Mercoledì 22 Gennaio 2020
Ditte e artisti attendono le loro spettanze, ma l'Ente dice di non saperne nulla


"Nessuno ha pagato i nostri lavori per Expo per l’Unione dei Comuni Valli Joniche"

di Andrea Rifatto | 01/10/2016 | ATTUALITÀ

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Uno degli eventi organizzati dai comuni jonici

Expo 2015 ha chiuso da quasi un anno ma molti conti restano aperti. Anche nel comprensorio jonico, che ha partecipato dal 21 al 27 settembre 2015 all’Esposizione mondiale ospitata a Milano con uno spazio all'interno del cluster BioMediterraneo. Nel mare di applausi, infatti, c’è chi segnala di aver lavorato senza essere stato pagato. Il caso riguarda ditte, associazioni e artisti che hanno prestato la loro opera convinti che ci fosse alle spalle l’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani. La Giunta dell’Ente, presieduta allora dal sindaco di Pagliara, Domenico Prestipino, il 30 marzo 2015 stanziò 5mila euro “per garantire la presenza dell’Unione a Expo 2015 al fine di valorizzare e far conoscere i comuni aderenti, i prodotti tipici e le loro tradizioni culinarie”. Somme che il 15 settembre andarono all’associazione NonsoloCibus di Messina (3mila 500 euro, già liquidate) “per l’allestimento di un’area di promozione e degustazione” e al Consorzio autotrasportatori del Tirreno (427 euro) per il trasporto a Milano di merci e attrezzature. A disposizione rimanevano dunque poco più di mille euro. Altri eventi vennero organizzati dall’ex assessore al Turismo di Furci Siculo, Saverio Palato, che si prodigò a contattare ditte, associazioni e artisti per la realizzazione di materiale multimediale, esibizioni, spettacoli e altre prestazioni. Un totale di circa dieci soggetti che presentarono i loro preventivi all’Unione, per un ammontare complessivo che si aggirerebbe sui 15mila euro, certi che fossero state attivate tutte le regolari procedure di affidamento degli incarichi. Alcuni volarono anche ad Expo a proprie spese.

Nei mesi scorsi, però, non ricevendo notizie in merito ai pagamenti, hanno scoperto che gli Uffici dell’Unione non avevano determinato alcun affidamento né impegno spesa e che quindi tutto era stato fatto senza il consenso dell’Ente. Alle richieste di pagamento, dietro presentazione di rimborsi spese o altra documentazione, dunque, si sono visti allargare la braccia. “In questa vicenda ci riteniamo parte lesa – commenta l’attuale presidente Fabio Di Cara – perché non abbiamo autorizzato nessuno a lavorare per conto dell’Unione e oggi non abbiamo modo di pagare queste somme, neanche come debiti fuori bilancio visto che non esiste alcun atto che giustifichi i lavori. Chi non è stato saldato dovrebbe rivalersi sul Comune di Furci e sull’ex assessore Palato, visto che ha operato come amministratore di quel centro senza che l’Unione gli abbia dato mandato”. L’ex presidente Prestipino ha dichiarato di non essersi occupato della vicenda e di non aver dato nessun assenso: “Con me non ha parlato nessuno, se ci sono responsabilità sono da suddividere sul piano morale”.

Palato, di fatto “scaricato” dai vertici vecchi e nuovi dell’Unione Valli Joniche, ammette di aver agito in via informale contando però sui contributi da 500 euro ciascuno che dovevano arrivare anche da alcuni comuni tirrenici, come Terme Vigliatore e Monforte San Giorgio, che hanno partecipato alla spedizione, ma che l’Unione non ha mai ricevuto nonostante le somme siano state stanziate dalla rispettive giunte comunali. “Credo che le soluzioni si possano trovare – commenta adesso –: ho seguito l’evento certamente non a titolo personale ma per conto dell’Unione dei Comuni ma se ora vogliono fare polemiche facciano pure. Vorrei capire come verranno impiegate le somme che arriveranno da quei Comuni che hanno già deliberato: a mio avviso, se l’Ente non vorrà correre il rischio di farsi mettere in mora, dovranno essere utilizzate per pagare i creditori, le cui spettanze mi risulta ammontino complessivamente a 5mila euro. L’Unione e tutti i comuni da Letojanni e Nizza di Sicilia sono stati capofila di un progetto importante che ha avuto costi irrisori – conclude Palato –: se c’è la buona volontà si può risolvere tutto”.


