Martedì 26 Marzo 2019
La Regione ha chiesto la restituzione delle somme per anomalie nelle procedure


Savoca, revocata parte del finanziamento per chiesa San Nicolò e Sp 19

di Andrea Rifatto | 11/01/2019 | ATTUALITÀ

365 Lettori unici

La chiesa di San Nicolò e il costone sottostante

Brutta tegola sul Comune di Savoca dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente. Con un decreto firmato dal dirigente del Dipartimento Ambiente, Giuseppe Battaglia, è stato revocato parzialmente il finanziamento concesso nel febbraio 2011, a valere sui fondi Po Fesr 2007-2013, per i lavori di consolidamento della chiesa di San Nicolò e della costone che si affaccia sulla Strada provinciale 19. La Regione aveva concesso inizialmente un milione 195mila 707 euro, scesi poi dopo la gara d’appalto a 968mila 647 euro, di cui 549mila 537 per lavori e 419mila 110 a disposizione e i lavori sono stati affidati nel marzo 2012 a una ditta di Perarolo di Cadore (Belluno). A marzo 2017 la Giunta comunale ha approvato la relazione conclusiva dell’intervento e il quadro economico finale, per un importo di 949mila 792 euro distinti in 873mila 091 liquidati a valere sul Po-Fesr e 76mila 701 a completamento da ricevere dalla Regione. A luglio dello stesso anno, però, a seguito del controllo di I livello svolto dall’Unità Monitoraggio e Controllo del Dipartimento Ambiente, è stata ritenuta ammissibile solo la spesa di 753mila 528 euro ed è stata chiesta la restituzione di 119mila 563 euro relativi alle spese tecniche, in quanto non riconosciute. In dettaglio si tratta di 14mila 309 euro per il piano di sicurezza redatto dall’ingegnere Giuseppe Barbieri; 57mila 654 per la progettazione esecutiva dell’ingegnere Claudio Faranna; 42mila 288 per indagini e studio geologico del dottor Fabio Ucchino e 5mila 309 per la direzione lavori dell’ingegnere Giuseppe Giannetto.

Il Comune di Savoca ha manifestato la volontà di restituire solo 2mila 500 per la direzione lavori, ritenendo legittime le criticità sollevate, ma non ha fornito motivazioni accettabili per superare le altre criticità riscontrate, riservandosi di produrre le proprie controdeduzioni nelle sedi opportune a sostegno della legittimità delle procedure seguite.Ad aprile dello scorso anno, inoltre, il Dipartimento ha informato il Comune della possibilità di rimborso con “procedura di compensazione” tra la spesa non ammissibile al Po Fesr-2013 (119mila 563 euro) e le somme richieste per il completamento (76mila 701) ma l’Ente non ha richiesto la procedura di compensazione e non ha neanche risposto alle note della Regione, l’ultima del 27 giugno 2018. L’Assessorato ha quindi avviato il procedimento di revoca parziale del finanziamento, adesso giunto a conclusione, con denuncia alla Procura della Corte dei Conti Sicilia per eventuali responsabilità erariali.


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.