Lunedì 18 Novembre 2019
Scoperta una targa sul monumento ai caduti alla presenza dei parenti


Sant’Alessio ricorda Carmelo Quagliata, assassinato a 15 anni dalla furia nazista – FOTO

di Andrea Rifatto | 05/11/2019 | ATTUALITÀ

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I parenti di Quagliata con il sindaco davanti la targa

Un adolescente assassinato dalla furia nazista, come riporta l’epigrafe sulla sua tomba nel cimitero di Sant’Alessio Siculo. Adesso a ricordare la storia di Carmelo Quagliata, ucciso a 15 anni dai soldati tedeschi è anche la cittadinanza alessese, che domenica ha scoperto una targa in sua memoria sul monumento dei caduti davanti al municipio, in occasione delle iniziative per la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate e per i caduti in guerra promosse dall’Associazione nazionale Combattenti e Reduci di Sant’Alessio presieduta da Concetto Fleres. Il giovane, nato nel 1928 da Angelo Quagliata e Maria Teresa Pagano, entrambi alessesi, viveva con i genitori e la sorella Stella di 19 anni nella stazione ferroviaria di Calatabiano, dove il padre era capostazione, quando il 12 agosto 1943, mentre la famiglia era rifugiata nelle campagne per sfuggire ai militari tedeschi in ritirata, che già avevano saccheggiato la loro abitazione cinque o sei volte, venne sorpreso in casa mentre tentava di portare in salvo alcuni oggetti e, forse in seguito ad una sua resistenza, trucidato a colpi d’arma da fuoco. Un episodio tragico, che sconvolse la famiglia, i parenti e gli abitanti di S. Alessio. Domenica, presenti la nipote Mariella Grimaldi, la cugina Giuseppa Pagano giunta da Roma con la nipote Maria Teresa Muscianisi, i cugini Vincenza Pagano e Pasquale Riggio, che ha sollecitato l’Amministrazione a ricordare Carmelo Quagliata, è stata scoperta una targa con la foto del 15enne e la scritta “assassinato dalla furia nazista”. “Un vuoto che andava colmato e abbiamo accolto l’invito del concittadino Riggio” - ha detto il sindaco Giovanni Foti, mentre il vicesindaco Franco Santoro ha rievocato quel tragico episodio di 76 anni fa.

In mattinata si è svolta la sfilata dall’Associazione Combattenti e Reduci sul corso principale e il raduno sul lungomare al torrente Salice, seguiti dalla messa celebrata da padre Luciano Zampetti e dal corteo con la deposizione della corona d’alloro al monumento dei caduti, dove il presidente Fleres ha ricordato i nomi di chi ha perso la vita in guerra sottolineando  l’importanza di ricordare i caduti per la patria e il loro sacrificio e tutte le vittime del dovere, sottolineando come sia importante oggi accogliere anche chi arriva da altri paesi senza definirli invasori. Presenti alla cerimonia anche i carabinieri della locale Stazione con il vicecomandante Carmelo Camelia, la Polizia municipale con il comandante Salvatore D’Agata, rappresentanze di altre forze di polizia, l’Associazione nazionale Carabinieri di S. Teresa, l’Associazione nazionale Bersaglieri Taormina-Giardini, la Croce Rossa Italiana Roccalumera-Taormina, i volontari del Servizio civile e la banda musicale “Verdi” di S. Teresa. I ragazzi delle scuole e della parrocchia hanno letto durante la cerimonia pensieri in memoria delle vittime.



COMMENTI

Giuseppe Cacciola | il 06/11/2019 alle 09:04:56

Son contentissimo della iniziativa,in questi tempi dove sembra che tantissimi abbiano scordato cosa ha portato il nazionalismo esasperato e populista,di ricordare un fanciullo vittima di una barbaria senza confini che ha portato distruzione nel mondo. Tuttavia ci sono state altre vittime,cosi come riportato e documentato nel libro di Carmelo Duro,altre nefandezze barbariche commesse dai nazisti in ritirata. Non bisogna scordare padre Musumeci e alcune persone vittime di quel giorno triste,anche esse travolte da una furia belluina,anche loro devono essere ricordate, a monito di quanto sia perversa la stupidita umana condita dalla arroganza totalitaria.

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