Giovedì 22 Agosto 2019
Dal commissario straordinario Romano. I dodici membri seguiranno la gestione delle riserve


Nominato il nuovo Consiglio provinciale scientifico di Messina

di Andrea Rifatto | 04/03/2014 | ATTUALITÀ

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La Rno "Laghetti di Marinello", nel territorio di Patti

Si è insediato giovedì 27 febbraio il Consiglio provinciale scientifico di Messina, costituitosi in seguito ad una determina firmata dal Commissario straordinario di Palazzo dei Leoni dott. Filippo Romano: l'organo è previsto in ogni provincia dalla Legge regionale 14/1998 allo scopo di fornire alle strutture di gestione delle riserve naturali orientate ogni indicazione tecnica utile a conseguire i fini istituzionali delle aree medesime e ad assicurare le concorrenze scientifiche dei valori fondamentali delle aree protette.
Per la provincia di Messina sarà così composto: dal presidente dell'amministrazione provinciale, o suo delegato, che lo presiede; dal Soprintendente per i Beni Culturali ed Ambientali di Messina; dal capo dell'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste. La legge prevede che ne facciano parte anche sei docenti universitari esperti in materia di gestione degli ambienti naturali: un botanico, uno zoologo, un geologo o vulcanologo, un giurista, un economista, un agronomo, designati dalle università dell'Isola, e da tre esperti scelti tra quelli indicati dalle sezioni provinciali di Italia nostra, WWF - Fondo mondiale per la natura, Club alpino italiano (Cai), Lega per l'ambiente, Lega italiana per la protezione degli uccelli (Lipu), Gruppi di ricerca ecologica (Gre) ed Ente fauna siciliana. I docenti universitari designati dal commissario Romano provengono dall’Università degli Studi di Messina: il dott. Alessandro Crisafulli, ricercatore di botanica generale presso il Dipartimento di Scienze Biologiche ed Ambientali; la prof.ssa Concetta Calabrò, associato di Zoologia presso il Dipartimento di Scienze Biologiche ed Ambientali; la dott.ssa Roberta Somma, ricercatrice di Geologia stratigrafica e sedimentologica presso il Dipartimento di Scienze dell'Ambiente, della Sicurezza del Territorio, degli Alimenti e della Salute; il prof. Antonio Romano Tassone, ordinario di Diritto Amministrativo presso il Dipartimento di Giurisprudenza; il prof. Maurizio Lanfranchi, associato di Economia ed Estimo rurale presso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Ambientali e Metodologie Quantitative; la prof.ssa Antonella Verzera, associato di Scienze e Tecnologie alimentari presso il Dipartimento di Scienze Chimiche.
Come membri delle associazioni naturalistiche interpellate sono stati nominati componenti del Consiglio provinciale scientifico il dott. Fabio Mondello per il Club alpino italiano – sezione di Messina; il dott. Angelo Scuderi per la Lega italiana protezione uccelli – sezione di Messina; il prof. Alfredo Petralia per l’Ente fauna siciliana. Le associazioni Legambiente e Gruppi di ricerca ecologica non hanno dato riscontro alla richiesta di designazione inoltrata dalla Provincia, mentre la richiesta inviata alla Associazione "Italia nostra" è risultata inevasa per mancato recapito postale. Partecipano inoltre ai lavori del consiglio provinciale scientifico i direttori delle riserve.

I componenti durano in carica cinque anni e possono essere confermati una sola volta: i membri nominati nel corso del quinquennio in sostituzione di altri durano in carica fino alla scadenza del mandato dei sostituiti. Ai componenti il Consiglio provinciale scientifico spetta per ogni seduta del consiglio stesso, in quanto dovuto, il trattamento di missione previsto dalle disposizioni vigenti, nonché la corresponsione di gettoni di presenza.
In particolare, i compiti del Consiglio provinciale scientifico consistono nell’elaborare il piano di sistemazione di ciascuna riserva, che dovrà essere conforme alle indicazioni contenute nel decreto istitutivo, nonché nel regolamento della medesima, ed a rispettare gli indirizzi espressi dal consiglio regionale; svolgere, oltre ai compiti ad esso attribuiti dai decreti istitutivi delle riserve, qualsiasi altro compito ad esso affidato dal consiglio regionale; predispone la relazione annuale sui problemi di tutela ambientale connessi alla gestione delle singole riserve; promuove, d'intesa con gli enti locali e le istituzioni scolastiche, iniziative dirette ad una più larga conoscenza dei valori naturalistici presenti nelle riserve, o in altre aree ricadenti nell'ambito provinciale; esprimere, se richiesto, pareri su argomenti o proposte dell'amministrazione provinciale.

La Provincia Regionale di Messina ha assegnata la gestione delle Riserve naturali orientate "Le Montagne delle Felci e dei Porri " nell'Isola di Salina, "Laguna di Capo Peloro " in territorio di Messina e "Laghetti di Marinello " in territorio di Patti.

Più informazioni: consiglio provinciale scientifico messina  


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