cui è stato riscontrato un dissesto per erosione accelerata nei versanti prospicienti il torrente Lupo (detto anche San Filippo) e l’autostrada A18, dove la recrudescenza dei processi erosivi sui terreni privi di vegetazione ha messo in risalto l’ammasso detritico che localmente si riversa sulla stradina che costeggia l'autostrada, per cui si è stato ritenuto opportuno riperimetrare e modificare la tipologia del dissesto in frana complessa e conseguentemente aumentare il livello di pericolosità a elevato P3 e il rischio a medio R2, elevato R3 e molto elevato R4 in funzione degli elementi interessati. Nelle immediate vicinanze, in località Sillemi, lo scivolamento detritico che ha interessato e interrotto un tratto di autostrada di quasi 100 metri, invadendo le carreggiate in entrambi i sensi di marcia, è stato associato ad un livello di pericolosità elevato P3 e rischio molto elevato R4 per il tratto di autostrada coinvolto, mentre in precedenza era stato classificato come pericolosità P0 (bassa).


Località Sillemi: a sinistra il Pai del 2013, a destra il nuovo aggiornamento

 

Nella zona a monte del costone di contrada Sillemi, durante il sopralluogo, sono state rilevate lesioni lungo la strada comunale che attraversa il complesso residenziale “Residence Taormina-Letojanni”, e sono visibili altre lesioni a terra e nei manufatti nelle adiacenze dei singoli edifici fino all’area su cui insiste il pilone con i cavi dell’alta tensione. I muri di confine del residence risultano divelti e danneggiati, i processi erosivi sono rilevabili nei terreni immediatamente esterni anche nel tratto di versante a monte dell’impianto di depurazione: pertanto i funzionari del Dipartimento dell’Ambiente hanno ritenuto opportuno estendere a tutto il costone compreso la zona a monte l’area in dissesto per erosione accelerata già censita e ascriverla alla tipologia frana complessa, caratterizzata da livello di pericolosità elevato P3 e rischio molto elevato R4 per la parte di abitato coinvolta e rischio elevato R3 per la parte di impianto di depurazione. In contrada Sillemi sono stati inoltre censiti due nuovi dissesti per scorrimento: il primo interessa gli spazi di pertinenza degli edifici posti a monte, mentre nel secondo caso gli edifici si trovano immediatamente a valle. I due dissesti sono caratterizzati da un livello di pericolosità medio P2 e rischio molto elevato R4 per la parte di abitato interessata.

Nel bacino del torrente Andreana, in contrada Acqualiva, durante il sopralluogo è stata rilevata una evoluzione dello stato di dissesto dei versanti rispetto a quanto riportato nella cartografia del precedente aggiornamento del Pai e sono state cartografate due nuove aree soggette a fenomeni di crollo: i due nuovi dissesti sono caratterizzati da un livello di pericolosità elevato P3 e rischio molto elevato R4 per la porzione di abitato coinvolto. Sempre in località Acqualiva si è constatato che un blocco ha distrutto il balcone di un edificio, mentre nella zona a monte dell’area già censita sono state rilevate fessure nella strada in direzione degli edifici, e lesioni nei manufatti che evidenziano l’evoluzione retrograda del movimento franoso la cui perimetrazione è stata estesa verso monte, con conseguente determinazione del livello di pericolosità pari ad elevato P3 e rischio molto elevato R4 per le abitazioni.

Nel corso del sopralluogo si è rilevato che il versante in sinistra del torrente Papale è interessato da una numerosa serie di dissesti, per cui è stata cartografata un’unica area in dissesto identificata come frana complessa caratterizzata da un livello di pericolosità elevato P3 e rischio elevato R3 per i tratti di viabilità secondaria compresa; per quanto riguarda il dissesto coincidente con gli impluvi che confluiscono nel Papale è stata corretta la tipologia di dissesto da franosità diffusa a erosione accelerata, mantenendo immutato il livello di pericolosità e rischio medio P2. In contrada Mastropietro è stato censito invece uno scorrimento caratterizzato da un livello di pericolosità medio P2 e rischio molto elevato R4 per il tratto di viabilità urbana coinvolta.

Ad integrazione di quanto segnalato dal Comune in occasione del sopralluogo sono state perimetrate altre colate rapide, ricadenti nel territorio comunale e visibili nelle ortofoto più recenti, nelle zone di contrada Fondaco Parrino (livello di pericolosità medio P2 e rischio elevato R3); in c.da Sellea (livello di pericolosità molto elevato P4 e rischio elevato R3); a nord di Monte Pietrabianca (livello di pericolosità elevato P3); in c.da Danisi (livello di pericolosità elevato P3 e rischio elevato R3); in c.da Mastropietro (livello di pericolosità elevato P3). Un’altra area soggetta a crolli è stata cartografata in località Fondaco Parrino, caratterizzata da pericolosità molto elevata P4 e rischio molto elevato R4 per i tratti sottostanti della Strada statale 114 e della linea ferroviaria. La Regione ha altresì esteso la riperimetrazione dell’area a pericolosità per il dissesto da crollo già censito  al confine con il territorio del comune di Castelmola: pertanto considerando le geometrie dei versanti si è aumentato verso valle l’areale di pericolosità in territorio di Letojanni e conseguentemente si sono considerati a rischio i tratti di viabilità e le case sparse sottostanti.


Le foto scattate dai funzionari della Regione a corredo dell'aggiornamento del Pai


Più informazioni: frana a18 letojanni  


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