Domenica 22 Settembre 2019
Effettuata la potatura per rimuovere le parti morte, nella speranza di salvarli


S. Teresa, infausto destino per gli alberelli sul lungomare: mozzati 50 esemplari

di Andrea Rifatto | 03/08/2019 | ATTUALITÀ

1355 Lettori unici | Commenti 3

Uno degli alberi di mirto crespo potati

Che destino infausto per le piante di mirto crespo sul lungomare di S. Teresa. Nelle scorse settimane avevamo evidenziato come i 150 alberelli piantumati tre anni fa fossero rimasti spogli se non addirittura secchi (LEGGI QUI), tanto che la chioma non avesse ancora generato foglie e fiori nonostante fossimo in piena estate. Con il passare dei giorni gli esemplari di Lagerstroemia indica, albero più comunemente conosciuto come mirto crespo, hanno mostrato segni di vita e circa metà hanno germogliato con i fiori color lilla. Almeno cinquanta alberelli, però, sono rimasti totalmente spogli, se si esclude qualche ramo spuntato alla base del tronco. E così il Comune, visto che quella chioma secca era praticamente inutile oltre che poco gradevole esteticamente, ha deciso di attuare un intervento di potatura di rimonda, tagliando gli alberi non germogliati a metà del tronco o poco sotto la chioma. Si tratta di una potatura straordinaria che consiste in una pulizia e messa a punto della pianta nel suo complesso, intervenendo e rimuovendo quanto di anomalo essa presenta; dal momento che tale tipologia di potatura non incide sullo sviluppo della pianta, la stessa può essere effettuata in ogni periodo dell'anno. I lavori sono iniziati ieri e completati oggi dalla ditta Alba Sicula di S. Teresa, che si è aggiudicata la manutenzione del verde pubblico in paese per l’importo di 9mila 792 euro e ha già effettuato la potatura delle palme e degli alberi in piazza Municipio.

Una scelta, quella effettuata dal Comune nel 2016, che si conferma sbagliata, perché la Lagerstroemia indica si sta rivelando non adatta al lungomare, visto che gli alberi sono stati danneggiati dalle mareggiate invernali e dalle gelate. Un’operazione costata alle casse pubbliche circa 100mila euro, tra le spese per l’espianto delle tamerici (13mila 400 euro), quelli per la piantumazione dei nuovi alberi (82mila euro circa) e altri costi correlati. Con un rapporto costi-benefici decisamente negativo. Diversi cittadini sono rimasti sorpresi ieri mattina notando i tronchi degli alberelli mozzati, tanto che qualcuno aveva ipotizzato un atto di vandalismo visto che non ci si aspettava un tale intervento. Ma nulla di tutto ciò.


COMMENTI

Giovanni F. | il 03/08/2019 alle 10:09:59

Le palme avrebbero reso il lungomare ancora più bello e suggestivo. Gli alberelli simil-scope non hanno molto senso.

Pippo Sturiale | il 03/08/2019 alle 14:55:40

Le palme proprio!? Sarebbero un pericolo per gli occhi dei passanti e, per me sono state un sbaglio. La scelta è un problema serio. Il mirto crespo era un buon compromesso. La scelta migliore sarebbe stata l'oleandro, ma è velenoso! Il pino domestico, pinus pinea, la scelta ottimale, ma fa saltare i marciapiedi. Il problema è l'acqua del mare. Personalmente avrei lasciato libero il lato mare e fatta una cortina di verde lato monte.

fausto parra | il 04/08/2019 alle 12:12:09

e menomale che avete l'esperto aggratisse un tanto al kilo...questi sono i risultati...meglio che diate la gestione del verde ai bimbi dell'asilo e alle loro maestre..penso avrebbero buon senso

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