Martedì 23 Aprile 2019
Cassette esterne con rischi per i pedoni. Lavori bloccati nella frazione Misserio


S. Teresa, edifici deturpati dai contatori del gas: il Comune "dimentica" quanto deciso

di Andrea Rifatto | 15/02/2018 | ATTUALITÀ

1485 Lettori unici | Commenti 3

Cassette per i contatori del gas su un'abitazione

“Non saranno autorizzati allacci con cassetta esterna, tutto dovrà essere incassato nei rispettivi muri”. A parlare era l’ex sindaco Cateno De Luca il 10 ottobre 2016, al termine di una riunione in municipio per discutere degli allacci alla rete del gas metano e dell’installazione dei contatori. Dopo poco più di un anno sta accadendo esattamente il contrario. A quell’incontro erano presenti, oltre al primo cittadino, l’allora vicesindaco Danilo Lo Giudice (oggi sindaco), l’assessore e attuale vicesindaco Annalisa Miano, il geometra Santo Milazzo della Fin.Consorzio, impresa che ha realizzato la rete di metanizzazione e il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, Francesco Pagano. Al termine della riunione venne stilato un verbale dove l’Amministrazione ribadiva il proprio intendimento che “tutte le cassette di alloggio dei contatori debbano essere realizzate e incassate nei muri perimetrali dell’utente fermo restando che devono essere sempre accessibili dall’esterno, agevolmente ispezionabili ed allocate in zone arieggiate, ad un’altezza massima da terra di 1,80 metri. Eventuali deroghe – veniva specificato – verranno concordate con il concessionario in presenza di concrete motivazioni”. L’avviso pubblico diramato due giorni dopo spiegava che “l’utente dovrà predisporre a propria cure e spese apposito vano per posizionare le cassette di alloggio dei contatori, pena la perdita del diritto all’allaccio gratuito”, garantito per le prime 3.403 richieste. Vano che nessuno ha provveduto a realizzare, salvo rarissime eccezioni, e così la ditta da qualche settimana ha iniziato a girare per il paese e in base all’elenco delle richieste pervenute dagli utenti a fine 2016 sta installando esternamente su facciate e prospetti di abitazioni e attività commerciali le cassette metalliche per alloggiarvi i contatori del metano. Solo in alcuni casi gli stessi cittadini hanno chiesto di avere consegnata la cassetta per provvedere autonomamente a incassarla, mentre altri hanno protestato in municipio e chiesto la rimozione delle cassette già tassellate sugli immobili.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Edifici deturpati con tubi e cassette metalliche in bella vista, con una sagoma che sporge sui marciapiedi per 18 centimetri e crea disagi e pericoli per i pedoni, soprattutto nei punti più stretti. Nella frazione Misserio, dove erano state installate le prime cassette sulla via principale, il Comune ha bloccato i lavori in quanto vista la larghezza ridotta della strada, trafficata anche da mezzi pesanti, vi era il rischio concreto che un veicolo potesse “travolgere” tubazioni e contatori, con pericoli per la popolazione soprattutto nel momento in cui il metano verrà immesso nelle condotte. In questo caso saranno ammesse solo cassette incassate nelle pareti perimetrali, come doveva avvenire anche nel resto del paese. Senza contare che in base a quanto si sta vedendo in questi giorni, l’impresa intende posizionare sui prospetti una tubazione esterna per ogni singola utenza, anziché, in particolare nel caso di condomini, installare un solo tubo da cui poi far partire le diramazioni al livello di piano per i singoli appartamenti, come avviene in numerose città dove il metano è realtà da decenni e dove i contatori, ad esempio, sono posizionati nei balconi o in cavedi non in vista, cosicché non si rende necessaria la presenza di antiestetiche cassette. Al giorno d’oggi per comunicare la lettura basta una telefonata o tramite servizi web, o al massimo si può sempre aprire la porta di casa all’operatore quella volta che ha necessità di verificare il contatore. Ma qui sembra tutto molto difficile e l’Amministrazione non ha fatto sentire la propria voce controllando che la ditta procedesse secondo quanto stabilito nel 2016.


COMMENTI

gg | il 15/02/2018 alle 18:37:47

Ma dove vivono tutti i grandi consulenti (architetti e paesaggisti) incaricati dall'amministrazione comunale di S. Teresa per la redazione del Piano Regolatore (circa 100.000 euro di incarichi). Dove vivono tutti quelli che si siedono normalmente a disquisire sulla vivibilità della zona jonica, tutte le associazioni che si fregiano di interessarsi della cosa pubblica (solo nei convegni) e sono pronti a collaborare (fino ad ora solo a parole). Ricordo che il problema si pone in tutti i comuni in cui è stata realizzata la rete del metano. Si è bravi a fare i forti con i deboli (i cittadini che devono subire pagando) e i deboli con i forti (.....) .

Giuseppe cacciola | il 16/02/2018 alle 13:42:21

Francamente il problema si presenta dappertutto ,è una vergogna per come sono stati sistemati i contatori,ma più vergognosa e lo scarica barile fra i funzionari ed i responsabili dei lavori.Tutti si sono scordati che questi lavori sono in parte realizzato con fondi pubblici( come abbiano dato fondi pubblici per un appalto in concessione è un mistero), ed al di là dell'elaborato progettuale era necessario prevedere il rispetto della transito agevolo per gli inabili sui marciapiedi ed un decoro urbanistico e civile.Ma la domanda è ,dove sono il direttore dei lavori,e i vari Rup che hanno il compito anche di suggerire agli amministratori soluzioni migliorative.Tutti persi dietro i non so ,questo non mi compete e la frittata è servita.

Massimo | il 18/02/2018 alle 09:20:46

Tutto rientra nella norma , I progettisti si sono presi le proprie parcelle , i Rup Pure , i nostri amministratori assenti ciechi , le vergogne rimangono , i cittadini sempre pecore non s'interessano dei propri interessi , si rincorrevano x gli allacci Gratis , IO invece vorrei chiedere ma le nostre strade comunali li abbiamo affittate? , sono di loro proprietà ? chi si deve interessare per il ripristino ? mi auguro che non siano i Progettisti , i Vari Rup , i nostri amministratori ciechi , svegliamoci cittadini allora le cose non cambieranno mai , comunque io nella parete di mia proprietà non darò mai il consenso di deturpare e degradare il mio immobile, In tempi tecnologici con dei sistemi Wireless queste vergogne non si possono permettere , Cmq Un applauso ai nostri progettisti e amministratori , Viva il Degrado

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.