COMMENTI

Loredana Ferrara | il 02/10/2016 alle 07:48:16

Sono stata direttamente coinvolta nella vicenda, abbiamo lavorato duramente perché l'evento che era stato progettato potesse avere buoni riscontri. Il Comune che ho rappresentato ha per tempo stanziato e versato le somme richiestegli, e noi sia in prima persona che come associazione, abbiamo anticipato le spese, anche di viaggio per le persone che sono state attori degli eventi in Expo. Siamo stati capaci , con pochissimi fondi, ma con grande caparbietà di creare, ed attuare una tra le settimane più interessanti di tutto il contesto del cluster Bio mediterraneo. Adesso, non solo le parti politiche di questo territorio non sono state capaci di trarre vantaggio dai contatti e dall'interesse ottenuto, che era ed è stato obiettivo raggiunto, ma si trincera dietro ipocrite scuse ti ordine puramente burocratico, per evitare di rifondare le spese, ribadisco SOLO LE SPESE VIVE che chi veramente lavora e crede al proprio territorio ha affrontato. Dovreste solo VERGOGNARVI per l'ipocrisia manifestata ancora una volta, con la quale governate la cosa pubblica. I modi per avere i fondi a bilancio ci sono ATTUATELI per evitare di inficiare quel buono che con grandi sacrifici si è fatto.

Fabrizio Sergi | il 02/10/2016 alle 11:46:57

La bella presentazione ad EXPO 2015, organizzata per promuovere la nostra riviera jonica,ha fatto impazzire visitatori di tutto il mondo ma come sempre accade, ormai per tradizione, anche questa ennesima apparizione milanese nasconde le sue tristi verità che gli ignari turisti sconoscono. La "spedizione" sotto le mentite spoglie dell'Unione dei Comuni, condotta dai nomi presenti in questo articolo di sikilyNews si è basata sulla più totale fuffa e sulla bonaria serietà intellettuale degli artisti che vi hanno abboccato dalle cordiali ed al tempo stesso pressanti parole di chi ne è stato promotore. L'obiettivo si, è stato raggiunto, insomma tutto sembra essere riuscito per il meglio mentre qui in Sicilia la nave affondava. Chi ha prodotto è rimasto a bocca asciutta, finita la festa, i "promotori" che ci hanno messo la faccia l'hanno fatta sparire nascondendosi nei meandri della burocrazia, a testa bassa sgusciando tra le carte dei preventivi accatastati sulla scrivania dell'Unione. Le braccia larghe "alla sicula", quasi a farmi la schifosa impressione di quelle multinazionali che SFRUTTANO i bambini per la manodopera a basso costo per poi rivendere a noi ricchi.

roberto m moschella | il 02/10/2016 alle 13:06:27

La moda di far lavorare ''aggratis'' non e' solo sicula ma una specialita' da sempre in voga ovunque, specialmente dove il denaro gira piu' copioso. In Itaglia, Milano e Roma ad esempio sono affollate di individui ''diversamente di genere col pretèrito degli altri'' in attesa perenne di vittime da sfruttare a proprio vantaggio. Bisogna denunciare questa sconcezza in ogni occasione senza paura di ritorsioni. Con riferimento al primo commento posso confermare ampiamente che normalmente nel settore pubblico gli italiani non sono stati mai capaci di trarre opportuno vantaggio dai contatti promozionali nelle varie manifestazioni. Ho girato per il mondo per oltre quarantanni frequentando gli idonei ambienti ( fiere, mostre, congressi) per promuovere alcune mie aziende e posso riferire per diretta esperienza di situazioni comiche, grottesche, penose che mai assolutamente hanno portato vantaggio ai proponenti soggetti pubblici: Regioni, Comuni, Provincie, Paesi, Consorzi ecc. Purtroppo ancora c'e' qualcuno che insiste col pretėrito dei contribuenti, ma se c'e' qualche curioso desideroso di sapere come funziona, sono disponibile a spiegarglielo nei particolari.

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