Martedì 17 Settembre 2019
Escluso il rischio di altri crolli dal costone. Le dichiarazioni di politici e comitati


Riaperta la Statale 114 a Capo Alì, circolazione deviata su una sola corsia

di Redazione | 20/07/2018 | ATTUALITÀ

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Il tratto riaperto

Riaperta alle 20 di questa sera la Strada statale 114 a Capo Alì, chiusa da quseta mattina per una frana. Nel pomeriggio una ditta di S. Teresa ha rimosso tutto il materiale finito sulla strada all'altezza del km 22,700 e dopo le verifiche eseguite sul costone da parte di una squadra di rocciatori giunta da Falcone, l'Anas ha deciso di ripristinare la circolazione sulla sola corsia lato mare, posizionando dei blocchi in cemento a protezione dell traffico e istituendo il senso unico alternato regolato da un impianto semaforico. I rocciatori non hanno rinvenuto altro materiale instabile sul costone e dunque non vi sono al momento pericoli di nuove frane. Rassicurazioni in tal senso sono state fornite all'Amministrazione comunale di Alì Terme, presente sui luoghi con in testa il sindaco Carlo Giaquinta. Prima di procedere alla riapertura totale della carreggiata, verrà installata una nuova rete paramassi e si procederà a sigillare alcune reti danneggiate. 

I commenti del mondo politico. La senatrice Urania Papatheu (Forza Italia) ha espresso “solidarietà e sostegno agli amministratori e ai cittadini di Ali Terme per un episodio grave che poteva avere conseguenze drammatiche. Non si può sperare nella fortuna, per risolvere un problema di tale importanza serve ora un'azione immediata e incisiva del Governo. Ho avuto modo di parlare con l’assessore all’Urbanistica Carmelo Melato, fra i primi a giungere sul posto – ha aggiunto la Papatheu –  e la questione della frana andrà affrontata e risolta in modo rapido e deciso. Fa riflettere che lo smottamento sia avvenuto, per altro, nel periodo estivo e in assenza di precipitazioni piovose recenti. Mi attiverò per sollecitare nelle preposte sedi istituzionali una soluzione risolutiva per una svolta che dovrà essere quanto più rapida possibile".

La nota congiunta. Sulla frana si sono espressi anche Giovanni Interdonato per il Comitato No Frane della riviera jonica messinese, Francesco Urdì per la Cub (Confederazione Unitaria di Base), il Comitato contrada Divieto Scaletta Zanclea e Giacomo Di Leo per il Partito Comunista dei Lavoratori sezione di Messina. “Ancora una volta in piena estate la riviera jonica messinese è stata tagliata in due con tutte le sofferenze e difficoltà di spostamento degli automobilisti in direzione Messina e direzione Catania, per chi transita dalla S.S.114 e il danno economico per gli stessi che devono percorrere via autostrada questo percorso ritornando indietro dallo svincolo di Tremestieri, per raggiungere i paesi della litoranea, in particolare Giampilieri, Scaletta Zanclea ed Itala, con i paesi collinari come Altolia, Molino, Briga Superiore, S. Stefano, Pezzolo, Santa Margherita, S. Stefano Medio e Superiore, oppure uscendo dallo svincolo autostradale di Roccalumera, per raggiungere Nizza di Sicilia ed Alì Terme, Alì Superiore e Fiumedinisi. Ci chiediamo anche alla luce di questi eventi disastrosi, che fine ha fatto la bretella o minisvincolo tra Itala e Scaletta, come via di fuga per le popolazioni di queste comunità già ampiamente colpite e stremate dalla tragica alluvione del 2009? Altresì questa ennesima frana è un colpo mortale alla già fragile economia della zona. Particolare non secondario è stato colpito un giovane automobilista che transitava in quel momento, che è stato leggermente ferito per sua fortuna. E se nel momento della frana fossero transitati ciclisti o pedoni in quella zona poteva essere una strage. E allora ci chiediamo se prima non ci scappa il morto nessuna delle autorità competenti si muove?!?! Da più di 50 anni si verificano frane in questo Capo e non si è mai affrontata strutturalmente la questione: si è sempre lavorato in emergenza, nella fattispecie l’Anas, ignorando qualsiasi soluzione definitiva come ad esempio, una galleria paramassi, collocata nei punti critici. Chiamiamo i cittadini delle comunità locali alla mobilitazione permanente..attenzione il livello di guardia è stato superato! Adesso servono azioni sociali e politiche forti per non essere schiacciati dai massi e dalla precarietà idrogeologica ed economica. I campanelli d’allarme potrebbero non suonare più con esiti disastrosi per le popolazioni locali e noi non intendiamo più piangere altri morti dopo la devastante alluvione dell’ottobre 2009”.

Meetup Grilli Jonici Messinesi. “Insieme ai comitati locali abbiamo più volte proposto una soluzione per tale problematica, come ad esempio la realizzazione di una “galleria paramassi, addirittura nel Settembre del 2015 insieme ad alcuni cittadini e ai comitati locali, abbiamo lanciato una petizione popolare indirizzata anche alla Procura della Repubblica di Messina - scrive Francesco Aloisi di Scaletta – è stato aperto un fascicolo e a dicembre 2016 è stato tutto archiviato. Nella missiva si segnalava l’estremo pericolo causato dalle continue frane del tratto stradale del famigerato Capo Alì, ovvero del tratto che congiunge il Comune di Scaletta Zanclea con il Comune di AlÌ Terme, si rammentava inoltre l’inadeguatezza della manutenzione stradale dell’intero tratto in questione, specificando che tali frane avrebbero potuto cagionare danni ai cittadini mettendo a repentaglio la vita degli stessi. Ormai avvertiamo un’inerzia deplorevole che inevitabilmente ci condanna ad uno status quo ante che ovviamente non lascia presagire la volontà di cambiare la situazione. Come cittadino di Scaletta Zanclea e attivista del Movimento 5 Stelle, insieme al Meetup Grilli Jonici Messinesi e ai comitati locali, mi attiverò affinché venga al più presto realizzata la bretella autostradale nei pressi di Itala Marina. Stiamo già lavorando da tempo sulla questione bretella, e insieme ai portavoce Regionali e Nazionali del Movimento 5 Stelle, presto esporremo lo stato dei fatti. Inoltre proporremo la realizzazione di una “galleria paramassi” per ridurre al massimo il rischio attuale”.

Più informazioni: frana capo alì 20 luglio  


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