Giovedì 22 Agosto 2019
Dal Comune: “Era privato”. Presentata una interpellanza al sindaco Di Tommaso


Nizza di Sicilia. Demolito un pozzo a Casapinta, la protesta dei residenti

di Andrea Rifatto | 23/05/2015 | ATTUALITÀ

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L'area su cui sorgeva il pozzo: prima e dopo

“Un altro pezzo di storia di Nizza di Sicilia se ne va”. Si può riassumere così il sentimento dei cittadini nizzardi, in particolare dei residenti del quartiere Casapinta, alla demolizione di un antico pozzo artesiano privato situato all’altezza di via Bentivegna 5, avvenuta durante i lavori di ristrutturazione di una abitazione limitrofa. “Sappiamo tutti che Nizza di Sicilia non è un paese antichissimo e quindi non detentore di un patrimonio storico-artistico invidiabile, tuttavia quel poco che ormai rimane andrebbe tutelato e protetto – sostiene l’ex consigliere comunale Carlo Gregorio e leader del movimento “Prendiamoci il futuro” – ma purtroppo non è così. Spesso si assiste alla distruzione di pezzi notabili del patrimonio storico pubblico e privato – prosegue l’ex consigliere – senza alcun controllo degli organi preposti e con il beneplacito degli amministratori comunali”. Secondo Gregorio il quartiere è oggetto per l’ennesima volta di depredazione storico-artistico e ambientale: “Prima la demolizione della storica cosiddetta Casa Pinta, che dava il nome al quartiere, poi il taglio di un pino secolare e ora la demolizione del pozzo, che poteva benissimo essere restaurato, valorizzato e reso utile alla comunità”. Gli abitanti di Casapinta, intanto, hanno presentato una interpellanza al sindaco Giuseppe Di Tommaso “per conoscere le motivazioni che hanno indotto ad autorizzare la rimozione del pozzo senza consultare i residenti e senza tener conto del valore storico-culturale e affettivo dello stesso, peraltro in ottimo stato di conservazione e di aspetto caratteristico, che conferiva anche una particolare fisionomia al quartiere”. I firmatari hanno espresso il loro rincrescimento per la scomparsa di “un bene che ha rappresentato uno degli elementi caratteristici di Casapinta, contribuendo a conferirgli un'originale fisionomia di quartiere storico, tant'è che sul pozzo veniva allestito il Presepe nel periodo natalizio e dei caratteristici altarini nel periodo pasquale o legati ad altre ricorrenze religiose”. I cittadini intendono dunque capire "se la rimozione del pozzo rientra nella logica di questa Amministrazione di cancellare i punti di riferimento storico-culturali che caratterizzano i quartieri, spersonalizzandoli, rendendoli anonimi e privi della memoria storica collettiva, da cui non si può prescindere nel trasmettere ai giovani, ai futuri cittadini nizzardi, la conoscenza e l'amore per il paese”

Dal Comune: "Il pozzo era privato"
Stamane abbiamo incontrato sul posto il vicesindaco Salvatore Bruno, che ha spiegato come il pozzo esistente all’altezza del civico 5 di via Bentivegna, oltre ad essere asciutto da oltre 40 anni, fosse privato e dunque il Comune non poteva opporsi alla sua demolizione. "Tutti i pozzi del quartiere erano privati - ha spiegato Bruno -: nel caso del manufatto situato al centro della slargo di ingresso del rione il Comune procedette con un esproprio e oggi il bene fa parte del patrimonio comunale, mentre così non avvenne per il pozzo demolito". Rimane l’amarezza dei cittadini per aver perso definitivamente un bene storico: il manufatto, che come ricordano gli anziani del quartiere veniva utilizzato per prelevare l'acqua da utilizzare negli orti e nelle abitazioni, è stato infatti riempito di scarti edili e ricoperto di cemento. 

Più informazioni: demolizione pozzo casapinta  


COMMENTI

Salvatore Coglitore | il 24/05/2015 alle 08:59:00

Bisogna che i comuni della nostra riviera e non solo, facciano un dettagliato censimento di quanto rimane sul territorio dei nostri beni storico-culturali che abbiano una valenza storico-culturale e che meritano di essere salvaguardati. Queste antiche testimonianze rapprentano ciò che eravano e che quindi bisogna conservare e custodire gelosamente, se vogliamo salvaguardare la nostra cultura e quindi le nostre origini.

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