Martedì 22 Ottobre 2019
I comuni limitrofi non sembrano disposti a farsi carico dei costi per il mantenimento


S. Teresa di Riva. Giudice di Pace verso la chiusura?

di Andrea Rifatto | 06/05/2014 | ATTUALITÀ

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Sebastiano Foti, Cateno De Luca e Antonella Papa

Strada in salita per arrivare al mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di S. Teresa di Riva. All’incontro di oggi, indetto dalla esecutivo santateresino per analizzare le spese di mantenimento della struttura insieme agli altri sette comuni della Val d’Agrò che ricadono nel territorio di competenza dell’Ufficio, si sono presentati solo due amministratori. Il sindaco di S. Teresa Cateno De Luca, affiancato dal suo vice Antonino Famulari e dal presidente del Consiglio Danilo Lo Giudice, ha potuto contare sulla presenza del primo cittadino di Furci Siculo, Sebastiano Foti, accompagnato dal vicesindaco Maria Vera Scarcella, e dell’assessore Antonella Papa del Comune di Sant’Alessio Siculo. I sindaci di Antillo,Davide paratore, e Limina, Filippo Ricciardi, sono arrivati in municipio quando la riunione si era già conclusa. Assenti i rappresentanti dei Comuni di Casalvecchio Siculo, Forza d’Agrò e Savoca. Alla riunione hanno partecipato anche l’avv. Paolo Turiano, che ha seguito sin dal principio le vicende relative all’Ufficio giudiziario su incarico dell’Amministrazione comunale, l’avv. Carmelo Gemelli, coordinatore dell’Ufficio del Giudice di Pace di S.Teresa, e il cancelliere dello stesso ufficio Santo Gaeta.
Il nodo cruciale da sciogliere sono i costi che gli otto comuni devono addossarsi per mantenere in vita l’Ufficio del Giudice di Pace di S. Teresa, salvato in extremis dal ministero di Grazia e Giustizia dalla scure dei tagli previsti dalla riforma delle circoscrizioni giudiziarie, che aveva in principio deciso la chiusura del presidio giudiziario. Il decreto del 7 marzo scorso ha infatti stabilito che dovranno essere le amministrazioni locali interessate a provvedere ad individuare i locali destinati ad ospitare gli uffici (nel caso in questione la struttura è di proprietà del Comune), così come il personale addetto a svolgere mansioni di supporto all’attività giurisdizionale, con i relativi costi. E i tempi stringono: entro il 28 giugno il Comune di S. Teresa, qualora non decida entro il 14 maggio di revocare la domanda di mantenimento accolta dal ministero, dovrà assicurare gli impegni assunti, comunicando i nominativi e i requisiti del personale da destinare all’Ufficio del Giudice di Pace.

Ma le numerose assenze registrate alla riunione di oggi sono significative: nonostante il sindaco di S. Teresa, Cateno De Luca, abbia già fatto presente nei giorni scorsi come il suo comune, essendo il centro con il maggior numero di abitanti, sia disponibile a sostenere il 50% delle spese di funzionamento dell’ufficio, gli altri comuni non sembrano ben disposti ad aprire le casse comunali per il mantenimento della sede del Giudice di Pace. “Prendo atto del disinteresse dei comuni assenti – ha dichiarato stamane De Luca – ma S. Teresa non è disponibile a farsi carico di tutti i costi per un servizio offerto anche ad altri sette comuni. Se fossimo divenuti il polo giudiziario della riviera – ha spiegato il sindaco - avremmo potuto pensare di fare un sacrificio economico, ma siamo vittime della scelta “bizantina” operata dal ministero di Grazia e Giustizia, che senza nessuna logica ha preferito passare all’Ufficio del Giudice di Pace Messina le competenze su tutti gli altri comuni jonici”.

Ai rappresentanti dei comuni presenti l’Amministrazione santateresina ha presentato il conto: secondo i calcoli dell’Area finanziaria il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di pace a S. Teresa di Riva ha un costo pari a 13mila euro annue per la gestione dell'edificio (utenze e spese di pulizia), determinate in base ai costi del 2013; 145.405,69 euro sono invece i costi annui per il personale idoneo a garantire il funzionamento dell’Ufficio (un funzionario giudiziario, un cancelliere, un assistente giudiziario, un operatore giudiziario e un ausiliario). Ma la tegola che si abbatterebbe su tutti e otto i comuni sono le spese per la manutenzione straordinaria della struttura: secondo il computo metrico estimativo stilato dall’Ufficio tecnico comunale sono necessari 510mila euro, di cui 366.479,44 per lavori e oneri di sicurezza e 143.520,56 per somme a disposizione, per rimettere a nuovo l’edificio, che presenta segni di avanzato degrado. Costi che dovranno essere sostenuti dai comuni in base al numero degli abitanti, fermo restando l’impegno per il 50% da parte del Comune di S. Teresa. Ma non sono mancate le perplessità da parte degli amministratori presenti, in particolare in merito al prospetto dei costi loro sottoposto, difficilmente sostenibili dai bilanci comunali. 
Il periodo transitorio, necessario anche alla formazione del personale comunale, si concluderà il 29 ottobre: fino a quella data le attività presso l’Ufficio del Giudice di Pace di S. Teresa proseguiranno con l'attuale assetto gestionale ed organizzativo, ovvero tramite personale distaccato dalla sede di Messina. Dopo quella data l’ufficio dovrà avvalersi esclusivamente del personale comunale: la speranza, come spiegato dall’avv. Paolo Turiano, è che allo scadere dei tempi imposti dal decreto del 7 marzo il ministero riveda la mappatura degli uffici redigendo un nuovo piano delle competenze. Ma le possibilità sono molto flebili. Il primo cittadino Cateno De Luca non è in ogni caso disposto a tornare sui suoi passi: entro lunedì 12 maggio vuole sul suo tavolo le delibere di giunta dei sette comuni che ricadono sotto la competenza dell’Ufficio di S. Teresa, con l’impegno economico per i lavori di manutenzione straordinaria e la gestione futura dell’ufficio. Sembra un’impresa ardua, anche se a microfoni spenti traspare come l’Amministrazione santateresina non sembri disposta a strapparsi i capelli se gli uffici giudiziari dovessero chiudere definitivamente. In fondo un edificio libero fa sempre comodo…

Al momento nel Circondario di Messina sono operative quattro sedi del Giudice di Pace:

Giudice di Pace di Francavilla di Sicilia
Francavilla di Sicilia, Gaggi, Malvagna, Moio Alcantara, Motta Camastra, Roccella Valdemone, Santa Domenica Vittoria

Giudice di Pace S. Teresa di Riva
Antillo, Casalvecchio Siculo, Forza d’Agrò, Furci Siculo, Limina, S. Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo, Savoca

Giudice di Pace di Messina
Alì, Alì Terme, Castelmola, Fiumedinisi, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Itala, Letojanni, Mandanici, Messina, Mongiuffi Melia, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Saponara, Scaletta Zanclea, Taormina, Villafranca Tirrena.

Giudice di Pace di Rometta
Roccavaldina, Rometta, Spadafora, Torregrotta, Valdina, Venetico

 

L'avv. Carmelo Gemelli, giudice di pace, e l'avv. Paolo Turiano

 

L'edificio che ospita l'Ufficio del Giudice di Pace, sito sul lungomare di S. Teresa di Riva


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