Martedì 22 Ottobre 2019
Medici di Messina e Palermo impegnati nel trapianto dopo la morte di un 65enne


Prelievo multiorgano al Policlinico, nuova speranza di vita per altri pazienti

02/02/2019 | ATTUALITÀ

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Il Policlinico universitario di Messina

Un nuovo prelievo di organi è stato eseguito la scorsa notte al Policlinico universitario “Gaetano Martino” di Messina, a testimonianza di come la cultura della donazione si stia diffondendo anche nel nostro territorio. Il paziente, un 65enne di Patti, era ricoverato presso la Rianimazione a seguito di un’emorragia cerebrale. Constatata la morte cerebrale, il personale medico ha consultato i familiari che, interpretando la volontà dell’uomo (molto conosciuto nella comunità di Patti, dove lavorava presso gli uffici giudiziari) che in vita aveva sempre dimostrato grande altruismo e disponibilità, hanno dato l’assenso al prelievo. Il coordinamento per la donazione ed il trapianto di organi, sotto la guida del dottor Francesco Puliatti, ha immediatamente attivato la procedura. Grazie alla disponibilità e professionalità di medici e infermieri dell'Uoc di Anestesia e Rianimazione è stato possibile intervenire nei tempi previsti. Un’équipe dell’Ismett di Palermo, con il supporto dell’anestesista Olivia Penna del Policlinico, ha così provveduto a prelevare il fegato e i due reni, che sono stati trasportati nel capoluogo siciliano, dove già in queste ore si stanno valutando le possibilità e modalità di trapianto. Il dottor Alessandro Meduri (anch’egli del Policlinico) e la dottoressa Penna hanno invece proceduto con il prelievo delle cornee, che sono state poi inviate alla Banca Nazionale degli Occhi. “Ringrazio i familiari – afferma il professor Puliatti – per la grande sensibilità dimostrata. Hanno compreso come grazie alla donazione il loro congiunto potrà dare una nuova speranza di vita ad altri pazienti. È un gesto di estrema generosità, che mi auguro possa essere di ispirazione per tante altre persone, visto che sul fronte delle donazioni occorre il massimo sforzo possibile da parte di tutti noi: dal personale medico, alle associazioni di volontariato, agli organi d’informazione”.


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