Mercoledì 19 Giugno 2019
Doveva essere utilizzata per finalità turistico-culturali grazie a un finanziamento


S. Teresa. L'ex scuola di Fautarì abbandonata dopo la ristrutturazione

di Andrea Rifatto | 27/03/2017 | ATTUALITÀ

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L'edificio che ospitava la scuola elementare di Fautarì

Recupero dei borghi e riscoperta delle antiche tradizioni sono temi quotidianamente al centro del dibattito politico, soprattutto in occasione di discussioni sul rilancio del settore turistico. Ma capita che quando si ha l’opportunità concreta di avviare iniziative in tal senso, si lasciano andare in malora anche progetti approvati e finanziati. È quanto sta avvenendo a S. Teresa di Riva con l’ex scuola elementare della frazione Fautarì, inserita nel 2011 nel progetto di “Valorizzazione del borgo rurale Misserio-Fautarì”, finanziato nel novembre dello stesso anno per l’importo di 580mila euro grazie alle risorse del Psr Sicilia-misura 322 “Sviluppo e rinnovamento dei villaggi”. L’ex plesso scolastico è stato identificato come uno degli attrattori da recuperare e valorizzare, insieme al lavatoio Acqua Mantarro e al sentiero pedonale San Vito-Cesare Battisti, al fine di migliorare la vivibilità e da utilizzare per il rilancio economico e culturale del borgo. I lavori, avviati a maggio e conclusi a novembre del 2013, hanno permesso di ristrutturare l’edificio, situato a piano terra su una superficie di 400 metri quadri, con una spesa di 170mila euro. Dopo l’ultimazione, nella vecchia scuola elementare era previsto l’allestimento di quattro ambienti destinati a: presentazione del territorio e delle sue risorse; punto per la degustazione dei prodotti tipici locali; luogo per effettuare procedimenti tradizionali di lavorazioni di prodotti agricoli locali (essicazione fichi e pomodori, conserve, prodotti sott’olio, ecc.) e procedimenti tradizionali di lavorazione dei prodotti artigianali (bachicoltura, intreccio canna e vimini, arte del ricamo, lavorazioni ad uncinetto, chiacchierino, tombolo, maglia). A oltre quattro anni di distanza, però, nulla di tutto ciò è stato avviato e l’edificio rimane desolatamente chiuso, così come avveniva in passato.

Il 18 febbraio 2014 la Giunta comunale guidata dal sindaco Cateno De Luca ha approvato lo stato finale e il certificato di regolare esecuzione dei lavori, chiudendo la pratica per ottenere il saldo del finanziamento. Tra gli obblighi del beneficiario, però, vi è quello di garantire la pubblica fruizione delle strutture e degli edifici recuperati e la Commissione europea, in fase di controllo, potrebbe rilevare il mancato rispetto degli impegni cui è stata subordinata la concessione del finanziamento, che potrebbe essere ridotto per il mancato raggiungimento di tutti gli obiettivi. Scopo del progetto non era infatti la sola ristrutturazione dell’ex scuola di Fautarì, ma il recupero dell’immobile per finalità collettive e turistico-culturali, in un’ottica di sviluppo del borgo. Un’altra occasione mancata, dunque, mentre si pensa ad acquistare l’ex chiesa di Misserio per insediarvi la scuola degli antichi mestieri e tradizioni popolari. Iniziative che dovevano essere avviate da quattro anni a Fautarì. 


COMMENTI

Massimo | il 28/03/2017 alle 06:48:10

Complimenti Andrea !! questo e fare giornalismo ,non al servizio !! far conoscere ai cittadini la reale situazione delle opere , non l'esigenza di far arrivare dei finanziamenti solo x soldi , tutto questo come in tutta Italia ci porterà alla fame . Bisogna che arrivano Finanziamenti Utili , non soldi buttati al vento.

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