Domenica 13 Ottobre 2019
Il Comune aveva sospeso l’autorizzazione ma il Tar ha dato ragione all’azienda


Sant’Alessio Siculo. "Nessun rischio", via libera all’antenna Vodafone

di Redazione | 17/06/2015 | ATTUALITÀ

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Non sussiste alcun rischio per la salute, al momento, tale da impedire all'azienda Vodafone Omnitel la realizzazione di un’antenna per la telefonia nel territorio di Sant’Alessio Siculo. È quanto ha stabilito nei giorni scorsi il Tar di Catania, a cui la multinazionale nel campo delle telecomunicazioni si è rivolta per ottenere l’annullamento, con sospensione dell’efficacia, del provvedimento adottato dal Comune con cui si diffidava a non dare inizio ai lavori e veniva sospesa l’autorizzazione concessa dall’Ente alessese. Vodafone, infatti, lo scorso anno era stata regolarmente autorizzata ad installare un’antenna per la telefonia nel comune di Sant’Alessio Siculo ma il 6 marzo il Comune, dopo una nota firmata dal vicesindaco Giuseppe Cacciola, aveva deciso di fare marcia indietro sospendendo il nulla osta poiché venivano paventati rischi per la salute dei cittadini alessesi. Proprio in quei giorni, tra l’altro, il Consiglio comunale aveva approvato il Regolamento comunale per disciplinare l’installazione degli impianti fissi di telecomunicazione per telefonia cellulare e radiotelevisiva. L’azienda ha deciso così di ricorrere al tribunale amministrativo etneo lamentando di aver subito un danno con lo stop ai lavori. Ricorso giudicato fondato dai giudici della Prima Sezione, che hanno specificato come “il rischio paventato dall’amministrazione comunale non è attuale, dato che in questa fase la società ricorrente sta solo procedendo all’avvio dei lavori, ma potrà eventualmente derivare dal successivo momento di attivazione dell’antenna, che rimane comunque subordinata al parere favorevole dell’Arpa, da rendere dopo i necessari approfondimenti”. Sospeso, dunque, il provvedimento di sospensione dei lavori firmato dal Comune, che non si è costituito in giudizio dinanzi al Tar. Vodafone Omnitel potrà così iniziare i lavori e poi provvedere ad ottenere tutte le autorizzazione necessarie prima di attivare i dispositivi elettromagnetici. La trattazione di merito del ricorso è stata fissata nell'udienza pubblica del 10 marzo 2016.


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