Giovedì 22 Agosto 2019
Mercoledì sarà vagliata a Taormina dai 24 comuni del Distretto socio-sanitario D32


Piano di Zona, la proposta del Comitato “C’è chi dice NO”

di Andrea Rifatto | 29/08/2014 | ATTUALITÀ

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Chiesta le revoca della delibera di adozione del Piano

Continua la campagna promossa dal comitato sociale “C’è chi dice NO”, formato da diverse associazioni del comprensorio jonico-alcantara, per ribadire la contrarietà al Piano di Zona elaborato dal Distretto socio-sanitario D32 di Taormina. L’obiettivo è quello di arrivare alla revoca del Piano, strumento utile per stabilire i bisogni prioritari delle comunità in materia di disabilità, immigrazione, povertà, salute, dipendenze, anziani, adottato dai 24 comuni ricadenti nelle tre macroaree del Distretto. La proposta avanzata del comitato, composto dalle associazioni Penelope-Coordinamento solidarietà sociale, Cuore Matto società cooperativa sociale, Carpe Diem un futuro per l’autismo onlus (Taormina), Evaluna onlus (Gaggi), Ancora onlus (Letojanni), Dispari onlus e Avis (S. Teresa di Riva), contiene una diversa programmazione delle modalità di intervento nei confronti delle categorie sociali più svantaggiate destinatarie dei servizi previsti dal Piano, in cui viene evitata in particolare la distribuzione di sussidi economici “a pioggia”, i cui effetti, secondo il comitato sociale “C’è chi dice NO”, si sono già rivelati in passato inefficaci, caratterizzando solo uno spreco di risorse pubbliche. Nel documento stilato dalle associazioni del territorio, si ribadisce il “no” alla logica di spartizione delle risorse in base al numero degli abitanti di ciascun comune, criterio che non tiene conto delle peculiarità dei bisogni sociali e che rischia solo di aumentare il divario socio-assistenziale tra le comunità. Interventi personalizzati in base alle disabilità ed equilibrati tra i comuni del Distretto sono invece la strada che associazioni e famiglie hanno indicato alle amministrazioni locali. Mercoledì prossimo i Comuni di Taormina, Castelmola, Giardini Naxos, Letojanni, Mongiuffi Melia, Gallodoro, Gaggi, Graniti, Motta Camastra, Francavilla di Sicilia, Mojo Alcantara, Malvagna, Roccella Valdemone, S. Domenica Vittoria, S. Teodoro, Cesarò, S. Teresa di Riva, S. Alessio Siculo, Savoca, Casalvecchio Siculo, Limina, Roccafiorta, Antillo e Forza d’Agrò si riuniranno a Taormina per discutere sulla richiesta di ritiro in autotutela della delibera di adozione del Piano di Zona: al momento solo S. Teresa di Riva ha deciso di procedere in tal senso, tornando sui propri passi accogliendo l’invito del comitato.
Nel dettaglio, il Piano di Zona immaginato dalle associazioni prevede il mantenimento dei due progetti sopravvissuti alle letture del Gruppo Piano e del Comitato dei sindaci: il servizio di mobilità sociale, che garantisce la continuità con il servizio di trasporto disabili già attivato negli anni scorsi nel territorio del Distretto, e il progetto Casa Alzhaimer, che prevede la nascita di un centro diurno per gli anziani affetti dalla malattia in collaborazione con l’Asp di Messina.
Nei comuni di Giardini Naxos e Taormina viene previsto invece l’avvio di un laboratorio di autonomia per 25 utenti, destinato a giovani e adulti con gravi disabilità, con lo scopo di inserirli nella società e renderli autonomi nel mondo lavorativo. Le altre iniziative proposte dal comitato di associazioni riguardano l’avvio sperimentale di un “Budget per la vita indipendente”, tramite 85 voucher per un importo variabile tra i 400 e i 600 euro, da destinare ai disabili gravi del territorio, utilizzabili per l’acquisto di servizi e prestazioni da parte degli enti no-profit autorizzati. Infine, nel documento che verrà sottoposto ai sindaci dei comuni ricadenti nel Distretto socio-sanitario D32, è stata inserita la possibilità di creare un Pronto soccorso sociale per l’accoglienza temporanea di adulti in situazione di grave disagio sociale, privi di supporto familiare, vittime di violenza o sottoposti a misure disposte dall’autorità giudiziaria. Il servizio prevede otto posti letto, di cui due riservati a donne vittime di violenza.
“Qualora si arrivasse alla revoca del Piano di Zona – precisano le associazioni del Distretto – non sarà una sconfitta ma un’opportunità che permetterà l’utilizzo congruo, efficace e partecipato delle risorse pubbliche”. Vedremo come risponderanno i comuni coinvolti, che rappresentano una popolazione di quasi 60mila abitanti. 

Più informazioni: distretto socio-sanitario d32  


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