Domenica 22 Settembre 2019
Dopo la rapina di lunedì la Cgil denuncia i rischi che corrono i dipendenti


Poste S. Teresa, "Ufficio insicuro e vergognosamente senza telecamere"

di Redazione | 24/05/2017 | ATTUALITÀ

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L'ufficio postale di S. Teresa centro

Un ufficio insicuro e privo di telecamere, dove i lavoratori corrono quotidianamente enormi rischi per le negligenze dell’azienda. Lo denuncia il Sindacato Lavoratori Comunicazione della Cgil di Messina dopo la rapina di lunedì all’Ufficio postale centrale di S. Teresa di Riva, dove subito dopo l’apertura sono entrati in azione cinque malviventi armati che hanno portato via un ingente bottino, subito dopo che il furgone portavalori con i vigilantes aveva consegnato la sovvenzione e si era allontanato. In una nota inviata alla Direzione delle Poste di Palermo e per conoscenza alla responsabile della Filiale di Messina 1 il segretario provinciale Slc-Cgil Settore Poste, Carmelo Stancampiano, evidenzia le gravi carenze della struttura sotto il profilo della sicurezza sottolineando come sia messa quotidianamente a rischio l’incolumità dei dipendenti. “Fortunatamente solo un grande spavento ma nessuna conseguenza fisica per i lavoratori che erano in servizio e i clienti in sala d’attesa – esordisce Stancampiano –: il rischio rapine è insito nel nostro lavoro, lo sappiamo, ma la facilità con cui i rapinatori hanno superato la doppia porta blindata di accesso in ufficio, aperta in pochissimi secondi, ha messo ancora una volta a nudo come l’ufficio postale di S. Teresa non presenti adeguati livelli di sicurezza e quindi i lavoratori ivi applicati sono letteralmente in balia di eventuali malviventi"

"Ci permettiamo anche di segnalare alle competenti funzioni aziendali che l’ufficio postale, cluster A1 a doppio turno e quindi non un ufficetto di presidio, vergognosamente non è dotato di alcun impianto di videosorveglianza con telecamere – si evidenzia nella nota sindacale – quando al giorno d’oggi anche negozietti di quart’ordine hanno le telecamere. L’ufficio postale di S. Teresa, dove giornalmente entrano decine e decine di clienti, si effettuano centinaia di operazioni allo sportello con movimentazione di denaro, incredibilmente ne è sprovvisto. L’azienda Poste, che evidentemente se ne infischia bellamente della sicurezza dei lavoratori, preferisce spendere decine e decine di migliaia di euro per dotare gli uffici di elimina code, sempre più sofisticati e che controllano le operazioni degli sportellisti, piuttosto che spendere qualche centinaio di euro per delle telecamere, non solo a tutela dei propri dipendenti ma anche per fornire un valido aiuto alle forze dell’ordine nell’individuazione e nell’arresto dei ladri. Si tratta di priorità – rileva Carmelo Stancapiano –: per Poste è più importante l’aspetto commerciale, il budget, i risultati, se poi qualcuno ci rimette le penne si tratta di mero incidente di percorso. Ne prendiamo atto ma finiamola con l’ipocrisia aziendale di attenzione ai bisogni dei lavoratori e della loro sicurezza. Ne facciamo volentieri a meno”.

Stancampiano ha inoltre scritto all'Asp e per conoscenza alle Poste per segnalare anche carenze in materia di igiene all'interno della struttura, già sotto stretta osservazione sanitaria per la presenza di amianto in alcune pareti. "I locali, dove lavorano complessivamente circa 30 colleghi, sono dotati di blindatura, con poche finestre per il ricambio d'aria, garantito da un sistema di climatizzazione: uno per la sportelleria e uno per il salone dei portalettere. Impianto che da oltre un anno va in blocco dopo alcuni minuti dall'accensione e i continui black out costringono i colleghi a lavorare al freddo d'inverno e al caldo durante l'estate. Innumerevoli gli interventi della ditta incaricata che si limita a far ripartire i motori ma non appena i tecnici girano l'angolo gli split vanno nuovamente in blocco. In inverno la Filiale di Messina ha cercato di tampinare con delle stufette elettriche ma non vorremmo che si pensi di affrontare l'estate con dei semplici ventilatori a pala che risulterebbero assolutamente inadeguati". Per tali motivi il rappresentante sindacale ha chiesto l'intervento dell'Asp nella qualità di organismo sanitario di controllo e per gli obblighi di vigilanza.


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