Venerdì 24 Maggio 2019
Secondo la Regione, il 60% dei centri non ha redatto il documento


Protezione civile, Taormina e altri 63 comuni messinesi senza un Piano comunale

di Andrea Rifatto | 27/07/2016 | ATTUALITÀ

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Un'esercitazione di protezione civile

Su 108 comuni della Città metropolitana di Messina, 64 non hanno un piano di protezione civile. Il dato emerge dal censimento del Dipartimento regionale di Protezione civile, con dati aggiornati a febbraio. Dei 390 centri siciliani solo 178, pari al 45,64%, sono dotati dello strumento finalizzato alla salvaguardia delle popolazioni e delle strutture in caso di calamità naturali. Messina è agli ultimi posti tra le ex province, con il 40,74% dei comuni in possesso del documento: peggio fanno solo Catania (39,66%) e Siracusa (38,10%). I Comuni in regola sono Alcara Li Fusi, Alì Terme, Capizzi, Capo d'Orlando, Castell'Umberto, Condrò, Falcone, Fiumedinisi, Floresta, Forza d’Agrò, Furci Siculo, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Gualtieri Sicaminò, Leni, Letojanni, Malfa, Mandanici, Messina, Milazzo, Nizza di Sicilia, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, Pace del Mela, Patti, Pettinei, Piraino, Raccuja, S. Marco d'Alunzio, San Piero Patti, S. Teodoro, S. Lucia del Mela, Roccalumera, S. Teresa di Riva, S. Alessio Siculo, Savoca, Terme Vigliatore, Torrenova, Tortorici, Tripi, Tusa, Valdina, Venetico e Villafranca Tirrena.

Senza Piano, dunque, risultano 64 comuni: Acquedolci, Alì, Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Brolo, Capo d'Orlando, Caprileone, Caronia, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Castroreale, Cesarò, Ficarra, Fondachelli Fantina, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Furnari, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Gualtieri Sicaminò, Itala, Librizzi, Lipari, Limina, Longi, Malvagna, Mazzarrà Sant'Andrea, Merì, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Mojo Alcantara, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Motta Camastra, Motta d'Affermo, Naso, Oliveri, Pagliara, Reitano, Roccafiorita, Roccalvaldina, Roccella Valdemone, Rodì Milici, Rometta, San Filippo del Mela, San Fratello, San Piero Patti, San Salvatore di Fitalia, S. Domenica Vittoria, S. Marina Salina, S. Agata di Militello, S. Angelo di Brolo, S. Stefano di Camastra, Saponara, Scaletta Zanclea, Sinagra, Spadafora, Taormina, Torregrotta, Ucria. 

Altri centri hanno redatto dei piani di emergenza solo per rischio specifico, cioè incendio, idrogeologico e sismico: Acquedolci, Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Brolo, Caprileone, Caronia, Casalvecchio Siculo, Castel di Lucio, Castroreale, Cesarò, Ficarra, Castelmola, Fondachelli Fantina, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Furnari, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Itala, Librizzi, Limina, Lipari, Longi, Malvagna, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Mojo Alcantara, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Motta d'Affermo, Motta Camastra, Naso, Oliveri, Pagliara, Reitano, Roccafiorita, Roccavaldina, Roccella Valdemone, Rodì Milici, Rometta, San Filippo del Mela, San Fratello, S. Salvatore di Fitalia, S. Domenica Vittoria, S. Marina Salina, S. Agata di Militello, S. Angelo di Brolo, S. Stefano di Camastra, Saponara, Scaletta Zanclea, Sinagra, Spadafora, Torregrotta, Ucria. 

In numerosi comuni, quindi, i cittadini sconoscono le pericolosità del territorio in cui vivono, gli scenari di evento attesi ma soprattutto modelli di intervento e compiti e responsabilità delle strutture di soccorso, che dovrebbero coordinarsi secondo una precisa catena di comando che sia in grado di organizzare le attività necessarie al superamento dell’emergenza. Non va certamente meglio nei centri dove formalmente esiste il documento, che di fatto rappresenta un intervento non strutturale di prevenzione e mitigazione del rischio, ma rimane rinchiuso nei cassetti dei municipi. Pochissime, infatti, sono le amministrazioni che lo rendono pubblico e organizzano attività divulgative e di esercitazione con la popolazione. Così il piano comunale di protezione civile, quale strumento di conoscenza, di informazione e di azione, diviene assolutamente inutile se redatto esclusivamente per adempiere ad un obbligo di legge.


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 27/07/2016 alle 13:22:21

" Così il piano comunale di protezione civile, quale strumento di conoscenza, di informazione e di azione, diviene assolutamente inutile se redatto esclusivamente per adempiere ad un obbligo di legge. " Giustissima la chiosa dell'articolo: se la popolazione, che poi è quella che dovrebbe seguire le norme, non le conosce, se non si è sperimentato che tali norme sono funzionali ... tale piano è solo carta straccia!

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