Sabato 07 Dicembre 2019
Due comitati cittadini hanno consegnato una petizione al ministro dell'Ambiente


"Soldi inutili per gli svincoli autostradali, serve la messa in sicurezza di Capo Alì"

12/11/2019 | ATTUALITÀ

858 Lettori unici | Commenti 1

La frana di dicembre 2018 a Capo Alì

Le risorse già finanziate per la sicurezza e lo sviluppo del territorio, come quelle del Masterplan, avrebbero dovuto essere investite in opere utili e non in svincoli come quello di Alì Terme o di Santa Teresa di Riva, inutili per i bisogni della collettività, a maggior ragione che a pochi chilometri da questi due Comuni è presente lo svincolo di Roccalumera. A dirlo sono Giacomo Di Leo del comitato “No frane-No precarietà” e Francesco Aloisi del comitato “Divieto” di Scaletta Zanclea, che in occasione della visita del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nella Valle del Mela, hanno segnalato il grave dissesto idrogeologico di Capo Alì e la sua mancata risoluzione, consegnando una petizione popolare inerente il grave problema. “La pericolosità di Capo Alì nel corso di decenni si è manifestata in più occasioni con delle frane pericolosissime, l’ultima del 20 luglio 2018 – scrivono i due – e oltre a denunciare l’inadeguata manutenzione di tale tratto stradale, dimostrata dalla documentazione video/fotografica prodotta dai comitati, abbiamo più volte proposto la realizzazione di gallerie paramassi esterne per mitigare il pericolo. Un canale di scolo (per convogliare e drenare le acque reflue) sul costone roccioso sarebbe propedeutico per la realizzazione delle gallerie artificiali, che abbiamo prontamente già fatto disegnare da esperti. E una buona piantumazione ovviamente. Apprendiamo da organi di stampa che con la rimodulazione del piano di interventi fortemente voluto dal sindaco metropolitano, Cateno De Luca, gli investimenti per lo svincolo autostradale di Alì Terme dovrebbero passare da 18 milioni di euro a euro 41,7 milioni in un’opera che il nostro sindaco metropolitano e i suoi seguaci considererebbero strategica".

"Come comitati ‘No frane-No precarietà’ e ‘Divieto’ - proseguono Di Leo e Aloisi – riteniamo che dirottare la maggior parte delle risorse sul futuro svincolo autostradale di Alì Terme non costituisca una priorità, e quindi è inopportuno, per cui tutto si riduce ad una questione speculativa, che arricchisce i soliti ‘pescecani’ delle grandi opere, inutili per la maggioranza della popolazione. Peraltro la costruzione dello svincolo autostradale ad Alì Terme non sarebbe di nessuna utilità ai cittadini di Itala e Scaletta, che, in caso di frane a Capo Alì, per usufruire dello svincolo dovrebbero immettersi sull’A18 a Tremestieri. Riteniamo che la risoluzione del dissesto idrogeologico di Capo Alì costituisca la prima priorità sul nostro territorio: sia perché tale tratto della Ss 114 è una via di snodo fondamentale per tutto l’itinerario della riviera jonica messinese, e quindi l’interruzione per frane (avvenute ripetutamente nel corso di decenni) costituisce una grave offesa alla già fragile economia del luogo e soprattutto all’incolumità fisica degli automobilisti, dei ciclisti, e dei pedoni che da li transitano. Quindi la risoluzione del problema Capo Alì rappresenta una questione di vita o di morte - concludono Giacomo Di Leo e Francesco Aloisi – e ad oggi le istituzioni competenti non propongono nessuna risoluzione tecnicamente utile ed economicamente efficace per le frane di Capo Alì, se non un fantomatico progetto di fattibilità tecnico-economica di là da venire, che non è un progetto esecutivo, e che serve al momento per distrarre i cittadini dalla vera risoluzione del problema, da noi prospettata”.


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 12/11/2019 alle 11:18:01

La strada 114 è una strada statale e dovrebbe consentire il passaggio di tutti i mezzi e sempre! Se la 114 è messa in sicurezza, solo dopo si può pensare a qualche svincolo, altrimenti dovremmo realizzare un svincolo per ogni paese !!!

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.