Giovedì 19 Settembre 2019
Inaugurata la struttura 'interattiva' che ricostruisce la storia del santuario


Roccafiorita, il museo della Madonna dell’Aiuto prima pietra di un nuovo sogno

20/08/2018 | ATTUALITÀ

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Tamà, Mazzullo, Brianni e Orlando

Inaugurato il museo della Madonna dell’Aiuto di Roccafiorita. La cerimonia si è svolta nella chiesa madre della SS. Immacolata, moderata dal presidente Archeoclub Area Ionica, Filippo Brianni, il quale ha sottolineato soprattutto il grande valore storico, sociale e quindi culturale dei culti mariani nelle Valli d’Agrò e del Ghiodaro, che Archeoclub punta a valorizzare anche nella loro dimensione culturale. Il parroco, don Paolino Malambo, ha parlato del museo come di “un momento importante per questa comunità che è fortemente religiosa e che dovrà costituire stimolo per migliorare ancora il santuario sul Kalfa, di cui il museo ne ripercorre il sogno”. Il sindaco di Roccafiorita, Concetto Orlando, ha ricordato le vittime di Genova e, con riferimento al museo, ha parlato di “prima pietra rispetto ad un progetto più ampio”. L’assessore alla Cultura, Serena Dusa, ha posto l’accento sull’importanza per i giovani di avere questo tipo di struttura e il presidente del Consiglio comunale, Fabio Orlando, ha puntualizzato la centralità del progetto museale rispetto ad una serie di iniziative in corso, che puntano alla valorizzazione del santuario, anche attraverso il regolamento dei confini con il comune di Mongiuffi Melia. Emilia Mazzullo, nipote di due pionieri del santuario, Giuseppe e Filippo Manuli, si è fatta portavoce dell’emozione dei “fioritani” per questo museo.

Poi l’interesse si è catalizzato sulla struttura, spiegata dall’architetto Ketty Tamà, ideatrice ed esecutrice del progetto museale. Dopo la benedizione di padre Malambo ed il taglio del nastro di da parte di Cristina Orlando, la Tamà ha avuto modo di spiegare come il “museo ha un’impronta progettuale moderna”, ricostruisce il periodo “che va dal 1923, quando tre bimbi di Roccafiorita acquistano a San Pietro una statuetta della Madonna della Catena (per farlo la madre di due di loro dà ai figli 5 lire ciascuno, frutto della vendita di un pecora) fino all’epoca di costruzione del Santuario”. La ricostruzione delle vicende storiche è affidata a pannelli tratti da un libro-racconto di padre Isidoro Musumeci che fanno da cornice ad oggetti necessari alla realizzazione del santuario che erano conservati presso lo stesso e oggetti della devozione, come la cassetta delle suppliche o il “bilico”, che si appoggiava sui legni della statua e che veniva usato per omaggiare la Madonna dell’Aiuto nel caso di grazie ricevute per i bambini: si poneva il bimbo su un lato del bilico e dell’altro veniva messo il grano, quando il peso del grano si equivaleva a quello del bimbo, si gridava “Viva Maria!” e si offriva il grano alla Madonna dell’Aiuto. Sempre nel primo ambiente vi sono le foto di coloro che realizzarono il santuario, a cominciare dai quattro pionieri che acquistarono quella statuetta nel 1923: Carmelo, Alessandro, Filippo e Carmela Occhino.  Particolarmente emozionante è la ricostruzione delle vicende della Seconda Guerra mondiale, che indussero Carmelo Occhino a invocare la Madonna dell’Aiuto durante un feroce bombardamento da cui uscì illeso. Da questo evento nacque l’idea di realizzare la statua, in piena guerra, farla benedire al Papa e trasportarla a Roccafiorita, dove giunse in una cassa, attraverso Gallodoro. In un altro ambiente del museo viene ricostruita la corrispondenza ufficiale ed in un terzo ambiente foto e video dei momenti della costruzione del santuario.

Il museo costituirà anche un punto di collegamento col territorio, attraverso Qr code che consentono al visitatore, avvicinando il telefono, di individuare e eventualmente visitare i luoghi cui si fa riferimento nei vari pannelli, come la prima statuetta acquistata dagli Occhino nel 1923 o il santuario e le strutture annesse sul monte Kalfa. Ci sono poi anche strumenti di interazione per bambini, come lavagne e disegni, che consentono anche ai più piccoli di “vivere” gli spazi museali giocando e imparando. Un museo già nato nel segno della generosità, visto che è stato realizzato grazie all’offerta di due famiglie “fioritane” che vivono in Usa. “Siamo felici – hanno concluso gli organizzatori – di aver potuto dare a Roccafiorita questo museo nel 75esimo anniversario della festa della Madonna dell’Aiuto, iniziata appunto il 25 agosto 1945 su un altare ricavato su una pietra del Monte Kalfa”.


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