Mercoledì 19 Giugno 2019
Adesione all'iniziativa Fidapa S. Teresa contro ogni forma di discriminazione


Oggi bambina, domani donna: 7 comuni dicono sì alla Carta dei diritti per la parità

di Andrea Rifatto | 13/04/2019 | ATTUALITÀ

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Assessori, vertici e socie Fidapa al Palacultura

Garantire la crescita della bambina nella piena consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri, contro ogni forma di discriminazione. Un impegno, quello per la promozione della cultura di genere, che sta portando avanti la Fidapa S. Teresa -Valle D’Agrò. Tra gli ultimi obiettivi vi è la promozione e la diffusione della Carta dei Diritti della Bambina, documento unico nel panorama della cultura di genere redatto dalla BPW Europa a seguito della drammatica condizione femminile denunciata a Pechino nella Conferenza mondiale sulle donne del 1995, con lo scopo di farla adottare dai Comuni della riviera jonica. Sette le amministrazioni che hanno risposto sì: S. Teresa, Savoca, S. Alessio, Forza d’Agrò, Letojanni, Furci e Roccalumera. Ieri al Palazzo della Cultura di S. Teresa è stata presentata ufficialmente l’iniziativa, alla presenza di Marilena Micalizzi, presidente Fidapa S. Teresa-Val d’Agrò; Valeria Brancato, referente di sezione Carta dei Diritti della Bambina; Letizia Bonanno, tesoriere distrettuale Fidapa Sicilia e Francesca Sindoni, coordinatore distrettuale-referente del gruppo nazionale Carta diritti della bambina. Per i Comuni sono intervenuti gli assessori alle Pari opportunità Annalisa Miano (S. Teresa), Giuseppe Pasquale (S. Alessio), Carmela Miuccio (Savoca) e Miriam Asmundo (Roccalumera), che hanno espresso la loso soddisfazione per aver intrapreso un percorso di rispetto e tutela della bambina e della donna nei rispettivi comuni. Presenti anche gli studenti delle scuole primarie dei centri coinvolti, che hanno realizzato lavori pittorici e letto pensieri e poesie sulla tematica, principali destinatari dell’iniziativa affinché apprendano e diffondano la cultura del rispetto delle diversità. All’evento hanno partecipato anche il comandante della Stazione Carabinieri, luogotenente Maurizio La Monica e la dirigente dell’Istituto superiore “Caminiti-Trimarchi”, Carmela Maria Lipari. 

“Siamo solo all’inizio, l’obiettivo è che tutti i comuni adottino la Carta dei Diritti della Bambina – ha evidenziato Brancato – affinché possano farsi portavoce di una cultura di genere attivandosi soprattutto con le scuole per educare e sensibilizzare l’opinione pubblica. Non si tratta solo di un pezzo di carta ma dell’inizio di un percorso per avere piena consapevolezza dei diritti delle donne, che mira a costruire una società responsabile, una società migliore improntata ai valori del rispetto, della libertà e della tolleranza. Lancio un messaggio anche agli amministratori che ancora non hanno aderito affinché possano comprendere l’importanza di questo documento per approvarlo e dimostrare così di voler contribuire ad un cambio di rotta in tema di parità di genere”. “La Carta è un’occasione importante per stimolare il dibattito sulla diversità di genere e combattere gli stereotipi del passato – ha detto in apertura la presidente Micalizzi - stare dalla parte delle bambine vuol dire anche stare dalla parte dei bambini, aiutare la loro crescita, preparare dei maschi adulti che sappiano riconoscere una realtà femminile diversa da quella raccontata nelle fiabe, nelle leggende, nei romanzi scritti dagli uomini che hanno disegnato stereotipi femminili e maschili a cui si può aderire inconsapevolmente lasciando significative tracce nella vita adulta”. 

Bonanno ha ricordato come nell’ultimo biennio la Carta dei Diritti della Bambina sia stata adottata in Sicilia 470 volte e di recente anche dalla Regione, sottolineando l’importanza di far sì che siano già i bambini a dare l’esempio rispettandosi tra di loro per portarlo poi avanti negli anni anche tra gli adulti. “Serve una rivoluzione alla base, nelle istituzioni e nella scuola – ha detto Sindoni – per smontare gli stereotipi e far rispettare la donna: ancora oggi gli uomini non ci portano rispetto nelle istituzioni, ad esempio l’assessorato alle Pari Opportunità andrebbe affidato ad un uomo e nelle scuole, soprattutto primarie, dovrebbero esserci più insegnanti uomini, perché altrimenti tutto si riduce ad un’autocelebrazione. Quello che i bambini, gli adulti di domani, devono capire è che la donna non ha bisogno di aiuto perché essere inferiore, ma di collaborazione”.


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