Venerdì 18 Ottobre 2019
Il sindaco commenta l'operazione contro il racket delle barche all'Isola Bella


Mafia a Taormina, Bolognari: "Presenza pesante, speriamo sia stata eliminata”

di Andrea Rifatto | 18/06/2019 | ATTUALITÀ

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Il sindaco Mario Bolognari

La definisce importante il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, l’operazione “Isola Bella”, scattata all’alba di oggi con 31 arresti disposti dalla Procura della Repubblica di Catania nei confronti di affiliati e sodali dei clan di Cosa nostra catanese Cappello-Cintorino e Santapaola-Ercolano per associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsioni, trasferimento fraudolento di valori, usura, associazione finalizzata al narcotraffico, detenzione e spaccio di stupefacenti, rapina e in particolare per aver messo le mani sul business delle escusioni turistiche in barca all’Isola Bella. Quella dei clan nel territorio taorminese, per il primo cittadino, rappresentava una presenza pesante e insopportabile che si spera sia stata definitivamente eliminata”. “Taormina è e rimane una località turistica pulita, che va tutelata dalle mire di organizzazioni esterne prive di scrupoli – commenta Bolognari – e l’attenzione della Magistratura e delle forze dell’ordine quindi è fondamentale e preziosa. A nome della città ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo risultato”.

Che la fascia jonica fosse connotata dalla rilevante influenza di Cosa nostra catanese, facente capo sia alla famiglia Santapaola-Ercolano sia ai clan Laudani e Cappello, che si avvalgono di referenti locali, non era fatto nuovo. Secondo la Dia il primo clan, tramite Pietro Olivieri più noto come Carmeluccio, continua ad esercitare la propria influenza nella valle dell’Alcantara e sui comuni di Giardini, Taormina, Letojanni, Gaggi, Francavilla, Malvagna e Castiglione (Ct); i Laudani, tramite Paolo Di Mauro, detto ‘u Prufissuri, hanno esteso la loro influenza su Malvagna, Mojo, Giardini, Roccella Valdemone e Taormina; il clan Cappello, invece, il cui referente jonico è Antonino Cintorino, opera a Taormina, Gaggi, Francavilla, Malvagna, Letojanni e Giardini. I clan criminali influiscono significativamente sul tessuto economico-sociale, attraverso estorsioni, usura, traffico di droga, corse clandestine di cavalli, accaparramento di fondi agricoli per accedere ai finanziamenti e di recente anche con il controllo delle scommesse online. Gli introiti che ne derivano vengono reimpiegati e riciclati in imprese operanti in diversi settori economici quali l’edilizia, le attività commerciali in genere ed i servizi. Il lucroso settore degli appalti pubblici, viene infiltrato sia mediante l’aggiudicazione forzata delle gare ad imprese di riferimento delle consorterie, sia sottoponendo ad una sistematica attività estorsiva gli imprenditori affidatari. E adesso si è scoperto che anche il settore turistico non era immune dalle loro attenzioni.

Più informazioni: operazione isola bella  


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