Lunedì 16 Dicembre 2019
Da lunedì attività per la messa in esercizio. Un lungo iter durato oltre otto anni


Metano in arrivo nella riviera jonica, partono le operazioni sulla condotta

di Andrea Rifatto | 24/11/2018 | ATTUALITÀ

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Contatori installati nei mesi scorsi

“Quella famosissima opera che sembrava non dover mai partire, che non doveva essere mai completata, che era servita solo a “scassarci” tutte le strade, oggi è quasi in dirittura d’arrivo e rappresenta l’opera più importante mai realizzata nei nostri territori forse negli ultimi 30 anni”. A dirlo ieri è stato il sindaco di S. Teresa, Danilo Lo Giudice, annunciando che da lunedì inizieranno gli interventi di spurgo e riempimento della condotta del gas nella riviera jonica. Inizialmente verrà effettuato il riempimento con azoto odorizzato per inertizzare la condotta e si potranno quindi verificare delle sacche di aria. Successivamente si passerà alla messa in esercizio dell’intera rete con l’immissione del gas. “Operazioni che dureranno circa 15 giorni e che dovrebbero concludersi entro metà dicembre – ha spiegato Lo Giudice – e qualora dovessero riscontrarsi anomalie anche da parte della cittadinanza è bene informare gli Uffici tecnici o i vigili urbani, che contatteranno la ditta”. Secondo quanto annunciato dal primo cittadino i comuni interessati saranno Scaletta, Itala, Ali Terme, Nizza, Fiumedinisi, Roccalumera, Pagliara, Furci, Santa Teresa, Savoca, Casalvecchio e Sant’Alessio, compreso il tratto che congiunge il territorio di Scaletta con la cabina di Zafferia a Messina. “Noi ci abbiamo sempre creduto, pur sapendo che non sarebbe stato facile – ha aggiunto il sindaco e deputato regionale – un grazie a Cateno De Luca che ci mise la faccia oltre che il destino politico, e anche a tutti coloro che hanno proseguito per portare avanti questa imponente opera”.

Un’operazione che affonda le radici nel 2010, quando su iniziativa dell’allora sindaco di Fiumedinisi, Cateno De Luca, venne costituito il Bacino “Sicilia Jonico-Peloritano” con l’adesione di 15 comuni (Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio, Fiumedinisi, Furci, Itala, Mandanici, Nizza, Pagliara, Roccalumera, Sant’Alessio, S. Teresa, Savoca, Scaletta) con Fiumedinisi capofila, che affidò l’appalto per la realizzazione della rete metanifera e la successiva gestione all’impresa Fin Consorzio di Roma. Nel 2014 i comuni ottennero dal Po-Fesr Sicilia 2007/2013 54 milioni di ejuro di finanziamenti rispetto ai 74,7 richiesti per la costruzione delle reti nei paesi. Un investimento complessivo di circa 120 milioni di euro, che ha visto Fin Consorzio eseguire le opere in cambio della concessione ventennale del servizio di distribuzione del gas e di un indennizzo di 65 milioni al termine del periodo di affidamento. Nei mesi scorsi le amministrazioni locali hanno avviato le procedure di allaccio e la ditta ha già installato le cassette dei contatori all’esterno degli edifici. Nei diversi comuni rimangono però alcune zone non servite dal metano, poiché la posa della condotta non era prevista nel progetto originario.

Più informazioni: metanizzazione  metano  


COMMENTI

gg | il 26/11/2018 alle 09:51:59

certo, opera importante ancorché vecchia come concezione, come vecchi e brutti sono i contatori che sconvolgono già da ora i prospetti delle case dei cittadini che si sono allacciati. Chi ha scelto quei contatori?, chi ha sottoscritto la convenzione dove è stato deciso di imbruttire le case dei cittadini?

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