Martedì 23 Aprile 2019
Iniziativa contro il femminicidio con le testimonianze di Vera e Giovanna


Roccafiorita accoglie la panchina rossa: i racconti di due vite spezzate

di Filippo Brianni | 08/05/2018 | ATTUALITÀ

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L'inaugurazione della panchina rossa

Mentre Santino Russo cerca una forbice per tagliare l’ultimo nastro della sua sindacatura ormai al termine, don Paolino Malambo spruzza acqua benedetta sulla panchina rossa, posizionata alla Grotta storica di Roccafiorita. L’acqua si attacca al rosso e inizia a brillare. Come fosse brina al mattino. Come gli occhi umidi delle bambine che dietro quella panchina hanno ascoltato sconvolte le parole di Vera Squatrito e Giovanna Zizzo, due mamme. Di Giordana e Laura, due ragazze “qualunque”, comuni, accomunate dal destino di aver trovato dentro le mura domestiche il loro killer. Due mamme che da anni hanno trasformato il dolore in energia e si battono per sensibilizzare l’opinione pubblica contro ogni violenza di genere, promuovere una cultura del rispetto reciproco, spronare lo stato ad interventi sempre più severi contro chi si macchia di reati violenti dentro casa. “Questa panchina non è solo un simbolo – dice Giovanna – ma una carezza che il vostro paese fa al nostro cuore”. “Sono già 98 le panchine che sono state installate – le fa eco Vera – vi ringraziamo per questo impegno”. Un impegno che nella riviera jonica si è intrecciato all’attività dell’associazione “Al tuo fianco”, presieduta da Cettina La Torre, che gestisce un centro antiviolenza e che promuove nei comuni del comprensorio attività che vanno dalle “panchine rosse, come momento di riflessione” e raggiungono aiuti più pratici alle donne vittime di violenza. Presenti anche alcuni bambini della scuola primaria, che hanno realizzato cartelloni e striscioni sul tema del femminicidio, e i ragazzi del Servizio civile. A Roccafiorita anche alcuni rappresentanti di associazioni del territorio, come Fidapa S. Teresa-Val d’Agrò e Lions Letojanni-Val d’Agrò.

A Roccafiorita la panchina rossa, la nona nel comprensorio jonico, è stata fortemente voluta dall’assessore alle Pari Opportunità Martina Schulz ed è stata il punto di arrivo di un dibattito che aveva già avviato in ambito scolastico. Proprio l’assessore ha presentato l’evento insieme al presidente del Consiglio comunale, Fabio Orlando. Presente anche il vicesindaco Concetto Orlando. Ma chiaramente l’intervento delle due mamme ha trasformato il metallo della panchina rossa in carne, le parole in fatti, gli episodi narrati da un televisore mentre si cena in scene di vita che da un momento all’altro possono toccare tutti. “Non mi aspettavo mai che potesse capitare a me – ha detto Giovanna – avevo un marito con cui mi ero fidanzata a 13 anni e col quale avevamo avuto 4 figli. A un certo punto scopro che da sette anni aveva una relazione. Perdo la fiducia, i sentimenti cambiano, decido per una pausa di riflessione. Mio marito un giorno prende con sé i figli, li fa giocare, fanno foto. Li tiene con sé anche la sera. Al mattino uccide Laura, 12 anni, sua figlia, manda in coma l’altra figlia, salva solo per l’intervento dei due figli maschi”. Per l’altra mamma, Vera Squadrito, è un giorno speciale. Perché è il 23simo compleanno di sua figlia Giordana. Ma non potrà festeggiarlo. Perché il compagno di Giordana tre anni fa l’ha finita con 48 coltellate perché non accettava la decisione di Giordana di lasciarlo. “Una bambina di sei anni, mia nipote, da tre anni chiede di sua mamma sapendo che non l’avrà più”. “Alziamo le antenne – esorta la Squadrito – non sottovalutiamo i primi cenni di violenza, che se non vengono fermati sono destinati ad aumentare. È che lo stato difenda le vittime: mia figlia ha denunciato e non è stata ascoltata da nessuno. Nessun premio per chi fa cose così orribili. Una panchina non risolve il problema, ma aiuta a ricordarsene”. Il progetto panchina rossa proseguirà anche nelle prossime settimane anche in altri comuni della riviera jonica.


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