Lunedì 22 Ottobre 2018
Commozione e gioia per il rientro delle spoglie del carabiniere morto in guerra


Savoca ha riabbracciato dopo 74 anni il suo eroe Agatino Puzzolo - FOTO

di Andrea Rifatto | 23/09/2018 | ATTUALITÀ

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La cerimonia nella chiesa di Contura

Mancavano pochi mesi alla fine della guerra e il giovane carabiniere contava di poter tornare a casa dai suoi cari. Che lo aspettarono invano. Un’attesa durata 74 anni. Quel militare che prestava servizio per l’Arma, Agatino Puzzolo, nella sue terra è tornato ieri, in una cassettina di legno avvolta nel Tricolore contenente le sue spoglie, che adesso riposano in patria e non più in terra straniera. Per la frazione Contura di Savoca quella di ieri non è stata però una giornata di lutto ma di festa, per il rientro di un proprio caro riabbracciato dopo tanto tempo. Una giornata segnata da grande commozione e gioia, per il ritorno delle spoglie di Agatino, nato nel 1921 a Casalvecchio, nella frazione Bartolotta al confine con Contura, morto in Germania il 31 dicembre del 1944, durante la Seconda Guerra mondiale, per una polmonite (o una tubercolsi) che lo colpì mentre si trovava nella cittadina di Sandboste, piccolo comune di 900 abitanti della Bassa Sassonia, deportato dai nazisti, mentre prestava servizio militare, dopo la firma dell’armistizio. “Dopo anni di ricerche e l’avvio dell’iter al Ministero della Difesa, con tante difficoltà, sono riuscito a farlo tornare a casa – ha detto ieri il nipote Francesco Puzzolo, figlio di un fratello, che con caparbietà si è battuto per raggiungere l’obiettivo – sono partito da quei pochi documenti che avevo, una lettera e altre scarne indicazioni e dai registri anagrafe del Comune di Casalvecchio, grazie all’aiuto dell’impiegata Augusta Garufi, ho trovato le prime informazioni fin quando ho scoperto la località dove era sepolto mio zio”.

I resti di Agatino Puzzolo sono stati portati ieri nella casa natia e poi nella chiesa San Nicola di Contura, dove familiari, compaesani, autorità civili, militari e religiose li hanno accolti per l’ultimo saluto, prima della tumulazione nella cappella di famiglia nel cimitero di Rina. A celebrare la funzione padre Giuseppe D’Agostino (che ha portato i saluti del parroco di Casalvecchio) e don Rosario Scibilia, cappellano dei Carabinieri per la Sicilia orientale. In chiesa il sindaco di Savoca Antonino Bartolotta con altri amministratori savocesi, i comandanti della Compagnia Carabinieri di Taormina, capitano Arcangelo Maiello e della Stazione di Sant’Alessio, luogotenente Vito Calì, che hanno voluto far sentire la vicinanza dell’Arma alla famiglia come segno di grande riconoscimento per il sacrificio del carabiniere; una rappresentanza della Stazione Carabinieri di S. Teresa; il giudice Filippo Pennisi, presidente della Sezione civile del Tribunale di Catania; l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci-Sezione di Sant’Alessio, con una delegazione capeggiata dal presidente Concetto Fleres; i Vigili Urbani di Savoca e la Protezione civile. Nessun rappresentante per il Comune di Casalvecchio. Commozione alla lettura della preghiera del Carabiniere, affidata al luogotenente Calì e al risuonare del Silenzio in chiesa.

“Oggi per noi è una festa perché torna in patria un eroe” – ha detto il sindaco Bartolotta – grazie alla caparbietà della famiglia. Agatino va ricordato sempre, non solo oggi, come un eroe della nostra patria e dispiace che oggi non siano presenti i giovani affinché potessero comprendere il sacrificio fatto da un loro coetaneo. “Agatino, con un’azione alta e nobile, ha sacrificato la vita per la sua patria rimanendo fedele alla Virgo Fidelis, la nostra patrona, e per noi cappellani è un momento commovente” ha sottolineato padre Scibilia. “Questo giovane – ha aggiunto Fleres - merita gli onori per essere stato fedele alla sua patria e alla sua bandiera e abbiamo accettato con orgoglio e onore l’invito a essere qui a rendergli omaggio, ne siamo fieri e orgogliosi. Peccato per l’assenza oggi dei giovani”. Il presidente della Sezione Combattenti e Reduci ha poi tolto la coccarda nera dalla bandiera tricolore a testimonianza del momento non di lutto ma di gioia per il rientro della salma. All’uscita della salma dalla chiesa la banda musicale savocese ha intonato la canzone del Piave e l’Inno di Mameli, tra due file di carabinieri che hanno onorato Agatino Puzzolo del saluto militare, in un momento di grande emozione e riconoscenza verso il giovane militare perito in guerra.



COMMENTI

salvatore brancatelli | il 23/09/2018 alle 18:02:30

Il Nostro AGATINO ha preferito sacrificarsi invece che aderire,sollecitato da lusinghe e non sottoscrisse la "Dichiarazione di impegno: Aderisco all'idea repubblicana fascista e mi dichiaro volontariamente pronto a combattere con le armi nel costruendo nuovo Esercito Italiano del Duce,senza riserve,anche sotto il Com.do Supremo tedesco,contro il comune nemico dell'italia repubblicana fascista del Duce e del Grande Reich Germanico" ( dal diario di mio padre) Come molti, fu fedele a se stesso ai suoi ideali pur sapendo che avrebbe sofferto i tormenti del campo di concentramento,ma Lui portò alla estrema conseguenza della morte la Sua fedeltà.Era nello stesso campo di mio padre,ecco perchè mi sento particolarmente vicino al sacrificio Suo e di quanti sacrificarono se stess.i

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