Lunedì 22 Ottobre 2018
Comitato viabilità in Prefettura: disponibili 260mila euro per il Fiumedinisi


Ponti, torrenti e frane: sindaci pronti a chiedere lo stato di emergenza

di Andrea Rifatto | 09/10/2018 | ATTUALITÀ

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La passerella sul torrente Agrò

Si dicono pronti a chiedere lo stato di emergenza i sindaci dei comuni jonici che lamentano grossi disagi e rischi per le popolazioni soprattutto a seguito della chiusura dei ponti Agrò e Fiumedinisi sulla Statale 114. L’ipotesi è emersa ieri in Prefettura alla riunione del Comitato operativo viabilità, convocata dal viceprefetto Natalia Ruggeri, dirigente dell’Area Protezione civile, Difesa civile e Coordinamento del Soccorso pubblico, per la disamina delle iniziative finalizzate a garantire la funzionalità idraulica dei torrenti Agrò e Fiumedinisi. All’incontro hanno preso parte i sindaci Carlo Giaquinta (Alì Terme), Piero Briguglio (Nizza), Giovanni De Luca (Fiumedinisi), Giovanni Foti (S. Alessio), il vicesindaco di S. Teresa Annalisa Miano, il responsabile della Protezione civile di Messina Bruno Manfrè, l’ingegnere capo del Genio civile Antonino Platania, il capocentro Anas di Messina Cristiano Fogliano, rappresentanti del Dipartimento regionale Sviluppo rurale e territoriale e del Consorzio per le autostrade siciliane. I primi cittadini hanno subito ricordato i disagi che stanno vivendo dopo la chiusura dei ponti disposta da Anas il 4 settembre, con la viabilità deviata interamente sulle passerelle provvisorie che rischiano la chiusura ad ogni acquazzone che può provocare la piena dei torrenti. Gli amministratori di S. Teresa e S. Alessio hanno riproposto al Cas l’attivazione delle bretelle esistenti che collegano l’autostrada A18 con le aree di servizio di S. Teresa, in modo che possano essere utilizzate in caso di emergenza. Il sindaco di Fiumedinisi ha invece chiesto all’Anas di procedere alla demolizione degli impalcati dei ponti nei tratti che sovrastano le strade comunali e intercomunali di collegamento, come la Nizza-Fiumedinisi o la S. Teresa-Savoca (frazioni), in modo da eliminare subito i pericoli di caduta calcinacci. “Chiediamo lo stato di emergenza visto che ci sono stati già eventi calamitosi – ricorda Giaquinta – così da avviare l’iter alla Regione, che dovrà approvare un’apposita delibera di Giunta da inviare poi al Consiglio dei ministri. In questo modo si può andare in deroga e accelerare i tempi anche per la ricostruzione dei ponti”. Per ciò che concerne le passerelle il Genio civile ha sottolineato che sia necessario un presidio da parte di Anas, che ha assicurato la costante manutenzione dei torrenti nei tratti interessati dalle infrastrutture.

La novità principale di ieri riguarda il torrente Fiumedinisi: al tavolo del Comitato il Genio civile ha fatto presente di avere a disposizione 260mila euro provenienti dall’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, costituita loscorso maggio e ancora non pienamente operativa, da spendere entro il 31 dicembre per un intervento di risagomatura e sistemazione nel torrente Fiumedinisi. Nei giorni scorsi, dopo la segnalazione dei sindaci Giaquinta e De Luca, è stato infatti eseguito un sopralluogo in località Reitana e nel tratto a monte degli attraversamenti degli acquedotti Fiumefreddo e Alcantara, nel corso del quale è stata constatata in sponda sinistra una condizione di sovralluvionamento dovuta all’accumulo di una notevole quantità di materiale alluvionale, in buona parte detriti scaricati dopo l’alluvione di Scaletta del 2009 e in sponda destra fenomeni di scalzamento al piede del muro d’argine, che determinano una condizione di rischio. Dunque il Genio civile ha preso atto della necessità di ristabilire le condizioni per un regolare deflusso delle acque e ha redatto un verbale di somma urgenza, chiedendo l’autorizzazione al Dipartimento regionale Tecnico e all’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia per eseguire un intervento da 260mila euro, di cui 200mila per lavori e 60mila per somme a disposizione. “Chiediamo lo stato di emergenza visto che ci sono stati già eventi calamitosi – ricorda Giaquinta – così da avviare l’iter alla Regione e poi al Consiglio dei ministri. In questo modo si può andare in deroga e accelerare i tempi anche per la ricostruzione dei ponti. La mia comunità è ad alto rischio con il torrente da un lato e il Capo Alì dall’altro. Sono soddisfatto della collaborazione che si sta instaurando tra le amministrazioni della riviera jonica sula tematica della sicurezza del territorio e la giornata in Prefettura è stata proficua”.


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