Sabato 19 Ottobre 2019
Fallito il tentativo di negoziazione. L'impresa chiede di non applicare la penale


S. Teresa, la lite sui parcheggi tra Comune e ditta Duro finisce in tribunale

di Andrea Rifatto | 20/10/2018 | ATTUALITÀ

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Vicenda che risale alla gestione 2012-2013

Finisce in tribunale la controversia tra il Comune di S. Teresa e la ditta Duro Salvatore sulla gestione dei parcheggi a pagamento tra luglio 2012 e giugno 2013. Il tentativo di negoziazione assistita avviato a febbraio dal legale dell’impresa con sede a S. Alessio, l’avvocato Ferdinando Croce di Messina, in merito al pagamento del credito da 37mila 512 euro vantato dall’Ente dopo la risoluzione del contratto per inadempienze, si è concluso con una nulla di fatto, secondo quanto messo nero su bianco dal Comune, per volontà della ditta Duro che ha deciso di non andare avanti con la procedura. La Giunta comunale del sindaco Danilo Lo Giudice ha quindi preso atto dell’esito negativo della negoziazione, come appreso dal proprio difensore, l’avvocato Santi Delia di Messina, che ha comunicato di aver più volte sollecitato il legale di controparte senza ottenere alcun esito per la definizione della controversia, vista la mancata risposta alla Pec del 20 agosto e la mancanza di utilità delle successiva ed essendo scaduto il termine concesso alla ditta per poter trovare un accordo bonario, l’Amministrazione si può ritenere libera di proporre un’azione giudiziaria per tutelare la propria posizione. Dunque la Giunta ha stanziato 3mila 500 euro per incaricare lo stesso Delia a procedere in giudizio per il recupero delle somme dovute dalla ditta Duro Salvatore, oltre ad aggio, penale e polizza fideiussoria.

La proposta di negoziazione della ditta Duro, che nel frattempo ha cambiato legale affidando le proprie difese all’avvocato Alberto Pappalardo di Messina, è stata formalizzata il 18 luglio con una lettera inviata all’avvocato Delia dopo l’incontro del 6 luglio, nella quale è stata manifestata “l’intenzione di proporre e/o valutare valide opzioni al fine di addivenire al componimento bonario della vicenda”. Innanzitutto l’avvocato Pappalardo riteneva imprescindibile non considerare la penale da 100 euro al giorno per il ritardato pagamento dell’aggio percentuale per il periodo 21 ottobre 2012-5 giugno 2013, applicando invece la penale dell’uno per mille calcolata in 3mila 254 euro per 226 giorni sui 144mila euro dell’incasso annuo stimato, pari quindi a 14,40 euro al giorno o al massimo una penale da 9mila 763 euro calcolata sull’importo importo triennale del’appalto, ossia 432mila euro e dunque 43,20 euro al giorno. “Una volta ricalcolato l’importo dovuto a titolo di penale, quest’ultimo deve necessariamente essere oggetto alla procedura di compensazione tra le rispettive posizioni debitorie e creditorie (mai contestate) fra le parti – ha aggiunto il legale di Duro – così come stabilite dall’originaria determina dirigenziale del 31 agosto 2017 (a firma del comandante Mangiò, ndc) poi revocata in autotutela in ragione della mancata applicazione della somma dovuta a titolo di penale”. La ditta Duro ha manifestato la disponibilità affinchè il Comune valutasse la possibilità di operare lo scomputo della somma mediante un affidamento diretto di servizi (ossia lavori di segnaletica), “che da un lato comporterebbe un indubbio vantaggio per l’Ente in termini di utilità e, di converso, consentirebbe di arrivare a una bonaria risoluzione della controversia”. L’avvocato Delia ha invece proposto di chiudere la vicenda versando 15mila euro oltre ai 14mila 921 euro di aggio percentuale del periodo gennaio-giugno 2013. E dunque non se n’è fatto più nulla.

La ditta non ci sta e ha presentato una richiesta per ottenere almeno la disapplicazione della penale, inviata al comandante della Polizia municipale Diego Mangiò e per conoscenza al sindaco e alla segretaria, affinché ai sensi dell’articolo 22 comma 4 del Codice degli appalti non gli venga addebitata la penale da 22mila 600 euro, pari a 100 euro al giorno per il ritardato pagamento dell’aggio percentuale per il periodo 21 ottobre 2012-5 giugno 2013 (226 giorni). Penale definita da Duro “manifestatamente sproporzionata rispetto all’interesse della stazione appaltante e al danno subito”. Il titolare della ditta evidenzia di non essere in lite pendente con il Comune ed elenca un undici punti i costi sostenuti per l’esecuzione del servizio di sosta a pagamento, sottolineando di aver incassato da luglio 2012 a giugno 2013, al lordo, l’importo di 119mila 915 euro, sostenendo spese per 165mila 896 euro e dunque subendo una perdita netta di 45mila 981 euro oltre oneri fiscali. Duro ha inoltre sottolineato come “il ritardo nel versamento delle somme al Comune non è da ritenersi imputabile alla ditta, che ha provveduto innanzitutto al pagamento degli stipendi e oneri accessori per il personale dipendente” e che “la ditta non si è sottratta al pagamento delle somme anzi ha provveduto tempestivamente quando ne ha avuta la disponibilità senza ulteriore richiesta dalla stazione appaltante”.

Più informazioni: gestione parcheggi duro  


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